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GuidaDiritto civile · Successioni ed eredità

Il conto corrente del defunto: blocco, cointestazione, prelievi

Quando muore il titolare di un conto corrente, la banca, appena informata, blocca il conto: gli eredi possono riavere le somme solo dopo aver presentato la dichiarazione di successione, o dichiarato di esserne esonerati. Se il conto era cointestato, di regola metà del saldo resta al superstite e l'altra metà entra nell'eredità; se qualcuno aveva la delega, questa si estingue con la morte e i prelievi successivi sono illegittimi. E i prelievi fatti prima della morte da un familiare possono dover essere restituiti o conteggiati nella divisione. Questa pagina spiega come si sblocca il conto e come si risolvono le liti più frequenti.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 4 min

In breve

  • Blocco: la banca paga agli eredi solo con la dichiarazione di successione o la dichiarazione di esonero.
  • Esonero: eredi coniuge e parenti in linea retta, attivo fino a 100.000 euro, nessun immobile.
  • Cointestato: verso la banca solidarietà, tra i titolari parti uguali salvo prova contraria.
  • Delega: si estingue con la morte; i prelievi successivi vanno restituiti.
  • Prelievi prima della morte: rendiconto, restituzione o collazione.

Il blocco del conto e come si sblocca

Art. 48, c. 3, D.Lgs. 346/1990

«I debitori del defunto ed i detentori di beni che gli appartenevano non possono pagare le somme dovute o consegnare i beni detenuti agli eredi, ai legatari e ai loro aventi causa, se non è stata fornita la prova della presentazione [...] della dichiarazione della successione o integrativa con l'indicazione dei crediti e dei beni suddetti, o dell'intervenuto accertamento in rettifica o d'ufficio, e non è stato dichiarato per iscritto dall'interessato che non vi era obbligo di presentare la dichiarazione.»

La stessa regola vale per i titoli e gli investimenti (c. 4). Per sbloccare il conto gli eredi presentano quindi alla banca la ricevuta della dichiarazione di successione che indica il conto, oppure una dichiarazione scritta che non c'era l'obbligo di presentarla. L'obbligo non c'è se l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari (art. 28, c. 7). Le banche chiedono di regola anche il certificato di morte, una dichiarazione sostitutiva sugli eredi e l'eventuale testamento. L'unico erede fino a 26 anni può ottenere uno svincolo anticipato per pagare le imposte ipotecarie, catastali e di bollo dovute sugli immobili (c. 4-bis). Le cassette di sicurezza del defunto si aprono solo alla presenza di un funzionario dell'amministrazione finanziaria o di un notaio, che redige l'inventario (c. 6).

Il conto cointestato

RapportoRegolaFonte
Cointestatari e bancaCon firma disgiunta sono creditori e debitori solidali del saldoArt. 1854 c.c.
Cointestatari tra loroIl saldo si presume diviso in parti uguali, salvo prova contraria anche per presunzioniArt. 1298 c.c.; Cass. 36082/2023, 27069/2022, 1643/2025
Effetto della cointestazioneDà la legittimazione a operare, non trasferisce da sola la proprietà delle sommeCass. 21963/2019
Prelievi di somme altruiChi preleva sapendo che le somme appartengono ad altri ne rispondeCass. 13614/2013

Alla morte di un cointestatario, quindi, la sua quota del saldo, di regola la metà, entra nell'eredità e va divisa tra tutti gli eredi, compreso l'eventuale cointestatario superstite se è erede. Il superstite può provare che le somme erano soltanto sue, anche con presunzioni gravi, precise e concordanti (Cass. 28839/2008), ma non basta dimostrare di essere stato l'unico ad alimentare il conto (Cass. 27069/2022). Sul conto cointestato in vita si veda la pagina sul conto cointestato.

Deleghe e prelievi

La delega a operare sul conto è un mandato e si estingue con la morte del titolare (art. 1722, n. 4, c.c.): chi continua a prelevare dopo la morte deve restituire le somme all'eredità e, se se ne appropria, può rispondere anche di appropriazione indebita. Per i prelievi fatti prima della morte, conta il titolo: se il familiare operava come delegato, deve rendere conto della gestione e restituire ciò che non ha speso nell'interesse del titolare; se si trattava di regali, sono donazioni, anche indirette, soggette a collazione nella divisione e a riduzione se ledono la legittima (art. 737 c.c.). Per ricostruire i movimenti, gli eredi possono chiedere alla banca, a proprie spese, copia della documentazione delle operazioni degli ultimi dieci anni, da consegnare entro novanta giorni (art. 119, c. 4, TUB).

  1. Comunicare il decesso alla banca con il certificato di morte.
  2. Chiedere l'elenco dei rapporti e gli estratti conto, anche passati.
  3. Presentare la dichiarazione di successione o quella di esonero.
  4. Chiarire le quote dei conti cointestati prima della divisione.
  5. Contestare per iscritto prelievi non giustificati e chiederne il rendiconto.

Domande frequenti

Come si sblocca il conto del defunto?
La banca può pagare agli eredi solo se riceve la prova della presentazione della dichiarazione di successione che indica il conto, o una dichiarazione scritta dell'erede che non c'era l'obbligo di presentarla (art. 48, c. 3-4, D.Lgs. 346/1990). Di solito chiede anche il certificato di morte e una dichiarazione sostitutiva sugli eredi, e il testamento se c'è. Senza dichiarazione di successione si procede solo se l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 euro e non ci sono immobili (art. 28, c. 7).
Il conto era cointestato con mio marito: i soldi sono tutti miei?
Non necessariamente. Verso la banca i cointestatari con firma disgiunta sono creditori solidali del saldo (art. 1854 c.c.), ma nei rapporti interni il saldo si presume diviso in parti uguali, salvo la prova che le somme appartenevano solo a uno dei due, che non si raggiunge dimostrando soltanto chi versava il denaro (art. 1298 c.c.; Cass. 36082/2023 e 27069/2022). Metà del saldo, quindi, entra di regola nell'eredità e va divisa con gli altri eredi, a meno che si provi che quelle somme erano del superstite.
Avevo la delega sul conto di mia madre: posso prelevare dopo la sua morte?
No. La delega a operare è un mandato, e il mandato si estingue con la morte del mandante (art. 1722, n. 4, c.c.). I prelievi fatti dopo la morte vanno restituiti all'eredità e, se il delegato si appropria delle somme, possono integrare anche un reato.
Mio fratello prelevava dal conto di papà prima che morisse: posso chiedere indietro i soldi?
Dipende da che cosa erano quei prelievi. Se il fratello operava come delegato, deve rendere conto di come ha usato le somme e restituire quelle non spese nell'interesse del genitore; se erano regali del genitore, sono donazioni, anche indirette, che vanno conferite in collazione nella divisione e possono essere ridotte se ledono la legittima (art. 737 c.c.). La prova passa di solito dalla documentazione bancaria degli ultimi dieci anni, che gli eredi possono chiedere alla banca (art. 119, c. 4, TUB).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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