Vai al contenuto
avvocato.co Sei un avvocato? Iscriviti

GuidaDiritto amministrativo · TAR e Consiglio di Stato

TAR o giudice ordinario? Diritti soggettivi e interessi legittimi

La prima domanda in ogni lite con un ente pubblico è davanti a chi si va. La regola è semplice da enunciare e difficile da applicare: il giudice amministrativo decide quando si contesta l'esercizio di un potere, il giudice ordinario quando si fa valere un diritto che il potere non tocca; in alcune materie la legge manda tutto al TAR. Sbagliare non fa perdere la causa, se si riassume entro tre mesi davanti al giudice giusto, ma fa perdere tempo e, a volte, la sospensiva.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 6 min

In breve

  • TAR: contestazioni sull'esercizio del potere (interessi legittimi) e, nelle materie di giurisdizione esclusiva, anche i diritti (art. 7 e 133 c.p.a.: appalti, edilizia, esproprio, concessioni, servizi pubblici, accesso, silenzio, autorità indipendenti).
  • Giudice ordinario: diritti soggettivi non toccati dal potere: comportamenti materiali, indennità di esproprio, canoni e corrispettivi, contratti dopo la stipula, pubblico impiego privatizzato, sanzioni e multe, tributi al giudice tributario.
  • Criterio: il petitum sostanziale, non come si intitola la domanda.
  • Errore: il giudice indica quello giusto; translatio entro 3 mesi salva gli effetti della domanda (art. 11); regolamento preventivo alle Sezioni Unite.
  • Termini diversi: 60 giorni al TAR, prescrizione o termini speciali davanti al giudice ordinario.

La regola e le materie esclusive

Art. 7, commi 1 e 3-5, c.p.a. — Giurisdizione amministrativa

«Sono devolute alla giurisdizione amministrativa le controversie, nelle quali si faccia questione di interessi legittimi e, nelle particolari materie indicate dalla legge, di diritti soggettivi, concernenti l'esercizio o il mancato esercizio del potere amministrativo, riguardanti provvedimenti, atti, accordi o comportamenti riconducibili anche mediatamente all'esercizio di tale potere, posti in essere da pubbliche amministrazioni. Non sono impugnabili gli atti o provvedimenti emanati dal Governo nell'esercizio del potere politico. […] La giurisdizione amministrativa si articola in giurisdizione generale di legittimità, esclusiva ed estesa al merito. Sono attribuite alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo le controversie relative ad atti, provvedimenti o omissioni delle pubbliche amministrazioni, comprese quelle relative al risarcimento del danno per lesione di interessi legittimi e agli altri diritti patrimoniali consequenziali, pure se introdotte in via autonoma. Nelle materie di giurisdizione esclusiva, indicate dalla legge e dall'articolo 133, il giudice amministrativo conosce, pure ai fini risarcitori, anche delle controversie nelle quali si faccia questione di diritti soggettivi».

