Vai al contenuto
avvocato.co Sei un avvocato? Iscriviti

GuidaGuida pratica · Costi e gratuito patrocinio

L'assicurazione di tutela legale: quando copre e quando no

La polizza di tutela legale paga l'avvocato, i periti e le spese di giudizio quando l'assicurato deve difendersi o far valere un diritto, nei limiti del massimale e delle condizioni: è spesso inclusa nelle polizze auto e casa, nelle polizze professionali e in quelle collettive di associazioni e sindacati, e molti non sanno di averla. La legge garantisce due cose che le compagnie non possono togliere: la libera scelta dell'avvocato e la possibilità di rimettere a un arbitro il disaccordo sulla gestione del sinistro. Il resto lo decide il contratto, con esclusioni che vanno lette prima, non dopo. Questa pagina spiega che cosa copre, come si attiva, quali sono le esclusioni e i limiti ricorrenti e che cosa fare se la compagnia rifiuta.

Verificato il 22 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  • Che cosa è (art. 173 cod. ass.): la compagnia paga spese legali e peritali, in giudizio e fuori, per difendersi o chiedere un risarcimento; sezione separata se inclusa in altre polizze.
  • Diritti garantiti (art. 174): libera scelta dell'avvocato nei procedimenti giudiziari e amministrativi; arbitro secondo equità in caso di disaccordo.
  • Copre di regola: onorari, CTU e periti, spese di giudizio e di controparte, mediazione, transazione; nei limiti del massimale.
  • Non copre: dolo (salvo assoluzione), fatti anteriori, carenza, famiglia, fisco, multe, liti sotto il minimo, salvo estensioni.
  • Attivazione: denuncia subito, prima di incaricare l'avvocato; reclamo, IVASS o arbitrato in caso di rifiuto; prescrizione due anni.

Che cosa copre

Art. 173, comma 1, codice delle assicurazioni

«L'assicurazione di tutela legale è il contratto con il quale l'impresa di assicurazione, verso pagamento di un premio, si obbliga a prendere a carico le spese legali peritali o a fornire prestazioni di altra natura, occorrenti all'assicurato per la difesa dei suoi interessi in sede giudiziale, in ogni tipo di procedimento, o in sede extragiudiziale, soprattutto allo scopo di conseguire il risarcimento di danni subiti o per difendersi contro una domanda di risarcimento avanzata nei suoi confronti, purché non proposta dall'impresa che presta la copertura assicurativa di tutela legale.»

La tutela legale è un ramo assicurativo a sé, con regole proprie che derivano da una direttiva europea, e non va confusa con la responsabilità civile: la RC paga i danni che l'assicurato causa ad altri e difende l'assicurato solo nella causa di responsabilità, con avvocati scelti dalla compagnia; la tutela legale paga le spese legali dell'assicurato nelle sue vertenze, comprese quelle in cui è lui a chiedere il risarcimento, e con l'avvocato che sceglie lui. Per questo, quando è venduta insieme ad altre coperture, deve avere una sezione distinta del contratto con condizioni e premio propri (art. 173 c. 2), e le imprese devono gestire i sinistri di tutela legale con personale separato, tramite un'impresa distinta o affidando la gestione all'avvocato scelto dall'assicurato (art. 164). Le garanzie tipiche comprendono gli onorari dell'avvocato nella fase stragiudiziale e in tutti i gradi di giudizio, le spese dei consulenti tecnici d'ufficio e di parte, il contributo unificato e le altre spese processuali, le spese liquidate a favore della controparte in caso di soccombenza, i costi della mediazione e della negoziazione assistita, le spese di esecuzione e in alcune polizze le indennità di transazione e la cauzione penale. I prodotti si distinguono per ambito: la tutela legale della circolazione, inclusa spesso nella polizza auto, copre le vertenze da incidente e i procedimenti penali per lesioni o omicidio stradale colposi; quella della famiglia o della vita privata copre le liti da consumatore, con il vicino, con il condominio, con il datore di lavoro se estesa; quella professionale o d'impresa copre le vertenze con clienti, fornitori, dipendenti, la difesa penale per reati colposi e le contestazioni amministrative. Il pagamento avviene a rimborso, entro i parametri forensi e il massimale, o direttamente all'avvocato quando la compagnia lo prevede.

