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ReatoDiritto penale · Reati societari e fallimentari

L'infedeltà patrimoniale dell'amministratore (art. 2634 c.c.)

L'amministratore che vende un immobile della società al padre a un prezzo di favore, che fa firmare alla società un contratto con una propria impresa a condizioni svantaggiose, che lascia prescrivere un credito della società per favorire un amico: sono casi in cui la gestione non è solo scorretta ma può diventare reato. L'infedeltà patrimoniale punisce chi, in conflitto di interessi, dispone dei beni sociali danneggiando intenzionalmente la società. Questa pagina spiega gli elementi del reato, la querela, i vantaggi di gruppo e il rapporto con appropriazione indebita e bancarotta.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Chi: amministratori, direttori generali, liquidatori.
  • Condotta: atti di disposizione dei beni sociali in conflitto di interessi.
  • Danno: intenzionale, alla società o ai terzi i cui beni amministra.
  • Pena: da 6 mesi a 3 anni, a querela.
  • Gruppi: niente reato se il danno è compensato da vantaggi di gruppo.

Il reato

Art. 2634, c. 1 e 3, c.c.

«Gli amministratori, i direttori generali e i liquidatori, che, avendo un interesse in conflitto con quello della società, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o altro vantaggio, compiono o concorrono a deliberare atti di disposizione dei beni sociali, cagionando intenzionalmente alla società un danno patrimoniale, sono puniti con la reclusione da sei mesi a tre anni. [...] In ogni caso non è ingiusto il profitto della società collegata o del gruppo, se compensato da vantaggi, conseguiti o fondatamente prevedibili, derivanti dal collegamento o dall'appartenenza al gruppo.»

Il conflitto di interessi deve essere effettivo, attuale e oggettivamente valutabile (Cass. 55412/2018). Può rilevare anche un'inerzia che compromette il patrimonio, come lasciare per anni senza riscuotere un credito della società (Cass. 37932/2017). Il reato vale anche per le cooperative (Cass. 6189/2013). L'estraneo che aiuta l'amministratore concorre solo se il suo contributo va oltre il mero ausilio e mostra un'intesa (Cass. 35767/2017).

Casi e confini

SituazioneQualificazioneFonte
Vendita di un bene sociale al padre sotto il valore di mercatoInfedeltà patrimonialeCass. 22495/2016
Uso del denaro sociale per interesse personale senza conflitto preesistenteAppropriazione indebitaCass. 3397/2013
Operazione infragruppo compensata da vantaggi prevedibiliProfitto non ingiustoArt. 2634 c. 3; Cass. 49787/2013
Società fallita dopo la distrazione dei beniAnche bancarotta fraudolenta, in concorsoCass. 13110/2008

Il delitto è procedibile a querela della persona offesa (art. 2634, c. 4), che può essere la società o il socio danneggiato, anche il socio receduto di una società di persone (Cass. 35384/2016). Accanto al processo penale restano le azioni civili di responsabilità contro gli amministratori (si vedano le pagine sulla responsabilità dell'amministratore e sull'amministratore in conflitto di interessi) e l'obbligo di dichiarare gli interessi in conflitto nelle operazioni (art. 2391 c.c.). Sulle condotte appropriative si veda la pagina sull'amministratore che si appropria dei beni sociali.

  1. Raccogliere delibere, contratti e documenti dell'operazione contestata.
  2. Verificare il legame tra amministratore e controparte e il valore di mercato.
  3. Presentare querela entro tre mesi dalla conoscenza del fatto.
  4. Valutare l'azione di responsabilità civile e la revoca dell'amministratore.
  5. Per l'amministratore: documentare i vantaggi di gruppo e la congruità dei prezzi.

Domande frequenti

Quando la gestione dell'amministratore diventa infedeltà patrimoniale?
Quando concorrono tre elementi: un interesse dell'amministratore in conflitto con quello della società, un atto di disposizione dei beni sociali compiuto o deliberato per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o vantaggio, e un danno patrimoniale cagionato intenzionalmente alla società (art. 2634 c.c.). Il conflitto deve essere effettivo, attuale e oggettivamente valutabile, non una semplice sovrapposizione di interessi (Cass. 55412/2018).
Chi può presentare la querela?
La persona offesa: la società, tramite chi la rappresenta, e i soci danneggiati; la Cassazione ha riconosciuto la legittimazione anche al socio receduto di una società di persone, perché la condotta infedele può ridurre il valore della quota da liquidare (Cass. 35384/2016). Il termine ordinario è di tre mesi da quando si ha notizia del fatto.
Operazioni tra società dello stesso gruppo sono sempre reato?
No. Il profitto della società collegata o del gruppo non è ingiusto se è compensato da vantaggi, già ottenuti o fondatamente prevedibili, che derivano dall'appartenenza al gruppo (art. 2634, c. 3, c.c.; Cass. 49787/2013). I vantaggi devono però essere concreti: trasferire beni senza contropartita a un'altra società del gruppo in difficoltà può essere bancarotta.
Che differenza c'è con l'appropriazione indebita?
Se l'amministratore usa il denaro sociale per un interesse esclusivamente personale, in violazione delle regole della società ma senza una preesistente situazione di conflitto di interessi, si applica l'appropriazione indebita (Cass. 3397/2013). Se la società fallisce, l'infedeltà può concorrere con la bancarotta fraudolenta per distrazione (Cass. 13110/2008).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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