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ReatoDiritto penale · Reati contro il patrimonio

Il riciclaggio (art. 648-bis c.p.)

Ricicla chi sostituisce, trasferisce o comunque «ripulisce» denaro o beni provenienti da un reato commesso da altri, in modo da rendere difficile risalire alla loro origine. È punito da quattro a dodici anni e oggi riguarda i proventi di qualunque delitto, e anche di alcune contravvenzioni. Il caso più comune nelle aule non è il grande finanziere ma chi presta il proprio conto corrente a sconosciuti, spesso attirato da un finto lavoro online. Questa pagina spiega il reato, le figure vicine (ricettazione, impiego, autoriciclaggio) e le conseguenze.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 5 min

In breve

  • Riciclaggio: operazioni su denaro o beni di provenienza illecita che ne ostacolano l'identificazione. Da 4 a 12 anni e multa da 5.000 a 25.000 euro.
  • Qualsiasi reato di origine: dal 2021 anche delitti colposi e contravvenzioni più gravi.
  • Conto prestato a sconosciuti: per la Cassazione è riciclaggio; basta il dolo eventuale.
  • Autoriciclaggio: chi ha commesso il reato e reinveste i proventi. Da 2 a 8 anni.
  • Confisca obbligatoria, anche per equivalente e allargata.

Il reato

Art. 648-bis c.p.

«Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5.000 a euro 25.000.»

Il riciclaggio presuppone un reato commesso da altri: chi ha partecipato al reato di origine non ricicla, ma può rispondere di autoriciclaggio. È un reato «a forma libera»: qualsiasi operazione che renda più difficile ricostruire l'origine del denaro è sufficiente, dal bonifico tra conti al cambio in valuta, dall'acquisto di beni all'intestazione a prestanome. Ogni prelievo o trasferimento successivo è un nuovo atto di riciclaggio, compreso il prelievo in contanti dal conto su cui il denaro è arrivato (Cass. 21687/2019 e 10939/2024). Il reato si consuma con l'effetto di dissimulazione, senza che il denaro ripulito debba tornare a chi lo ha consegnato (Cass. 32491/2015).

Il D.Lgs. 195/2021, in vigore dal 15 dicembre 2021, ha allargato i reati di origine: prima dovevano essere delitti non colposi, oggi basta un qualsiasi delitto e perfino una contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi (in questo caso la pena è da 2 a 6 anni). La pena è aumentata per chi ricicla nell'esercizio di un'attività professionale ed è diminuita se il delitto di origine ha una pena massima inferiore a cinque anni. Il riciclaggio sussiste anche se l'autore del reato di origine non è imputabile o punibile, o se per quel reato manca la querela.

Le figure vicine

ReatoChi e che cosaPena
Ricettazione (art. 648)Chi acquista, riceve od occulta beni di provenienza illecita per trarne profittoDa 2 a 8 anni
Riciclaggio (art. 648-bis)Chi compie operazioni che ostacolano l'identificazione della provenienzaDa 4 a 12 anni
Impiego (art. 648-ter)Chi, fuori dei casi precedenti, impiega i proventi in attività economiche o finanziarieDa 4 a 12 anni
Autoriciclaggio (art. 648-ter.1)L'autore del reato di origine che reinveste i proventi in modo da ostacolarne concretamente l'identificazioneDa 2 a 8 anni
Trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis)Chi intesta fittiziamente beni ad altri per eludere le misure di prevenzione o agevolare il riciclaggioDa 2 a 6 anni

Tra ricettazione e riciclaggio la differenza sta nell'operazione di «pulizia»: chi riceve un assegno rubato commette ricettazione, chi lo versa su un conto aperto con un nome falso e ne preleva l'importo ricicla (Cass. 4853/2022; Cass. 30265/2017). Nell'autoriciclaggio restano fuori dalla punibilità le somme destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale; il semplice versamento del provento su un conto intestato all'autore non basta (Cass. 33074/2016).

