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ProceduraLavoro e previdenza · La causa di lavoro

La condotta antisindacale e il ricorso dell'art. 28

Quando il datore di lavoro ostacola l'attività del sindacato o il diritto di sciopero, il sindacato ha a disposizione un procedimento rapidissimo: il ricorso al giudice del lavoro, che convoca le parti entro due giorni e, se accerta la violazione, ordina con decreto immediatamente esecutivo di cessare il comportamento e rimuoverne gli effetti. Chi non rispetta il decreto commette un reato. Questa pagina spiega chi può agire, quali comportamenti sono antisindacali, come si svolge il procedimento e come si fa opposizione.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Condotta antisindacale: comportamenti che impediscono o limitano attività sindacale e sciopero.
  • Chi agisce: gli organismi locali dei sindacati nazionali.
  • Tempi: convocazione entro due giorni, decreto subito esecutivo.
  • Opposizione entro 15 giorni, con il rito del lavoro.
  • Inottemperanza: reato per il datore.

Il procedimento

Art. 28, c. 1, L. 300/1970 (estratto)

«Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l'esercizio della libertà e della attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento denunziato, nei due giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione [...], ordina al datore di lavoro, con decreto motivato ed immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.»

Il pretore non esiste più: oggi decide il tribunale in funzione di giudice del lavoro. Il decreto resta efficace fino alla sentenza che definisce l'eventuale opposizione, da proporre entro quindici giorni dalla comunicazione secondo il rito del lavoro; anche questa sentenza è immediatamente esecutiva (art. 28, c. 2-3; si veda la pagina sul rito del lavoro). Il datore che non ottempera al decreto o alla sentenza è punito ai sensi dell'art. 650 c.p., con la pubblicazione della sentenza penale (c. 4).

ComportamentoPerché è antisindacaleNorma
Trasferimento del dirigente della RSA senza nulla ostaViolazione di una tutela specificaArt. 22
Licenziamenti, trasferimenti o sanzioni per l'attività sindacale o lo scioperoAtti discriminatori nulliArt. 15
Mancata informazione o consultazione prevista dalla legge o dai contrattiLesione delle prerogative sindacaliArt. 28
Sostituzione dei lavoratori in scioperoLimitazione del diritto di scioperoArt. 28

Il sindacato e il singolo lavoratore

Il ricorso dell'art. 28 è riservato ai sindacati: gli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che hanno interesse. Il singolo lavoratore colpito da un atto discriminatorio, come un licenziamento o un trasferimento motivati dall'adesione a un sindacato o dalla partecipazione a uno sciopero, agisce invece personalmente per farne dichiarare la nullità (art. 15; si vedano le pagine sul licenziamento discriminatorio e sulla discriminazione sul lavoro). Le due azioni possono coesistere. Sulle procedure di informazione e consultazione nei licenziamenti collettivi si veda la pagina sul licenziamento collettivo.

  1. Documentare il comportamento: comunicazioni, ordini di servizio, testimoni.
  2. Coinvolgere la struttura territoriale del sindacato.
  3. Depositare il ricorso al giudice del lavoro del luogo del comportamento.
  4. Far eseguire il decreto e vigilare sulla rimozione degli effetti.
  5. Difendersi nell'opposizione entro i quindici giorni.

Domande frequenti

Il singolo lavoratore può proporre il ricorso per condotta antisindacale?
No: il ricorso dell'art. 28 spetta agli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi hanno interesse. Il lavoratore colpito da un atto discriminatorio per la sua attività sindacale può però agire individualmente davanti al giudice del lavoro, per esempio per far dichiarare nullo un licenziamento o un trasferimento (art. 15 L. 300/1970).
Quanto è veloce il procedimento?
Molto: il giudice, nei due giorni successivi al ricorso, convoca le parti, assume sommarie informazioni e, se ritiene sussistente la violazione, ordina al datore con decreto motivato e immediatamente esecutivo di cessare il comportamento e di rimuoverne gli effetti (art. 28 L. 300/1970). Contro il decreto si può fare opposizione entro quindici giorni.
Il datore può trasferire il delegato sindacale in un'altra sede?
Il trasferimento dall'unità produttiva dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali può essere disposto solo con il previo nulla osta del sindacato di appartenenza (art. 22 L. 300/1970). Un trasferimento senza nulla osta può essere contestato anche con il ricorso per condotta antisindacale.
Che cosa succede se il datore non rispetta il decreto?
Commette un reato: il datore che non ottempera al decreto o alla sentenza di opposizione è punito ai sensi dell'art. 650 c.p., e il giudice penale ordina la pubblicazione della sentenza di condanna (art. 28 L. 300/1970).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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