In breve
- Il compenso si concorda per iscritto (a tempo, forfettario, per fasi, a percentuale sul valore); il preventivo scritto è obbligatorio; è vietato solo il patto di quota lite.
- I parametri del DM 55/2014 (tabelle del DM 147/2022) sono valori medi per procedimento, scaglione e fase, variabili del 50% in più o in meno, usati in mancanza di accordo e per la condanna alle spese.
- Esempi di valori medi complessivi: decreto ingiuntivo da 5.200 a 26.000 euro: 567 euro; sfratto stesso scaglione: 2.584; causa civile in tribunale stesso scaglione: 5.077; causa di lavoro: 5.388; processo penale davanti al tribunale monocratico: 3.592; ricorso al TAR con sospensiva: 6.201.
- Si aggiungono il 15% di spese forfettarie, il 4% di Cassa forense, il 22% di IVA e le spese vive.
Come si forma il compenso
«Il compenso spettante al professionista è pattuito di regola per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale. La pattuizione dei compensi è libera: è ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all'assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l'intera attività, a percentuale sul valore dell'affare o su quanto si prevede possa giovarsene […] il destinatario della prestazione. Sono vietati i patti con i quali l'avvocato percepisca come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa. Il professionista è tenuto […] a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale».
Dal 2006 le tariffe obbligatorie non esistono più: il compenso è libero e concordato, e l'unico limite è il divieto del patto di quota lite (l'avvocato non può farsi pagare con una parte del bene o del credito conteso; può invece concordare una percentuale sul valore dell'affare). Il preventivo scritto è un obbligo di legge, e la sua mancanza è un illecito disciplinare. I parametri ministeriali (art. 13, comma 6) si applicano in tre casi: quando il compenso non è stato determinato per iscritto, quando è il giudice a liquidare le spese a carico della parte che perde, e per le prestazioni d'ufficio. Sono anche, di fatto, la base di partenza di ogni preventivo, perché rappresentano il valore che un giudice riconoscerebbe.
Come si leggono i parametri
Le tabelle allegate al DM 147/2022 indicano, per ogni tipo di procedimento (giudice di pace, tribunale, lavoro, sfratti, decreti ingiuntivi, cautelari, appello, cassazione, penale, TAR, stragiudiziale, mediazione), un valore medio per ogni scaglione di valore della causa e per ogni fase: studio, introduttiva, istruttoria o di trattazione, decisionale (più le fasi cautelari e quelle esecutive dove previste). Il giudice parte dai valori medi e, secondo i criteri dell'art. 4 (complessità, urgenza, pregio, risultato, condizioni del cliente), li aumenta fino al 50% o li riduce fino al 50%; un ulteriore aumento fino al 30% è previsto per gli atti telematici redatti in modo da agevolarne la consultazione, e quando l'avvocato assiste più persone con la stessa posizione il compenso unico cresce del 30% per ciascuna oltre la prima. Le fasi non svolte non si pagano: una causa chiusa con una transazione dopo la prima udienza non comporta la fase decisionale. Le tabelle sono aggiornate ogni due anni su proposta del CNF; quelle in vigore sono del 2022.
I valori medi per le cause più comuni
Gli importi che seguono sono i valori medi delle tabelle del DM 147/2022, sommati per tutte le fasi, per lo scaglione indicato; al netto di spese forfettarie, Cassa e IVA, e prima degli aumenti e delle riduzioni del giudice.
| Procedimento (tabella) | Scaglione | Fasi | Totale medio |
|---|---|---|---|
| Giudice di pace (tab. 1) | da 1.100 a 5.200 euro | 236 + 252 + 352 + 425 | 1.265 euro |
| Decreto ingiuntivo (tab. 8, procedimenti monitori) | da 5.200 a 26.000 euro | fase unica | 567 euro (473 fino a 5.200; 1.370 fino a 52.000) |
| Sfratto: convalida locatizia (tab. 5) | da 5.200 a 26.000 euro | 919 + 709 + 210 + 746 | 2.584 euro |
| Causa civile in tribunale (tab. 2) | da 5.200 a 26.000 euro | 919 + 777 + 1.680 + 1.701 | 5.077 euro |
| Causa civile in tribunale (tab. 2) | da 26.000 a 52.000 euro | 1.701 + 1.204 + 1.806 + 2.905 | 7.616 euro |
| Causa di lavoro (tab. 3) | da 5.200 a 26.000 euro | 1.822 + 777 + 1.172 + 1.617 | 5.388 euro |
| Cassazione civile (tab. 13) | da 26.000 a 52.000 euro | 2.336 + 1.969 + 1.208 | 5.513 euro |
| Processo penale, tribunale monocratico (tab. 15) | — | 473 + 567 + 1.134 + 1.418 | 3.592 euro |
| Indagini preliminari (tab. 15) | — | 851 + 662 + 1.040 + 1.229 | 3.782 euro |
| Processo penale, corte d'appello (tab. 15) | — | 473 + 945 + 1.418 + 1.418 | 4.254 euro |
| Ricorso al TAR con sospensiva collegiale (tab. 21) | da 5.200 a 26.000 euro | 1.134 + 1.103 + 992 + 1.911 + 1.061 | 6.201 euro |
| Assistenza stragiudiziale (tab. 25: pareri, lettere, trattative) | da 5.200 a 26.000 euro | compenso unico | 1.985 euro (284 fino a 1.100; 1.276 fino a 5.200) |
| Mediazione o negoziazione assistita (tab. 25-bis) | da 5.200 a 26.000 euro | 441 + 882 + 1.720 (se c'è accordo) | 3.043 euro |
Per la separazione consensuale e il divorzio congiunto non c'è una tabella specifica: si usano di regola i valori dei procedimenti davanti al tribunale, ridotti per le fasi non svolte, e l'art. 4, comma 3, prevede una maggiorazione del 20% quando l'avvocato assiste entrambi i coniugi. Nella pratica i preventivi per una separazione consensuale semplice, con un solo avvocato, si collocano di frequente tra 1.000 e 2.500 euro oltre accessori; per una giudiziale la cifra sale in proporzione alle udienze e all'istruttoria.