ControversiaGiudicePerché
Diniego o annullamento di permesso di costruire, ordine di demolizione, piano regolatoreTARPotere; urbanistica ed edilizia esclusive (art. 133 lett. f)
Espropriazione: decreto, dichiarazione di pubblica utilità, occupazione con attiTAREsclusiva (lett. g)
Indennità di esproprio o di occupazioneCorte d'appelloRiserva espressa al giudice ordinario (lett. f e g)
Occupazione materiale senza alcun atto, danni da lavori, buca stradale, cosa in custodiaGiudice ordinarioComportamento non riconducibile al potere; diritto soggettivo
Gara d'appalto: esclusione, aggiudicazione, inefficacia del contrattoTAREsclusiva (lett. e), rito abbreviato, 30 giorni
Esecuzione del contratto pubblico: pagamenti, penali, risoluzioneGiudice ordinarioRapporto paritetico dopo la stipula
Concorso pubblico fino alla graduatoriaTARPotere di scelta
Assunzione del vincitore, inquadramento, incarichi, sanzioni, licenziamento (impiego privatizzato)Giudice del lavoroArt. 63 D.Lgs. 165/2001, con disapplicazione degli atti
Magistrati, militari, polizia, prefetti, diplomatici, professori universitariTARImpiego non privatizzato (art. 133 lett. i; art. 3 D.Lgs. 165/2001)
Concessione demaniale o di servizio: revoca, decadenza, affidamentoTAREsclusiva (lett. b e c)
Canoni, indennità e corrispettivi della concessioneGiudice ordinarioRiserva espressa
Multe stradali, sanzioni L. 689/1981, ordinanze-ingiunzioneGiudice di pace o tribunaleOpposizione ex artt. 6-7 D.Lgs. 150/2011, 30 giorni
Cartelle e avvisi per tributiCorte di giustizia tributariaArt. 2 D.Lgs. 546/1992
Provvedimenti di Antitrust, AGCOM, ARERA, ANACTAR LazioEsclusiva (lett. l); sanzioni Consob e Banca d'Italia alla corte d'appello (Corte cost. 162/2012, 94/2014)
Accesso agli atti, silenzio della PA, SCIA, ritardo del procedimentoTAREsclusiva (lett. a)
Espulsione del prefetto; protezione internazionale; permesso di soggiornoGiudice di pace; tribunale; TARNorme speciali del T.U. immigrazione e D.Lgs. 25/2008

Il criterio di fondo è il petitum sostanziale: non conta come la domanda viene intitolata, ma la posizione che si fa valere. Chi contesta il modo in cui l'amministrazione ha esercitato o omesso un potere fa valere un interesse legittimo e va al TAR, con i termini brevi dell'impugnazione (60 giorni, 120 per il risarcimento, un anno per il silenzio); chi fa valere un diritto che l'amministrazione non poteva incidere (perché ha agito senza potere, in via di fatto, o in un rapporto paritetico) va al giudice ordinario, che non annulla l'atto ma lo disapplica se illegittimo (artt. 4-5 L. 2248/1865, all. E). Le materie di giurisdizione esclusiva dell'art. 133 risolvono il dubbio a monte: lì il TAR conosce anche dei diritti, purché la lite riguardi comunque un'attività riconducibile, «anche mediatamente», al potere; i comportamenti puramente materiali restano al giudice ordinario anche in quelle materie (Corte cost. 204/2004 e 191/2006).

Se si sbaglia giudice

  1. Rilievo (art. 9 c.p.a.): il difetto di giurisdizione è rilevato in primo grado anche d'ufficio; in appello solo se dedotto con motivo specifico contro il capo della sentenza che ha statuito, anche implicitamente, sulla giurisdizione; il giudicato interno lo copre.
  2. Translatio iudicii (art. 11): il giudice che declina indica il giudice munito di giurisdizione; se la causa è riproposta davanti a lui entro tre mesi dal passaggio in giudicato, restano salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda (interruzione della prescrizione, rispetto dei termini di decadenza originari), con rimessione in termini per errore scusabile sulle decadenze maturate, prove valutabili come argomenti, misure cautelari che cadono dopo 30 giorni. Regola speculare per il giudice ordinario (art. 59 L. 69/2009).
  3. Regolamento preventivo (art. 41 c.p.c.): finché la causa non è decisa nel merito in primo grado, ogni parte può chiedere alle Sezioni Unite della Cassazione di stabilire la giurisdizione; la causa può essere sospesa.
  4. Cassazione: contro le sentenze del Consiglio di Stato il ricorso alle Sezioni Unite è ammesso solo per motivi di giurisdizione (art. 111, c. 8, Cost.; art. 110 c.p.a.), cioè quando il giudice amministrativo ha invaso la sfera del giudice ordinario o ha rifiutato la propria (guida).
  5. Termini: la translatio salva la domanda, non i termini già scaduti quando è stata proposta; chi ha portato al giudice ordinario un'impugnazione che andava fatta al TAR entro 60 giorni, dopo 60 giorni non recupera, salvo l'errore scusabile riconosciuto dal giudice.

