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ReatoDiritto penale · Reati contro il patrimonio

L'autoriciclaggio

Fino al 2014 chi aveva commesso un reato non poteva essere punito per aver ripulito i proventi: il riciclaggio riguardava solo i terzi. Dal 1° gennaio 2015 esiste l'autoriciclaggio, che punisce l'autore del reato quando impiega il denaro o i beni ottenuti in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, in modo da ostacolare concretamente l'identificazione della loro origine. Non è punibile, invece, chi si limita a usare quei soldi per sé. La pena va da due a otto anni e il reato riguarda da vicino imprenditori e amministratori, perché tra i reati di origine rientrano anche l'evasione fiscale penalmente rilevante e la bancarotta. Questa pagina spiega quando il reato c'è, quando no e che cosa si rischia.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 5 min

In breve

  • Chi: l'autore del reato di origine, o chi vi ha concorso, che reinveste i proventi.
  • Condotta: impiego in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative che ostacola concretamente l'identificazione dell'origine.
  • Pena: da 2 a 8 anni e multa da 5.000 a 25.000 euro.
  • Non punibile: l'uso dei proventi per il mero godimento personale.
  • Confisca obbligatoria, anche per equivalente; può rispondere anche la società.

Il reato

Art. 648-ter.1, c. 1, c.p.

«Si applica la pena della reclusione da due a otto anni e della multa da euro 5.000 a euro 25.000 a chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa.»

Il riciclaggio punisce chi ripulisce denaro di origine illecita «fuori dei casi di concorso nel reato» (art. 648-bis c.p.): chi aveva commesso il reato di origine ne restava fuori. L'art. 3 della L. 186/2014 ha introdotto, dal 1° gennaio 2015, un reato apposito per l'autore, ma con due limiti: i proventi devono essere impiegati in un'attività economica, finanziaria, imprenditoriale o speculativa, e l'operazione deve ostacolare in concreto l'identificazione della loro origine. Dal 15 dicembre 2021 il reato di origine può essere qualsiasi delitto, anche colposo, e perfino una contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi (D.Lgs. 195/2021). Conta la data del reinvestimento: è irrilevante che il reato di origine sia stato commesso prima del 2015 (Cass. 1309/2023).

Quando c'è e quando no

CondottaAutoriciclaggio?Fonte
Reinvestimento del profitto cambiando l'intestazione dei beniSì: la modifica della titolarità ostacola la ricerca dell'origineCass. 13352/2023
Movimentazioni bancarie e acquisti plurimi di beni mobili e immobili, anche intestati a séSì: non opera la non punibilità del godimento personaleCass. 4855/2022
Versamento del provento di un furto sul proprio conto o carta prepagataNo: non è un'attività economica o finanziariaCass. 33074/2016
Mero trasferimento di somme distratte dalla società fallita a imprese operativeNo, se manca un quid pluris che dissimuli l'origineCass. 20152/2024

Il reato si applica anche quando l'autore del reato di origine non è imputabile o non è punibile, o manca una condizione di procedibilità (ultimo comma dell'art. 648 c.p., richiamato): per esempio, chi non è punibile per un reato contro il patrimonio commesso ai danni del coniuge (art. 649 c.p.) risponde di autoriciclaggio se, quando reinveste i proventi, il vincolo che lo rendeva non punibile è già venuto meno (Cass. 4193/2024).

Le pene e la non punibilità

IpotesiPenaComma
Proventi di un delittoDa 2 a 8 anni e multa da 5.000 a 25.000 euro1
Proventi di una contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesiDa 1 a 4 anni e multa da 2.500 a 12.500 euro2
Delitto di origine punito con meno di cinque anni nel massimoPena diminuita, salvo i delitti commessi con metodo mafioso o per agevolare un'associazione mafiosa (art. 416-bis.1)3-4
Fatto commesso in un'attività bancaria, finanziaria o professionalePena aumentata6
Chi si adopera per evitare conseguenze ulteriori o per far individuare i beniPena diminuita fino alla metà7
Art. 648-ter.1, c. 5, c.p.

«Fuori dei casi di cui ai commi precedenti, non sono punibili le condotte per cui il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale.»

Chi spende il denaro per vivere, o compra beni per sé senza operazioni che ne nascondano l'origine, risponde quindi solo del reato di origine. La clausola, però, non copre chi alterna movimentazioni bancarie e acquisti di beni anche a sé intestati in modo da ostacolare l'accertamento (Cass. 4855/2022).

Reati tributari, confisca e società

Tra i reati di origine rientrano i delitti tributari del D.Lgs. 74/2000, che dal 2027 confluiscono nel testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024): l'imprenditore che evade con fatture false o con una dichiarazione fraudolenta e poi reinveste le somme nell'azienda o altrove in modo da nasconderne l'origine rischia di rispondere di entrambi i reati (si veda la guida ai reati tributari). Lo stesso vale per la bancarotta fraudolenta e per l'appropriazione indebita. In caso di condanna o patteggiamento la confisca del prodotto o del profitto è sempre obbligatoria e, se i beni non si trovano, si confiscano altri beni per un valore equivalente (art. 648-quater c.p.); il profitto del reato tributario si confisca a sua volta (art. 12-bis D.Lgs. 74/2000), ma lo stesso valore non può essere sottratto due volte (Cass. 13793/2025). Durante le indagini la confisca è anticipata dal sequestro preventivo. Se il reato è commesso nell'interesse di una società, questa risponde con una sanzione da 200 a 800 quote, da 400 a 1000 se il delitto di origine è punito con più di cinque anni nel massimo, e con sanzioni interdittive fino a due anni (art. 25-octies D.Lgs. 231/2001; si veda la pagina sui modelli 231).