Che cosa si aggiunge
Al compenso si aggiungono sempre: il rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15% del compenso (art. 2 DM 55/2014, dovuto anche in caso di accordo); il contributo alla Cassa forense del 4%; l'IVA del 22%, che si calcola sul compenso, sulle spese forfettarie e sul contributo Cassa; le spese vive documentate (contributo unificato, marca da 27 euro, notifiche, diritti di copia, consulenti tecnici di parte, trasferte). Un compenso di 1.000 euro diventa quindi 1.150 con le spese forfettarie, 1.196 con la Cassa e 1.459,12 con l'IVA. Chi ha un reddito familiare sotto la soglia di legge può chiedere il patrocinio a spese dello Stato, che copre il compenso dell'avvocato scelto tra gli iscritti nell'apposito elenco.
Chi paga alla fine: le spese di lite
Nel processo civile chi perde è condannato a rimborsare le spese all'altra parte (art. 91 c.p.c.), liquidate dal giudice secondo i parametri; il rimborso copre il compenso «parametrico», non necessariamente quello concordato, e il giudice può compensare le spese in caso di soccombenza reciproca o di novità della questione. Nel penale non c'è rimborso per l'imputato assolto, salvo il caso della parte civile condannata alle spese; nel processo amministrativo la compensazione è frequente. La pagina su chi paga l'avvocato se si vince spiega i casi concreti.
Come si contesta una parcella
Se manca l'accordo scritto e la parcella sembra eccessiva, il cliente può chiedere al Consiglio dell'ordine un tentativo di conciliazione (art. 13, comma 9); l'avvocato, a sua volta, può chiedere il parere di congruità e agire con il procedimento speciale per la liquidazione (art. 14 d.lgs. 150/2011), nel quale il giudice applica i parametri. La pagina sulla parcella contestata descrive i passi. Per evitare la lite basta ciò che la legge già impone: il preventivo scritto all'inizio, aggiornato se l'incarico cambia.
Domande frequenti
L'avvocato è obbligato a fare un preventivo?
Sì. L'art. 13, comma 5, della legge professionale obbliga l'avvocato a comunicare per iscritto, all'atto dell'incarico, la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo compenso, spese forfettarie e oneri, e a informare sul livello di complessità dell'incarico. Il preventivo può essere a tempo, forfettario, per fasi o a percentuale sul valore dell'affare; ciò che è vietato è il patto con cui l'avvocato riceve una quota del bene conteso.
Che cosa sono i parametri forensi?
Sono le tabelle approvate con decreto del Ministro della giustizia (DM 55/2014, aggiornato dal DM 147/2022) che indicano, per ogni tipo di procedimento, scaglione di valore e fase, un valore medio del compenso. Si applicano quando il compenso non è stato concordato per iscritto e quando il giudice liquida le spese a carico di chi perde; il giudice può aumentarli fino al 50% o ridurli fino al 50%.
Oltre al compenso che cosa si paga?
Il rimborso delle spese forfettarie, pari al 15% del compenso, sempre dovuto; il contributo alla Cassa forense (4%) e l'IVA (22%), che si calcolano sul totale; le spese vive documentate (contributo unificato, marche, notifiche, consulenti, copie). Su 1.000 euro di compenso, il totale in fattura è di circa 1.459 euro più le spese vive.
Se vinco la causa, il mio avvocato me lo paga l'altra parte?
Il giudice condanna chi perde a rimborsare le spese di lite, liquidate secondo i parametri: se l'avvocato ha concordato un compenso più alto, la differenza resta a carico del cliente. Spesso, poi, il giudice compensa in tutto o in parte le spese, e il recupero dipende dalla solvibilità della controparte.
Fonti normative
- Art. 13 l. 247/2012 — Conferimento dell'incarico e compenso
- D.M. 10 marzo 2014, n. 55 — Parametri per la liquidazione dei compensi (artt. 2, 4, 12, 19)
- D.M. 13 agosto 2022, n. 147 — Aggiornamento dei parametri e nuove tabelle (G.U. n. 236 dell'8 ottobre 2022)
- Art. 91 c.p.c. — Condanna alle spese
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Costi e gratuito patrocinioIl gratuito patrocinio nel processo civileSoglia di 13.659,64 euro di reddito familiare, domanda al Consiglio dell'ordine, ammissione in dieci giorni, avvocato dall'elenco, cosa copre, revoca e controlli, spese di soccombenza.
- Scegliere e verificare l'avvocatoCome scegliere un avvocatoIndividuare la materia e il foro, verifica dell'albo e dei titoli (specialista, cassazionista), che cosa dice e non dice la pubblicità, il primo colloquio e le domande da fare, il preventivo scritto (art. 13 L. 247/2012), la procura e il mandato, la responsabilità personale e l'assicurazione obbligatoria, il conflitto di interessi, gratuito patrocinio e convenzioni, i segnali di allarme, come cambiare.