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GuidaDiritto amministrativo · Edilizia e urbanistica

L'occupazione di suolo pubblico

Tavolini davanti al bar, un ponteggio sul marciapiede, un banco al mercato, un'insegna visibile dalla strada: occupare spazi pubblici o esporre pubblicità richiede una concessione o un'autorizzazione del Comune e il pagamento di un canone. Dal 2021 le vecchie TOSAP, COSAP e imposta sulla pubblicità sono sostituite dal canone unico, regolato da ciascun ente con un proprio regolamento. Chi occupa senza titolo paga un'indennità maggiorata, una sanzione e rischia la rimozione. Questa pagina spiega come funziona il canone, che cosa succede in caso di abuso e come si contesta.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Concessione: per occupare strade, piazze e marciapiedi serve il titolo del Comune.
  • Canone unico: dal 2021 sostituisce TOSAP, COSAP e imposta sulla pubblicità.
  • Senza concessione: indennità maggiorata fino al 50% e sanzione fino al doppio.
  • Codice della strada: multa da 173 a 694 euro e rimozione a proprie spese.
  • Ricorsi: TAR per il diniego, giudice ordinario per il canone, prefetto o giudice di pace per la multa.

Concessione e canone unico

Art. 1, c. 819, lett. a), L. 160/2019

«Il presupposto del canone è: a) l'occupazione, anche abusiva, delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile [...]»

Il canone unico, istituito dal 2021 da comuni, province e città metropolitane, ha sostituito la tassa e il canone per l'occupazione di spazi pubblici, l'imposta sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (c. 816). Ogni ente lo disciplina con un regolamento che fissa procedure, tariffe, esenzioni e riduzioni, in modo da mantenere il gettito dei prelievi sostituiti (cc. 817 e 821). Lo paga il titolare della concessione o, in mancanza, chi occupa abusivamente (c. 823). Sono esenti, tra le altre, le occupazioni di enti pubblici per finalità istituzionali, quelle occasionali di breve durata previste dai regolamenti di polizia locale e le aree cimiteriali (c. 833); per i mercati c'è un canone apposito (cc. 837-838). Per l'avvio di un'attività si veda anche la pagina su licenze e SCIA.

Occupazione abusiva e ricorsi

ConseguenzaMisuraNorma
IndennitàCanone maggiorato fino al 50%; occupazioni temporanee presunte dal trentesimo giorno prima del verbaleC. 821, lett. g), L. 160/2019
SanzioneDa una a due volte il canone o l'indennitàC. 821, lett. h)
RimozioneA spese di chi ha occupato o per conto di chi è fatta la pubblicitàC. 822
Codice della stradaDa 173 a 694 euro e obbligo di rimuovere le opereArt. 20, c. 4-5, D.Lgs. 285/1992
MarciapiediChioschi ed edicole fino a metà larghezza, con almeno 2 metri liberi per i pedoniArt. 20, c. 3

Il diniego, la revoca o la decadenza della concessione si impugnano davanti al TAR; le liti su canoni, indennità e corrispettivi spettano invece al giudice ordinario (art. 133, c. 1, lett. b, c.p.a.). Le multe del codice della strada si contestano secondo le regole spiegate nella pagina sul ricorso contro una multa. Chi si fa male per un ostacolo lasciato sul suolo pubblico può chiedere il risarcimento (si veda la pagina sulle cadute su suolo pubblico).

  1. Leggere il regolamento comunale sul canone unico.
  2. Chiedere la concessione prima di occupare, con planimetria e durata.
  3. Pagare il canone nei termini e conservare le ricevute.
  4. Rispettare le prescrizioni: spazio, orari, passaggio pedonale.
  5. In caso di contestazione, scegliere il giudice giusto e rispettare i termini.

Domande frequenti

Per mettere tavolini fuori dal locale serve un permesso?
Sì: occupare con tavoli, sedie o pedane uno spazio pubblico, come un marciapiede o una piazza, è un'occupazione di suolo pubblico che richiede la concessione del Comune e il pagamento del canone unico, secondo le procedure e le tariffe del regolamento comunale (art. 1, c. 819 e 821, L. 160/2019). Nei centri abitati, sui marciapiedi deve comunque restare libera per i pedoni una zona adeguata (art. 20 del codice della strada).
Quanto si paga?
Dipende dal regolamento e dalle tariffe dell'ente, che devono garantire un gettito pari a quello dei tributi e canoni sostituiti, con possibilità di rivalutazione e di tariffe graduate secondo l'impatto delle occupazioni (art. 1, c. 817 e 821, L. 160/2019). La legge prevede alcune esenzioni, per esempio per le occupazioni di enti pubblici per finalità istituzionali, per quelle occasionali di breve durata previste dai regolamenti di polizia locale e per le aree cimiteriali (c. 833).
Che cosa rischio se occupo senza concessione?
Un'indennità pari al canone maggiorato fino al 50 per cento, con le occupazioni temporanee presunte dal trentesimo giorno prima del verbale, e una sanzione amministrativa tra una e due volte il canone o l'indennità (art. 1, c. 821, lett. g e h, L. 160/2019); il Comune rimuove l'occupazione a spese di chi l'ha fatta (c. 822). Sulle strade si aggiungono la sanzione da 173 a 694 euro e l'obbligo di rimozione previsti dal codice della strada (art. 20, c. 4-5).
Come si contesta?
Dipende da che cosa si contesta. Il diniego o la revoca della concessione si impugnano davanti al TAR, mentre le controversie su canoni, indennità e corrispettivi spettano al giudice ordinario (art. 133, c. 1, lett. b, c.p.a.). Le multe del codice della strada si contestano con ricorso al prefetto o al giudice di pace, nei termini indicati nel verbale.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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