  1. Individuare il reato di origine e verificare che sia provato.
  2. Ricostruire le singole operazioni: date, conti, intestatari, destinazione.
  3. Verificare l'ostacolo concreto all'identificazione dell'origine.
  4. Valutare la destinazione al mero godimento personale.
  5. Contestare il sequestro che duplica il profitto già sequestrato.

Domande frequenti

Se spendo per me i soldi di un reato commetto autoriciclaggio?
No, se il denaro è destinato alla mera utilizzazione o al godimento personale: la legge lo dichiara espressamente non punibile (art. 648-ter.1, c. 5, c.p.). Il reato c'è invece quando i proventi vengono impiegati, sostituiti o trasferiti in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative in modo da nasconderne l'origine. Per la Cassazione la non punibilità non vale per chi compie movimentazioni bancarie e numerosi acquisti di beni mobili e immobili, anche intestati a sé (Cass. 4855/2022).
Versare sul proprio conto il denaro di un reato è autoriciclaggio?
Di per sé no: la Cassazione ha escluso il reato per il versamento del provento di un furto su un conto o su una carta prepagata intestati allo stesso autore (Cass. 33074/2016), perché manca l'impiego in un'attività economica o finanziaria e manca l'ostacolo all'identificazione. Il reato può esserci, invece, se il denaro viene reinvestito cambiandone l'intestazione, per esempio tramite società o terzi (Cass. 13352/2023).
L'evasione fiscale può diventare autoriciclaggio?
Sì, se l'evasione integra un delitto tributario, come la dichiarazione fraudolenta, e i proventi vengono poi reinvestiti in modo da nasconderne l'origine: il reato di origine può essere qualsiasi delitto. In quel caso si risponde di entrambi i reati. La confisca riguarda sia il profitto del reato tributario sia i beni frutto dell'autoriciclaggio, ma lo stesso valore non può essere sequestrato due volte (Cass. 13793/2025).
Che pena rischia chi commette autoriciclaggio?
Da due a otto anni di reclusione e la multa da 5.000 a 25.000 euro; da uno a quattro anni se il denaro proviene da una contravvenzione, e una pena diminuita se il reato di origine è punito con meno di cinque anni nel massimo. La pena aumenta se il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività bancaria, finanziaria o professionale e diminuisce fino alla metà per chi si adopera per evitare conseguenze ulteriori o per far individuare i beni. La confisca è sempre obbligatoria e la società può rispondere in base al D.Lgs. 231/2001.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • Reati contro il patrimonioIl riciclaggio (art. 648-bis c.p.)Art. 648-bis c.p.: da 4 a 12 anni, anche da contravvenzioni; il conto prestato e il money mule, dolo eventuale, impiego (648-ter), autoriciclaggio, confisca.
  • Reati contro il patrimonioLa ricettazione (art. 648 c.p.)La ricettazione (art. 648 c.p.): reclusione 2-8 anni e multa, ipotesi lieve, aggravanti, differenze con incauto acquisto e riciclaggio, arresto, messa alla prova, difese.
  • Reati tributariI reati tributari (D.Lgs. 74/2000): mappa, soglie, peneTutti i reati tributari in tabella: fatture false, infedele oltre 100.000, omessa oltre 50.000, IVA oltre 250.000, ritenute oltre 150.000; pagamento che estingue.
  • Reati societari e fallimentariLa bancarotta fraudolenta (art. 322 Codice della crisi)La bancarotta fraudolenta: patrimoniale e documentale 3-10 anni, preferenziale 1-5, amministratori e sindaci (art. 329), sentenza di liquidazione come condizione.
  • Arresto e misure cautelariIl sequestro preventivo di beni, conti e societàArt. 321 c.p.p.: sequestro impeditivo e finalizzato alla confisca, anche per equivalente; motivazione sul pericolo (SU 36959/2021), riesame in 10 giorni, appello, revoca.
  • Costituire e gestire una societàIl modello 231: quando serve e come si costruisceD.Lgs. 231/2001: quando la società risponde del reato di manager e dipendenti, modello organizzativo esimente, organismo di vigilanza, sanzioni e interdittive.
  • Reati contro il patrimonioL'appropriazione indebita (art. 646 c.p.)Possesso legittimo e interversione, pena fino a 5 anni, querela in 3 mesi, i casi tipici, differenze con furto e truffa, prescrizione, riti e risarcimento.
  • Reati tributariL'omesso versamento dell'IVA (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000)Il reato di omesso versamento IVA dopo il 2024: soglia 250.000 euro, consumazione al 31 dicembre dell'anno successivo, rateazione che esclude.