Nella pratica le zone grigie sono note: i danni da ritardo o da diniego illegittimo (TAR, art. 30), le occupazioni «sine titulo» dopo una dichiarazione di pubblica utilità scaduta (TAR, salvo la restituzione senza alcun atto), le concessioni (atti al TAR, soldi al giudice ordinario), il pubblico impiego (concorso al TAR, rapporto al giudice del lavoro), i provvedimenti sanzionatori (pecuniari al giudice ordinario, interdittivi e revoche di licenze al TAR), i servizi pubblici (affidamento e vigilanza al TAR, il rapporto tra utente e gestore al giudice ordinario). Nel dubbio si valutano i termini: se quello del TAR è il più breve, si notifica il ricorso al TAR e, se serve, si solleva il regolamento; la mappa generale è nella guida chi giudica che cosa, e per il ricorso in sé la guida al TAR.

Domande frequenti

Il Comune mi ha negato il permesso di costruire: TAR o tribunale?

TAR. Il diniego è l'esercizio di un potere e la sua contestazione riguarda un interesse legittimo; in più urbanistica ed edilizia sono materia di giurisdizione esclusiva (art. 133, c. 1, lett. f, c.p.a.), per cui al TAR vanno anche le questioni di diritto soggettivo collegate, compreso il risarcimento del danno da diniego illegittimo o da ritardo. Il ricorso va notificato entro 60 giorni dalla comunicazione del diniego; la domanda di risarcimento entro 120 giorni, o nel corso del giudizio di annullamento. Se invece il Comune, senza alcun provvedimento, occupa materialmente una striscia del suo terreno per allargare la strada, il comportamento non è riconducibile a un potere e la lite per la restituzione e i danni è del giudice ordinario; se l'occupazione segue una dichiarazione di pubblica utilità, torna al TAR (lett. g), mentre la sola indennità di esproprio si contesta davanti alla corte d'appello.

Ho vinto un concorso pubblico ma non mi assumono: chi decide?

Dipende dalla fase. Le controversie sul concorso, dal bando fino all'approvazione della graduatoria, sono del giudice amministrativo, perché in quella fase l'amministrazione esercita un potere di scelta; dopo l'approvazione della graduatoria, il diritto all'assunzione del vincitore e tutto ciò che riguarda il rapporto di lavoro privatizzato (assunzione, inquadramento, incarichi dirigenziali, sanzioni, licenziamento) spetta al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro (art. 63 D.Lgs. 165/2001), che può disapplicare gli atti amministrativi presupposti illegittimi. Restano al TAR, per intero, i rapporti non privatizzati: magistrati, avvocati dello Stato, militari, forze di polizia, prefetti, diplomatici, professori universitari (art. 3 D.Lgs. 165/2001).

Ho fatto ricorso al TAR e mi hanno detto che la giurisdizione è del giudice ordinario: ho perso tutto?

No. Il TAR che declina la giurisdizione indica il giudice competente e, se lei ripropone la causa davanti a quel giudice entro tre mesi dal passaggio in giudicato della decisione, gli effetti processuali e sostanziali della domanda restano salvi (art. 11 c.p.a.): la prescrizione si considera interrotta dalla prima domanda, le prove raccolte valgono come argomenti di prova, e per le decadenze maturate il giudice può concedere la rimessione in termini per errore scusabile. Le misure cautelari ottenute perdono efficacia dopo 30 giorni e vanno richieste al nuovo giudice. Lo stesso meccanismo opera al contrario, dal giudice ordinario al TAR (art. 59 L. 69/2009). Per evitare l'incertezza, quando la questione è dubbia si può chiedere alle Sezioni Unite il regolamento preventivo di giurisdizione (art. 41 c.p.c.) prima che la causa sia decisa nel merito.

