Vai al contenuto
avvocato.co Sei un avvocato? Iscriviti

IstitutoDiritto penale · Reati societari e fallimentari

La responsabilità «penale» delle società (D.Lgs. 231/2001)

Quando un amministratore o un dipendente commette un reato nell'interesse o a vantaggio della società, anche la società finisce sotto processo, nello stesso procedimento penale, e rischia sanzioni pecuniarie, interdittive e la confisca del profitto. Si difende dimostrando di aver adottato ed efficacemente attuato un modello organizzativo idoneo, o riparando le conseguenze del reato prima del dibattimento. Una regola spesso ignorata: se il legale rappresentante è indagato, non può nominare il difensore della società. Questa pagina spiega presupposti, sanzioni e strategie di difesa.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Presupposti: reato previsto dal decreto, commesso da apicali o dipendenti nell'interesse o a vantaggio dell'ente.
  • Difesa: modello organizzativo idoneo ed efficacemente attuato prima del fatto.
  • Sanzioni: pecuniarie in quote, interdittive, confisca, pubblicazione.
  • Riparazione: prima del dibattimento evita le interdittive.
  • Conflitto: il legale rappresentante indagato non può nominare il difensore dell'ente.

Quando la società risponde

Art. 5 D.Lgs. 231/2001

«L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente [...] nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a). 2. L'ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi.»

La società risponde solo per i reati elencati dal decreto: tra i principali quelli contro la pubblica amministrazione, come la corruzione e la truffa sulle erogazioni pubbliche, i reati informatici, societari, ambientali, l'omicidio e le lesioni colpose per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, il riciclaggio e l'autoriciclaggio, i reati tributari (artt. 24 ss.). La responsabilità è autonoma: sussiste anche se l'autore non è identificato o il reato si estingue per causa diversa dall'amnistia (art. 8). Di regola si procede nello stesso processo penale della persona fisica (art. 38), e le sanzioni si prescrivono in cinque anni dal reato, ma la contestazione all'ente interrompe la prescrizione, che poi non corre fino al giudicato (art. 22).

Sanzioni e difesa

StrumentoRegolaNorma
Modello per i reati degli apicaliL'ente prova modello idoneo, organismo di vigilanza, elusione fraudolentaArt. 6
Modello per i reati dei sottopostiEsclude l'inosservanza degli obblighi di vigilanzaArt. 7
Sanzione pecuniariaSempre, da cento a mille quoteArtt. 10-12
Sanzioni interdittivePer i reati che le prevedono, da tre mesi a due anni; anche in via cautelareArtt. 13 e 45
Riparazione prima del dibattimentoNiente interdittive se risarcisce, adotta il modello e mette a disposizione il profittoArt. 17

La società partecipa al processo tramite il legale rappresentante, salvo che sia imputato del reato presupposto (art. 39): in quel caso non può neppure nominare il difensore dell'ente (Cass. SU 33041/2015), e conviene prevedere nel modello chi rappresenta la società in queste situazioni. Il pubblico ministero può chiedere in via cautelare una sanzione interdittiva o, in alternativa, la nomina di un commissario giudiziale (art. 45), oltre al sequestro preventivo del profitto. Su come costruire il modello e l'organismo di vigilanza si veda la pagina sulla compliance 231; sulla responsabilità civile dei gestori quella sulla responsabilità dell'amministratore.

  1. Verificare se il reato contestato è tra quelli del decreto.
  2. Nominare un rappresentante non indagato e il difensore della società.
  3. Raccogliere il modello, i verbali dell'organismo di vigilanza, la formazione.
  4. Valutare la riparazione prima del dibattimento per evitare le interdittive.
  5. Coordinare la difesa della società e quella delle persone fisiche.

Domande frequenti

Quando risponde la società per il reato commesso da un amministratore o da un dipendente?
Quando il reato rientra tra quelli previsti dal D.Lgs. 231/2001 ed è stato commesso nell'interesse o a vantaggio della società da chi la amministra o dirige, anche di fatto, o da chi è sottoposto alla sua direzione; non risponde se l'autore ha agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi (art. 5). Nei reati colposi, come gli infortuni sul lavoro, l'interesse o il vantaggio si valutano sulla condotta, per esempio il risparmio sui costi della sicurezza (Cass. SU 38343/2014).
Il modello organizzativo basta a evitare la condanna?
Può bastare, se è stato adottato ed efficacemente attuato prima del fatto ed è idoneo a prevenire reati di quel tipo. Se il reato è commesso da un apicale, la società deve provare anche di aver affidato la vigilanza a un organismo autonomo, che non vi è stata vigilanza omessa o insufficiente e che l'autore ha eluso fraudolentemente il modello (art. 6 D.Lgs. 231/2001); se è commesso da un sottoposto, il modello idoneo esclude l'inosservanza degli obblighi di vigilanza (art. 7).
Che sanzioni rischia la società?
Sempre una sanzione pecuniaria, calcolata in quote da cento a mille, senza possibilità di pagamento in misura ridotta; per i reati che lo prevedono anche sanzioni interdittive da tre mesi a due anni, come il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione o la sospensione di licenze; inoltre la confisca del profitto e la pubblicazione della sentenza (artt. 9, 10 e 13). Le interdittive si evitano se, prima del dibattimento, la società risarcisce il danno, adotta un modello idoneo e mette a disposizione il profitto (art. 17).
Se il legale rappresentante è indagato, chi difende la società?
Non lui: il legale rappresentante imputato del reato da cui dipende l'illecito non può rappresentare l'ente nel procedimento (art. 39 D.Lgs. 231/2001), e per le Sezioni Unite non può nemmeno nominarne il difensore, perché c'è un conflitto di interessi (Cass. SU 33041/2015). Occorre quindi un altro rappresentante, per esempio un procuratore speciale nominato dall'organo amministrativo, che scelga il difensore della società.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme