In breve
- Presupposti: reato previsto dal decreto, commesso da apicali o dipendenti nell'interesse o a vantaggio dell'ente.
- Difesa: modello organizzativo idoneo ed efficacemente attuato prima del fatto.
- Sanzioni: pecuniarie in quote, interdittive, confisca, pubblicazione.
- Riparazione: prima del dibattimento evita le interdittive.
- Conflitto: il legale rappresentante indagato non può nominare il difensore dell'ente.
Quando la società risponde
«L'ente è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente [...] nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a). 2. L'ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi.»
La società risponde solo per i reati elencati dal decreto: tra i principali quelli contro la pubblica amministrazione, come la corruzione e la truffa sulle erogazioni pubbliche, i reati informatici, societari, ambientali, l'omicidio e le lesioni colpose per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, il riciclaggio e l'autoriciclaggio, i reati tributari (artt. 24 ss.). La responsabilità è autonoma: sussiste anche se l'autore non è identificato o il reato si estingue per causa diversa dall'amnistia (art. 8). Di regola si procede nello stesso processo penale della persona fisica (art. 38), e le sanzioni si prescrivono in cinque anni dal reato, ma la contestazione all'ente interrompe la prescrizione, che poi non corre fino al giudicato (art. 22).
Sanzioni e difesa
| Strumento | Regola | Norma |
|---|---|---|
| Modello per i reati degli apicali | L'ente prova modello idoneo, organismo di vigilanza, elusione fraudolenta | Art. 6 |
| Modello per i reati dei sottoposti | Esclude l'inosservanza degli obblighi di vigilanza | Art. 7 |
| Sanzione pecuniaria | Sempre, da cento a mille quote | Artt. 10-12 |
| Sanzioni interdittive | Per i reati che le prevedono, da tre mesi a due anni; anche in via cautelare | Artt. 13 e 45 |
| Riparazione prima del dibattimento | Niente interdittive se risarcisce, adotta il modello e mette a disposizione il profitto | Art. 17 |
La società partecipa al processo tramite il legale rappresentante, salvo che sia imputato del reato presupposto (art. 39): in quel caso non può neppure nominare il difensore dell'ente (Cass. SU 33041/2015), e conviene prevedere nel modello chi rappresenta la società in queste situazioni. Il pubblico ministero può chiedere in via cautelare una sanzione interdittiva o, in alternativa, la nomina di un commissario giudiziale (art. 45), oltre al sequestro preventivo del profitto. Su come costruire il modello e l'organismo di vigilanza si veda la pagina sulla compliance 231; sulla responsabilità civile dei gestori quella sulla responsabilità dell'amministratore.
- Verificare se il reato contestato è tra quelli del decreto.
- Nominare un rappresentante non indagato e il difensore della società.
- Raccogliere il modello, i verbali dell'organismo di vigilanza, la formazione.
- Valutare la riparazione prima del dibattimento per evitare le interdittive.
- Coordinare la difesa della società e quella delle persone fisiche.
Domande frequenti
Quando risponde la società per il reato commesso da un amministratore o da un dipendente?
Il modello organizzativo basta a evitare la condanna?
Che sanzioni rischia la società?
Se il legale rappresentante è indagato, chi difende la società?
Fonti normative
- Art. 5 D.Lgs. 231/2001 — Responsabilità dell'ente
- Art. 6 D.Lgs. 231/2001 — Apicali e modelli di organizzazione
- Art. 9 D.Lgs. 231/2001 — Sanzioni
- Art. 17 D.Lgs. 231/2001 — Riparazione delle conseguenze del reato
- Art. 39 D.Lgs. 231/2001 — Rappresentanza dell'ente
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Costituire e gestire una societàIl modello 231: quando serve e come si costruisceD.Lgs. 231/2001: quando la società risponde del reato di manager e dipendenti, modello organizzativo esimente, organismo di vigilanza, sanzioni e interdittive.
- Reati contro la pubblica amministrazioneLa corruzione (artt. 318-322 c.p.): pene, corruttore, induzione, traffico di influenzeI reati di corruzione: per la funzione (318, 3-8 anni), per atto contrario (319, 6-10), in atti giudiziari, induzione indebita, concussione, traffico di influenze.
- Reati contro il patrimonioLa truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.)Art. 640-bis c.p.: da 2 a 7 anni, d'ufficio; differenza con il 316-ter (soglia 3.999,96 euro), bonus edilizi e crediti d'imposta, confisca per equivalente, società.
- Reati contro il patrimonioL'autoriciclaggioChi reinveste i proventi del proprio reato nascondendone l'origine: da 2 a 8 anni, la non punibilità del mero godimento personale, i reati tributari, la confisca.
- Reati tributariI reati tributari (D.Lgs. 74/2000): mappa, soglie, peneTutti i reati tributari in tabella: fatture false, infedele oltre 100.000, omessa oltre 50.000, IVA oltre 250.000, ritenute oltre 150.000; pagamento che estingue.
- Reati societari e fallimentariLa bancarotta fraudolenta (art. 322 Codice della crisi)La bancarotta fraudolenta: patrimoniale e documentale 3-10 anni, preferenziale 1-5, amministratori e sindaci (art. 329), sentenza di liquidazione come condizione.
- Arresto e misure cautelariIl sequestro preventivo di beni, conti e societàArt. 321 c.p.p.: sequestro impeditivo e finalizzato alla confisca, anche per equivalente; motivazione sul pericolo (SU 36959/2021), riesame in 10 giorni, appello, revoca.
- Soci e amministratoriLa responsabilità dell'amministratore di srlQuando l'amministratore di srl risponde col proprio patrimonio (art. 2476 c.c.): azione del socio, azione dei creditori, danno diretto, perdita del capitale.