Per una multa, una cartella o una sanzione dell'Antitrust dove si va?

Le sanzioni amministrative pecuniarie (multe stradali, sanzioni della L. 689/1981, sanzioni comunali) si contestano con l'opposizione davanti al giudice di pace o al tribunale (artt. 6 e 7 D.Lgs. 150/2011), entro 30 giorni dalla notifica, perché la legge le affida al giudice ordinario; le cartelle per tributi vanno alla giustizia tributaria, quelle per multe al giudice di pace o al tribunale secondo il vizio. I provvedimenti delle autorità indipendenti (Antitrust, AGCOM, ARERA, ANAC) sono di giurisdizione esclusiva del TAR Lazio (art. 133, lett. l), con l'eccezione delle sanzioni Consob e di quelle di Banca d'Italia, riportate alla corte d'appello dalla Corte costituzionale (sentenze 162/2012 e 94/2014). L'espulsione del prefetto si impugna davanti al giudice di pace, il diniego del permesso di soggiorno davanti al TAR, la protezione internazionale davanti al tribunale.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • TAR e Consiglio di StatoIl ricorso al TAR: termini, procedura, costiSessanta giorni dalla conoscenza, notifica e deposito, i tre vizi, sospensiva collegiale e monocratica, contributo unificato, motivi aggiunti, udienza, appello.
  • TAR e Consiglio di StatoL'appello al Consiglio di StatoTermini (art. 92 c.p.a.: ricorso notificato entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza; senza notifica, entro 6 mesi dalla pubblicazione, salvo la parte non costituita che ignorava il processo per nullità del ricorso; sospensione feriale; art. 94: deposito entro 30 giorni dall'ultima notifica con copia della sentenza e prova delle notifiche, a pena di decadenza; art. 93: notifica presso il domicilio eletto o il difensore; art. 96: appello incidentale entro 60 giorni dalla notifica dell'appello principale, anche su capi autonomi, tardivo che cade con l'inammissibilità del principale; art. 103: riserva di appello contro le sentenze non definitive; art. 62: appello cautelare contro le ordinanze del TAR entro 30 giorni dalla notifica o 60 dalla pubblicazione, deciso in camera di consiglio), contenuto (art. 101: indicazione delle parti, della sentenza, esposizione dei fatti, specifiche censure contro i capi della sentenza gravata, conclusioni, procura anche unitaria; c. 2: le domande e le eccezioni assorbite o non esaminate si intendono rinunciate se non espressamente riproposte, con memoria entro il termine di costituzione per le altre parti; art. 95: notifica a tutte le parti nelle cause inscindibili, ad almeno una nei termini a pena di inammissibilità, integrazione del contraddittorio ordinata dal giudice; art. 102: legittimati le parti del primo grado, l'interventore solo con posizione autonoma; art. 97: intervento; art. 104: divieto di nuove domande ed eccezioni non rilevabili d'ufficio, di nuove prove e documenti salvo indispensabilità o impossibilità incolpevole, interessi e danni successivi, motivi aggiunti per documenti scoperti; effetto devolutivo limitato ai motivi), sospensiva (art. 98: su istanza, valutati i motivi, se dall'esecuzione della sentenza può derivare un pregiudizio grave e irreparabile, ordinanza in camera di consiglio con le regole del cautelare; la sentenza del TAR è esecutiva, e la PA che ha perso deve eseguirla anche in pendenza di appello, salvo sospensione), decisione (art. 105: rimessione al TAR solo per difetto di contraddittorio, lesione del diritto di difesa, nullità della sentenza, riforma della declinatoria di giurisdizione o competenza o della dichiarazione di estinzione o perenzione, con riassunzione in 90 giorni; negli altri casi decide nel merito; art. 99: deferimento all'adunanza