Il conto prestato e il «money mule»

Molti procedimenti nascono da phishing, frodi informatiche e truffe online: il denaro sottratto alle vittime transita su conti di terzi, spesso reclutati con finti annunci di lavoro che promettono una percentuale per «ricevere pagamenti» e girarli altrove. La Cassazione qualifica come riciclaggio la condotta di chi, senza aver partecipato alla frode, mette a disposizione il proprio conto e consente il versamento e il trasferimento o l'incasso delle somme (Cass. 19125/2023 e 29346/2023). Per il dolo non serve la certezza: basta essersi rappresentati come concretamente possibile l'origine illecita e averne accettato il rischio (Cass. 36893/2018). La consapevolezza si ricava da elementi come compensi sproporzionati, istruzioni di prelevare subito in contanti, controparti irreperibili.

Chi si accorge di essere stato usato deve interrompere le operazioni, avvisare la banca e presentare denuncia il prima possibile, conservando annunci, chat ed email: la condotta tenuta dopo è uno degli elementi su cui si valuta la buona fede.

Confisca, società e processo

Con la condanna o il patteggiamento è sempre ordinata la confisca del prodotto o del profitto e, se non è possibile, di beni di valore equivalente (art. 648-quater); per riciclaggio, impiego e autoriciclaggio si applica anche la confisca «allargata» dei beni di valore sproporzionato al reddito di cui il condannato non giustifica la provenienza (art. 240-bis). Il sequestro preventivo dei conti è la prima misura che si incontra. Se il riciclaggio è commesso nell'interesse di una società, questa risponde con una sanzione da 200 a 800 quote, da 400 a 1.000 se il reato di origine ha pena massima superiore a cinque anni, e con sanzioni interdittive fino a due anni (art. 25-octies D.Lgs. 231/2001). Per il bonifico via home banking è competente il giudice del luogo in cui si trova la banca del conto su cui il denaro è stato impiegato (Cass. 38623/2024).

  1. Bloccare subito le operazioni sul conto e informare la banca.
  2. Conservare le prove dei contatti: annunci, chat, email, contratti di «lavoro».
  3. Presentare denuncia descrivendo come si è stati coinvolti.
  4. Non rilasciare dichiarazioni alla polizia giudiziaria senza difensore, se già indagati.
  5. Valutare con il difensore il sequestro, il risarcimento alle vittime e i riti alternativi.

Domande frequenti

Ho ricevuto soldi sul mio conto per un «lavoro online» e li ho girati: rischio il riciclaggio?
Sì, è lo schema tipico del cosiddetto money mule. La Cassazione ritiene riciclaggio la condotta di chi, senza aver partecipato alla frode iniziale, mette a disposizione il proprio conto per ricevere e trasferire il denaro sottratto ad altri (Cass. 19125/2023 e 29346/2023). Non serve la certezza della provenienza illecita: basta essersela rappresentata come concretamente possibile e averne accettato il rischio (Cass. 36893/2018). La difesa si gioca sulla buona fede, da documentare con i messaggi, l'annuncio e la condotta tenuta appena emersi i sospetti.
Che differenza c'è tra ricettazione e riciclaggio?
La ricettazione (art. 648) punisce chi acquista, riceve od occulta beni di provenienza illecita per trarne profitto. Il riciclaggio richiede qualcosa in più: un'operazione (sostituzione, trasferimento, versamento, prelievo) idonea a ostacolare l'identificazione della provenienza. Chi riceve un assegno rubato e lo tiene commette ricettazione; chi lo versa su un conto aperto con un falso nome e preleva i contanti ricicla (Cass. 4853/2022).
Chi ha commesso il reato può essere punito anche per aver «ripulito» i soldi?
Non per riciclaggio, che esclude chi ha concorso nel reato presupposto, ma per autoriciclaggio (art. 648-ter.1, da 2 a 8 anni), se impiega i proventi in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative in modo da ostacolarne concretamente l'identificazione. Non è punibile la destinazione alla mera utilizzazione o al godimento personale, e il semplice versamento del provento sul proprio conto non basta (Cass. 33074/2016).
Il riciclaggio richiede che il reato di origine sia grave?
No. Dal dicembre 2021 (D.Lgs. 195/2021) il reato presupposto può essere qualsiasi delitto, anche colposo, e perfino una contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi; in quest'ultimo caso la pena scende da 2 a 6 anni. Se il delitto di origine ha pena massima inferiore a 5 anni, la pena del riciclaggio è diminuita. Il reato di origine può essere stato commesso anche all'estero (Cass. 23679/2020).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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