In breve
- Contributo unificato: niente sotto 40.978,92 euro di reddito; dimezzato sopra.
- Spese legali: di regola le paga chi perde, salvo compensazione.
- Cause con l'INPS: niente spese per chi perde con reddito basso, con dichiarazione nel ricorso.
- Gratuito patrocinio: reddito familiare fino a 13.659,64 euro.
- Conciliazione: spese compensate salvo accordo diverso.
Il contributo unificato
«Nei processi per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego le parti che sono titolari di un reddito imponibile ai fini dell'imposta personale sul reddito, risultante dall'ultima dichiarazione, superiore a tre volte l'importo previsto dall'articolo 76, sono soggette, rispettivamente, al contributo unificato di iscrizione a ruolo nella misura di cui all'articolo 13, comma 1, lettera a), e comma 3, salvo che per i processi dinanzi alla Corte di cassazione in cui il contributo è dovuto nella misura di cui all'articolo 13, comma 1.»
| Situazione | Contributo unificato | Norma |
|---|---|---|
| Reddito fino a tre volte il limite del gratuito patrocinio (40.978,92 euro) | Esente | Art. 9, c. 1-bis |
| Lavoro o pubblico impiego, reddito superiore | Ridotto alla metà | Art. 13, c. 3 |
| Previdenza e assistenza, reddito superiore | Importo del primo scaglione | Art. 13, c. 1, lett. a |
| Ricorso in Cassazione | Misura piena | Art. 9, c. 1-bis |
Per gli importi generali si veda la pagina su contributo unificato e costi del processo.
Spese di lite e gratuito patrocinio
Chi perde è condannato a rimborsare le spese dell'altra parte, liquidate dal giudice; le spese si possono compensare se c'è soccombenza reciproca, se la questione era assolutamente nuova o se la giurisprudenza è cambiata, e in caso di conciliazione si intendono compensate salvo accordo diverso (artt. 91-92 c.p.c.). Nelle cause per prestazioni previdenziali e assistenziali il lavoratore che perde non paga le spese se nell'anno precedente aveva un reddito non superiore al doppio del limite del gratuito patrocinio e lo dichiara nel ricorso (art. 152 disp. att. c.p.c.; si veda la pagina sul ricorso contro l'INPS). Chi è non abbiente, con ragioni non manifestamente infondate e un reddito familiare fino a 13.659,64 euro, può chiedere il patrocinio a spese dello Stato (artt. 74 e 76 DPR 115/2002). Per ridurre i costi conviene valutare anche il tentativo di conciliazione; sul processo si veda la pagina sul rito del lavoro.
- Controllare il reddito dell'ultima dichiarazione, proprio e familiare.
- Valutare il gratuito patrocinio e presentare l'istanza al consiglio dell'ordine.
- Nelle cause previdenziali, inserire la dichiarazione dei redditi nel ricorso.
- Chiedere un preventivo scritto all'avvocato.
- Considerare la conciliazione prima e durante la causa.
Domande frequenti
Devo pagare il contributo unificato per fare causa al datore di lavoro?
Se perdo la causa di lavoro pago le spese dell'avvocato del datore?
E nelle cause contro l'INPS?
Posso avere l'avvocato gratis?
Fonti normative
- Art. 9 DPR 115/2002 — Contributo unificato
- Art. 13 DPR 115/2002 — Importi del contributo
- Art. 152 disp. att. c.p.c. — Esenzione nelle cause previdenziali
- Art. 76 DPR 115/2002 — Condizioni per il gratuito patrocinio
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
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- Il processo civileIl contributo unificato e gli altri costi vivi del processoScaglioni da 43 a 1.686 euro (art. 13 DPR 115/2002), +50% in appello e doppio in cassazione, metà per opposizioni e lavoro, esenzioni famiglia e reddito.
- LicenziamentoImpugnare il licenziamento: sessanta giorni, poi centottantaI due termini di decadenza, la forma dell'impugnazione, gli altri atti soggetti agli stessi termini, il processo, l'onere della prova, i costi e i tempi.
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- La causa di lavoroLe prove nella causa di lavoroOnere della prova, prove da indicare nel ricorso, poteri del giudice, colleghi testimoni, chat ed email, registrazioni lecite, accesso ai dati del datore.
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