In breve
- Onere: il lavoratore prova le sue pretese; il datore la giustificazione del licenziamento.
- Tutte le prove nel ricorso: testimoni e documenti vanno indicati subito.
- Il giudice può disporre prove d'ufficio e l'accesso sul luogo di lavoro.
- Chat ed email valgono se non disconosciute; registrazioni ammesse per difendersi.
- Dati del datore: diritto di accesso e richiesta di esibizione.
Chi prova che cosa
Chi fa valere un diritto deve provare i fatti che ne sono il fondamento, chi eccepisce che il diritto si è estinto o modificato deve provare i fatti dell'eccezione (art. 2697 c.c.): il lavoratore prova, per esempio, gli straordinari, le mansioni superiori o il demansionamento, mentre nel licenziamento l'onere di provare la giusta causa o il giustificato motivo spetta al datore (art. 5 L. 604/1966). Il ricorso deve indicare specificamente i mezzi di prova e i documenti (art. 414, n. 5, c.p.c.): testimoni e documenti non indicati subito rischiano di non poter essere più ammessi (si veda la pagina sul rito del lavoro).
«Può altresì disporre d'ufficio in qualsiasi momento l'ammissione di ogni mezzo di prova, anche fuori dei limiti stabiliti dal codice civile, ad eccezione del giuramento decisorio, nonché la richiesta di informazioni e osservazioni, sia scritte che orali, alle associazioni sindacali indicate dalle parti.»
Il giudice può inoltre disporre l'accesso sul luogo di lavoro, sentire i testimoni sul posto e interrogare liberamente anche le persone che non potrebbero testimoniare (art. 421, c. 3-4). I colleghi possono essere testimoni; il timore di ritorsioni non li esonera, ma il giudice ne valuta l'attendibilità.
Chat, registrazioni e dati
| Prova | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Chat, email, foto, screenshot | Piena prova se non disconosciuti | Art. 2712 c.c. |
| Registrazione di una conversazione a cui si partecipa | Utilizzabile se serve alla difesa dei propri diritti, entro pertinenza e necessità | Cass. 11322/2018, 28398/2022, 17715/2024 |
| Dati di badge, sistemi e posta aziendale | Accesso ai propri dati; esibizione ordinata dal giudice | Art. 15 Reg. UE 2016/679; art. 421 c.p.c. |
| Buste paga e documenti di lavoro | Prove documentali da allegare al ricorso | Art. 414 c.p.c. |
Per l'uso da parte del datore dei dati raccolti con strumenti di controllo si veda la pagina sui controlli a distanza; per le cause più frequenti le pagine sugli straordinari non pagati, sul mobbing e sul demansionamento.
- Conservare buste paga, contratti, messaggi, email e turni.
- Annotare date, orari e nomi dei colleghi presenti ai fatti.
- Chiedere al datore l'accesso ai propri dati personali.
- Indicare nel ricorso tutti i testimoni e i documenti.
- Chiedere al giudice l'esibizione dei documenti in mano al datore.
Domande frequenti
Posso registrare di nascosto una conversazione con i colleghi o con il capo?
Le chat di WhatsApp valgono come prova?
Chi deve provare che il licenziamento era giustificato?
Come ottengo i dati sui badge e sui miei orari che ha il datore?
Fonti normative
- Art. 421 c.p.c. — Poteri istruttori del giudice del lavoro
- Art. 414 c.p.c. — Forma della domanda
- Art. 2712 c.c. — Riproduzioni meccaniche
- Art. 15 Regolamento (UE) 2016/679 — Diritto di accesso
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
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- Mobbing, sicurezza e discriminazioniControlli a distanza, telecamere, GPS, email: che cosa può fare il datoreArt. 4 Statuto dei lavoratori: accordo sindacale o autorizzazione INL, strumenti di lavoro, informativa, controlli difensivi, sanzioni, prove inutilizzabili.
- LicenziamentoIl licenziamento per giusta causaDefinizione e casi tipici, differenza con il giustificato motivo soggettivo, contestazione e 5 giorni, impugnazione in 60+180 giorni, reintegra o indennità, NASpI.
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