I due diritti che la legge garantisce

Art. 174, commi 1 e 2, codice delle assicurazioni

«Il contratto di assicurazione di tutela legale deve espressamente prevedere in funzione di tutela dell'assicurato che il medesimo, qualora necessiti dell'assistenza di un professionista per la difesa o la rappresentanza dei propri interessi in un procedimento giudiziario o amministrativo oppure nel caso di conflitto di interessi con l'impresa stessa, abbia la facoltà di scelta del professionista, purché quest'ultimo sia abilitato secondo la normativa applicabile. In caso di disaccordo tra l'assicurato e l'impresa sulla gestione del sinistro, le parti possono adire l'autorità giudiziaria o demandare la decisione sul comportamento da tenere ad un arbitro che provvede secondo equità. Tale seconda facoltà deve essere esplicitamente prevista nel contratto.»

La libera scelta dell'avvocato è il cuore della tutela legale: in ogni procedimento giudiziario o amministrativo, e ogni volta che c'è conflitto di interessi con la compagnia, per esempio quando la controparte è assicurata con la stessa impresa, l'assicurato sceglie il professionista, purché abilitato, e la clausola che glielo impedisce è nulla. La compagnia può limitare il rimborso ai parametri forensi e al massimale, non la scelta. L'unica eccezione riguarda le polizze limitate all'assistenza per i veicoli, dove la scelta può non essere prevista se l'impresa fornisce un elenco di avvocati e non c'è conflitto (c. 3). Nella fase stragiudiziale, invece, le condizioni possono riservare la gestione alla compagnia o al suo ufficio sinistri, che tenta la definizione bonaria, e la scelta dell'avvocato scatta quando la vertenza va in giudizio. Il secondo diritto riguarda il disaccordo: se la compagnia ritiene la causa senza probabilità di successo, non condivide la strategia o rifiuta una transazione, l'assicurato può rivolgersi al giudice o, se il contratto lo prevede, a un arbitro che decide secondo equità, di solito con le spese a carico della parte soccombente o divise. Quasi tutte le polizze prevedono l'arbitrato, perché la valutazione del fumus è il diniego più frequente.

Esclusioni e limiti da leggere prima

Clausola tipicaChe cosa significaChe cosa fare
Fatti anteriori e carenzaNon coperte le vertenze sorte prima della decorrenza o da fatti anteriori; per le vertenze contrattuali carenza di 90 giorni o più dalla stipulaStipulare prima che il problema nasca; nelle liti contrattuali contare dalla data del contratto o dell'inadempimento secondo la polizza
DoloEsclusi i fatti dolosi dell'assicurato; nel penale doloso rimborso solo in caso di assoluzione o proscioglimentoAnticipare le spese e chiedere il rimborso a sentenza
Materie escluseFamiglia, successioni, fiscale, fallimentare, societario, urbanistica, edilizia, contratti di lavoro, liti tra assicurati della stessa polizzaVerificare le estensioni acquistabili
Minimo e massimaleVertenze sotto un valore minimo non coperte; massimale per sinistro e per anno, con sottolimiti per grado; spese oltre i parametri escluseConcordare con l'avvocato un preventivo coerente con il massimale
Multe e sanzioniMai coperte le sanzioni pecuniarie; coperte, se previsto, le spese per l'opposizione
Denuncia e consensoSinistro da denunciare entro pochi giorni; avvocato da incaricare dopo il consenso, salvo urgenza; documenti da fornireDenunciare subito, anche via PEC, e chiedere conferma scritta di copertura prima del mandato
TerritorioVertenze in Italia o in Europa secondo la polizza

La carenza e i fatti anteriori sono la fonte principale dei rifiuti: la vertenza si considera insorta al momento del primo fatto che la origina, non quando arriva la lettera dell'avvocato, e la compagnia verifica le date con cura. La franchigia sul valore esclude le piccole liti, che sono spesso quelle in cui l'avvocato costerebbe più del bene. Le esclusioni per materia vanno confrontate con le estensioni: la tutela legale della famiglia non copre la separazione ma può coprire la lite con la scuola o con l'ospedale; quella dell'impresa non copre il contenzioso tributario ma spesso copre la difesa penale per la sicurezza sul lavoro.

