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GuidaDiritto penale · Reati societari e fallimentari

L'amministratore che si appropria dei beni sociali

L'amministratore che usa i soldi della società per sé, si liquida compensi mai deliberati o paga consulenze inutili ad amici commette un reato: finché la società è sana si tratta di appropriazione indebita, punita a querela, ma se poi la società finisce in liquidazione giudiziale lo stesso fatto diventa bancarotta fraudolenta per distrazione, molto più grave e procedibile d'ufficio. Accanto c'è l'infedeltà patrimoniale, per gli atti compiuti in conflitto di interessi. Questa pagina spiega come si distinguono i reati, chi può querelare e che cosa rischia l'amministratore.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Società in attività: appropriazione indebita, fino a cinque anni, a querela.
  • Dopo la liquidazione giudiziale: bancarotta per distrazione, da tre a dieci anni, d'ufficio.
  • Compensi autoliquidati: senza titolo sono appropriazione o distrazione.
  • Conflitto di interessi: può configurare l'infedeltà patrimoniale.
  • Querela: la presenta la società tramite chi la rappresenta.

Prima e dopo la liquidazione giudiziale

Art. 646, c. 1, c.p.

«Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, [...]»

SituazioneReatoPena e procedibilità
Società in bonis, uso personale di denaro socialeAppropriazione indebita (art. 646 c.p.)Fino a cinque anni e multa da 1.000 a 3.000 euro; querela, salvo art. 649-bis
Atti di disposizione in conflitto di interessi con danno intenzionaleInfedeltà patrimoniale (art. 2634 c.c.)Da sei mesi a tre anni; querela
Stessi fatti seguiti da liquidazione giudizialeBancarotta fraudolenta per distrazione (artt. 322 e 329 CCII)Da tre a dieci anni; d'ufficio

La pena dell'appropriazione indebita, portata dalla L. 3/2019 a «da due a cinque anni», è oggi «fino a cinque anni» dopo la Corte costituzionale (sent. 46/2024; si veda la pagina sull'appropriazione indebita). Se la società finisce in liquidazione giudiziale, la bancarotta assorbe l'appropriazione, perché ne comprende la condotta (Cass. 37567/2003; si veda la bancarotta fraudolenta). Rispondono anche l'amministratore che non impedisce le distrazioni altrui (Cass. 49489/2017) e il liquidatore che paga consulenze inutili (Cass. 18180/2024); sulla posizione dei prestanome si veda la pagina su quando l'amministratore risponde penalmente.

Compensi, crediti e querela

I prelievi a titolo di compenso senza una previsione statutaria o una delibera che ne determini la misura sono appropriazioni e, in caso di liquidazione giudiziale, distrazioni (Cass. 4985/2007 e 46959/2009; si veda il compenso dell'amministratore). L'amministratore che vanta un credito verso la società non può compensarlo trattenendo somme, salvo che il credito sia certo, liquido ed esigibile (Cass. 42865/2024), e in caso di liquidazione giudiziale il prelievo resta distrazione (Cass. 24324/2015). La querela spetta alla società, attraverso chi la rappresenta; nel condominio il nuovo amministratore può querelare il predecessore senza autorizzazione dell'assemblea, e il reato si considera consumato alla cessazione della carica (Cass. 29548/2025 e 11323/2021). Sul piano civile restano l'azione di responsabilità e la revoca.

  1. Ricostruire i movimenti dai conti e dalle scritture della società.
  2. Chiedere il rendiconto e i giustificativi dei prelievi.
  3. Verificare i titoli: delibere sui compensi, contratti, fatture.
  4. Presentare querela per la società entro tre mesi dalla scoperta.
  5. Valutare l'azione di responsabilità e la revoca dell'amministratore.

Domande frequenti

L'amministratore ha usato i soldi della società per sé: che reato è?
Se la società è ancora in attività, è di regola appropriazione indebita: reclusione fino a cinque anni e multa da 1.000 a 3.000 euro (art. 646 c.p., dopo Corte cost. 46/2024), punita a querela della società. Se però la società viene poi dichiarata in liquidazione giudiziale, la stessa condotta diventa bancarotta fraudolenta per distrazione, punita da tre a dieci anni e procedibile d'ufficio (artt. 322 e 329 CCII), che assorbe l'appropriazione indebita (Cass. 37567/2003).
Chi può querelare l'amministratore?
La persona offesa è la società, che querela tramite chi la rappresenta, per esempio il nuovo amministratore; per il condominio la Cassazione ha ammesso la querela del nuovo amministratore contro il predecessore senza bisogno di delibera (Cass. 29548/2025). Si procede d'ufficio se ci sono aggravanti a effetto speciale, diverse dalla recidiva, o se la persona offesa è incapace (art. 649-bis c.p.). Dopo la liquidazione giudiziale la bancarotta si persegue d'ufficio.
L'amministratore può trattenersi i compensi che ritiene dovuti?
No. Prelevare somme come compenso senza un titolo, cioè senza la previsione statutaria o la delibera che lo determina, è appropriazione e, se segue la liquidazione giudiziale, bancarotta per distrazione (Cass. 4985/2007 e 46959/2009). Neppure un credito verso la società giustifica il prelievo, salvo che sia certo, liquido ed esigibile (Cass. 42865/2024; per la bancarotta Cass. 24324/2015).
Che differenza c'è con l'infedeltà patrimoniale?
L'infedeltà patrimoniale punisce l'amministratore che, avendo un interesse in conflitto con quello della società, compie atti di disposizione dei beni sociali per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, cagionando intenzionalmente un danno alla società; è punita da sei mesi a tre anni, a querela (art. 2634 c.c.). Se manca un conflitto di interessi preesistente e l'amministratore semplicemente usa il denaro per scopi personali, il reato è l'appropriazione indebita (Cass. 3397/2013).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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