Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Sì, può rischiare. Con il D.Lgs. 231/2001 la società risponde quando il reato rientra tra quelli previsti dal decreto, come la corruzione, ed è stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio da amministratori, dirigenti o dipendenti. Non risponde se l'autore ha agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi. Di regola la società è chiamata nello stesso processo penale della persona fisica.
Le sanzioni sono sempre una sanzione pecuniaria in quote, da cento a mille, e per i reati che lo prevedono anche sanzioni interdittive da tre mesi a due anni, come il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, oltre alla confisca del profitto e alla pubblicazione della sentenza.
La difesa principale è dimostrare di aver adottato ed efficacemente attuato, prima del fatto, un modello organizzativo idoneo: se il reato è commesso da un sottoposto, il modello idoneo esclude l'inosservanza degli obblighi di vigilanza. Le interdittive si evitano se, prima del dibattimento, la società risarcisce il danno, adotta un modello idoneo e mette a disposizione il profitto.
Attenzione: se il legale rappresentante è indagato per lo stesso reato, non può nominare il difensore della società. Trovi tutti i dettagli nella guida completa La responsabilità «penale» delle società (D.Lgs. 231/2001): per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.