Come si attiva e che cosa fare se rifiutano

  1. Cercare la polizza: auto, casa, professionale, carta di credito, associazione o sindacato, polizze collettive del datore; leggere la sezione tutela legale, massimali ed esclusioni.
  2. Denunciare il sinistro subito, per iscritto, con i documenti e la descrizione dei fatti e delle date; chiedere conferma della copertura e del massimale prima di incaricare l'avvocato, salvo urgenze.
  3. Nominare l'avvocato di propria scelta comunicandolo alla compagnia; concordare il preventivo con riferimento ai parametri e al massimale; l'avvocato dialoga con l'ufficio sinistri.
  4. In caso di diniego: reclamo scritto all'impresa (risposta in 45 giorni), poi IVASS; se il diniego riguarda la gestione o il fumus, arbitrato secondo equità o giudice; agire entro due anni (art. 2952 c.c.).
  5. A fine causa: inviare parcella, sentenza e liquidazione delle spese; le spese recuperate dalla controparte vanno alla compagnia nei limiti di quanto ha pagato.

La tutela legale trasforma il costo di una causa in un premio annuo, ma solo per le liti che nascono dopo e per le materie scritte in polizza; il diritto di scegliersi l'avvocato, invece, non si compra e non si vende. I costi che la polizza rimborsa sono nella pagina su quanto costa un avvocato; la scelta che la legge riserva all'assicurato nella pagina su come scegliere un avvocato; l'alternativa per chi non ha polizza né reddito nella pagina sul gratuito patrocinio; il caso più frequente di attivazione nella pagina sul risarcimento dell'incidente stradale.

Domande frequenti

La compagnia vuole impormi il suo avvocato: può?
No, per un procedimento giudiziario o amministrativo la scelta dell'avvocato è sua per legge (art. 174 c. 1 cod. ass.) e la clausola contraria è nulla; l'unica eccezione è la polizza limitata all'assistenza per i veicoli, se il contratto lo dice e l'impresa mette a disposizione un elenco di avvocati. Nella fase stragiudiziale la compagnia può invece gestire il sinistro con i propri legali.
Ho la tutela legale nella polizza casa: copre la lite con il vicino per le infiltrazioni?
Di regola sì, se la vertenza è sorta dopo la decorrenza e dopo l'eventuale carenza, rientra nelle garanzie previste (danni subiti o contestazioni sulla proprietà) e supera il minimo di valore; le liti condominiali spesso sono coperte solo con estensione. Legga la sezione tutela legale della polizza e denunci il sinistro prima di incaricare l'avvocato.
La compagnia dice che la causa non ha probabilità di successo e non paga.
È un diniego previsto dai contratti ma non insindacabile: può chiedere che la questione sia decisa da un arbitro secondo equità, se la polizza lo prevede, o rivolgersi al giudice (art. 174 c. 2); prima conviene il reclamo scritto, cui l'impresa risponde in 45 giorni, e in mancanza l'IVASS. Se poi la causa viene vinta, la compagnia difficilmente potrà negare il rimborso.
La polizza copre le multe e il processo penale?
Le multe e le sanzioni mai; le spese del processo penale per reati colposi o contravvenzioni sì, di regola dalla notizia dell'indagine; per i reati dolosi solo se l'assicurato è prosciolto o assolto, con rimborso a posteriori. La cauzione e le spese per l'opposizione alle sanzioni amministrative dipendono dal prodotto.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • Costi e gratuito patrocinioQuanto costa un avvocato: i parametri in cifreAccordo scritto e preventivo obbligatorio, i parametri per fase e scaglione, esempi per le cause più comuni, spese forfettarie, CPA, IVA e spese vive.
  • Scegliere e verificare l'avvocatoCome scegliere un avvocatoCome scegliere l'avvocato: verifica dell'albo, specialisti e cassazionisti, domande per il primo colloquio, preventivo scritto obbligatorio, segnali di allarme.
  • Costi e gratuito patrocinioIl gratuito patrocinio nel processo civileSoglia di 13.659,64 euro di reddito familiare, domanda al Consiglio dell'ordine, ammissione in dieci giorni, avvocato dall'elenco, cosa copre, revoca e controlli, spese di soccombenza.
  • ContrattiLe clausole vessatorie: tra imprese e con i consumatoriArtt. 1341-1342 c.c. (approvazione specifica) e artt. 33-36 Codice del consumo: squilibrio significativo, lista grigia e nera, foro del consumatore.
  • Risarcimento del dannoIncidente stradale: come ottenere il risarcimentoCAI, risarcimento diretto, termini di 30/60/90 giorni, concorso di colpa, danni all'auto e alla persona, trasportati, causa davanti al giudice di pace.
  • Costi e gratuito patrocinioSe vinco, chi paga il mio avvocato?La condanna alle spese (art. 91 c.p.c.) copre i parametri, non tutta la parcella: compensazione, liquidazione, quota lite vietata, gratuito patrocinio, assolti.