plenaria per contrasti; art. 100: competenza del CGA per la Sicilia; sentenza in forma semplificata; spese; tempi medi da uno a due anni, più brevi con il rito abbreviato e nelle materie dell'art. 119), dopo (revocazione nei casi dell'art. 395 c.p.c.; ricorso per cassazione solo per motivi di giurisdizione, art. 111 c. 8 Cost.; opposizione di terzo; ottemperanza; ricorso alla Corte EDU), costi (contributo unificato del grado aumentato della metà per i giudizi di impugnazione: 975 euro nel rito ordinario, 2.700 nel rito abbreviato, 3.000-9.000 negli appalti secondo il valore; condanna alle spese e responsabilità aggravata per l'appello manifestamente infondato; patrocinio a spese dello Stato), consigli (verificare la data di notifica della sentenza; individuare i capi da impugnare e i motivi assorbiti da riproporre; chiedere la sospensiva se la sentenza cambia lo stato di fatto; valutare l'appello incidentale se si è vinto solo in parte).
  • Multe e sanzioni amministrativeLe sanzioni amministrative (L. 689/1981): verbale, scritti difensivi, ordinanza-ingiunzione, opposizioneLegalità, colpa, responsabilità solidale (art. 6), minimo e massimo (10-15.000 euro), criteri (art. 11), accertamento, contestazione e notifica (90/360 giorni), pagamento in misura ridotta (1/3 del massimo o doppio del minimo, 60 giorni), scritti difensivi e audizione (30 giorni), ordinanza-ingiunzione, rateizzazione (3-30 rate), opposizione (30 giorni, rito del lavoro, giudice di pace o tribunale), esecuzione e maggiorazione del 10% a semestre, prescrizione 5 anni; differenze con le multe stradali.
  • Espropri e beni pubbliciL'espropriazione per pubblica utilità: procedura e difeseLe fasi (art. 8: vincolo preordinato all'esproprio, dichiarazione di pubblica utilità, determinazione dell'indennità, decreto; art. 9: il vincolo nasce con il piano urbanistico o la variante e dura cinque anni, decade e può essere reiterato con motivazione e indennizzo; art. 11: avviso di avvio del procedimento almeno venti giorni prima, personale o per pubblico avviso oltre 50 destinatari, osservazioni entro trenta giorni; artt. 12-13: la pubblica utilità con l'approvazione del progetto definitivo, efficace cinque anni prorogabili di quattro, scaduta la quale tutto decade; art. 16-17: partecipazione al progetto definitivo; art. 20: offerta dell'indennità provvisoria entro trenta giorni, osservazioni, accettazione irrevocabile entro trenta giorni con acconto dell'80% e cessione volontaria, art. 45; art. 21: in mancanza di accettazione stima dei tre tecnici o della commissione provinciale; art. 22: determinazione urgente; art. 22-bis: occupazione d'urgenza con immissione in possesso e indennità di occupazione; art. 23-24: decreto di esproprio, notifica, immissione in possesso, trascrizione, effetti sui diritti dei terzi; art. 26-28: pagamento e deposito alla Cassa depositi e prestiti), l'indennità (art. 32: valore del bene al momento del decreto senza il vincolo; art. 37: aree edificabili al valore venale, ridotto del 25% per le riforme economico-sociali e aumentato del 10% con la cessione o l'offerta troppo bassa; possibilità legali ed effettive di edificazione; art. 38: costruzioni legittime al valore venale, abusive solo l'area; art. 40: aree agricole al valore agricolo effettivo, dopo Corte cost. 181/2011 che ha eliminato i valori agricoli medi tabellari, con l'indennità aggiuntiva per il coltivatore diretto e per il fittavolo, art. 42; art. 44: servitù e diminuzioni di valore; art. 33: esproprio parziale e deprezzamento della parte residua; ritenuta del 20% sulle aree delle zone omogenee A-D, art. 35; interessi), le patologie (art. 42-bis: utilizzazione senza titolo e acquisizione sanante con indennizzo pari al valore venale più il 10% per il danno non patrimoniale e il 5% annuo per l'occupazione; l'alternativa della restituzione; la giurisprudenza EDU sull'occupazione acquisitiva; art. 46-47: retrocessione totale e parziale se l'opera non è realizzata o il bene non è usato), le tutele (TAR entro 60 giorni contro vincolo, pubblica utilità, decreto e occupazione, con la giurisdizione esclusiva dell'art. 133 c.p.a. anche per i comportamenti; opposizione alla stima in corte d'appello entro 30 giorni dalla notifica del decreto o della stima, con rito semplificato e CTU, art. 54 e art. 29 D.Lgs. 150/2011; ricorso straordinario; risarcimento; accettazione con riserva), la strategia (osservazioni tempestive, perizia di parte sul valore, verifica dei termini di decadenza, scelta tra cessione volontaria con premio e opposizione).
  • Appalti pubbliciIl ricorso al TAR negli appalti: 30 giorni, stand still, inefficacia del contrattoChe cosa si impugna e dove (art. 120 c.p.a.: atti delle procedure di affidamento e concessione, incarichi e concorsi di progettazione, provvedimenti ANAC; giurisdizione esclusiva del TAR competente per la sede della stazione appaltante, art. 133 lett. e; indicazione del CIG a pena di regolarizzazione), i termini (30 giorni per ricorso principale, incidentale e motivi aggiunti; decorrenza dalla comunicazione dell'art. 90 del codice o dalla messa a disposizione degli atti sulla piattaforma, art. 36; bando autonomamente lesivo dalla pubblicazione; affidamenti senza bando: 30 giorni dall'avviso di aggiudicazione motivato o 6 mesi dalla stipula; ricorso sull'oscuramento delle offerte entro 10 giorni, art. 36 c. 4; termini processuali dimezzati salvo quelli di notifica, art. 119), lo stand still (art. 18 D.Lgs. 36/2023: contratto non prima di 32 giorni dall'ultima comunicazione dell'aggiudicazione, con eccezioni per offerta unica, accordo quadro, sistema dinamico e sotto soglia; sospensione automatica dalla notifica dell'istanza cautelare fino alla decisione cautelare o alla sentenza di primo grado; notifica anche presso l'amministrazione se difesa dall'Avvocatura), il giudizio (definizione all'udienza cautelare o con sentenza semplificata in udienza entro 45 giorni dalla costituzione; cauzione fino allo 0,5% del valore per la cautelare; motivi aggiunti contro i nuovi atti senza contributo; deposito della sentenza entro 15 giorni, dispositivo se complessa; regole applicabili anche in appello), l'inefficacia del contratto (art. 121: obbligatoria per aggiudicazione senza bando quando prescritto, negoziata fuori dai casi, violazione dello stand still o della sospensione se ha influito; retroattiva o solo per il futuro; salve le esigenze imperative; art. 122: negli altri casi il giudice decide valutando interessi, chance del ricorrente, stato di esecuzione e domanda di subentro; art. 123 sanzioni alternative), la tutela (art. 124: aggiudicazione e subentro condizionati all'inefficacia; altrimenti risarcimento del danno provato, con il concorso di colpa di chi non ha chiesto il subentro; rivalsa della stazione appaltante contro l'operatore che ha causato l'esito illegittimo), costi e tempi (contributo unificato 2.000, 4.000 o 6.000 euro secondo il valore, art. 13 c. 6-bis lett. d D.P.R. 115/2002, aumentato della metà senza PEC o codice fiscale, dovuto in ogni caso dal soccombente; tempi: cautelare in 2-4 settimane, merito in 2-4 mesi, appello al Consiglio di Stato con termini dimezzati), gli errori (ricorso oltre i 30 giorni contando dall'accesso invece che dalla comunicazione; mancata impugnazione del bando lesivo; omessa domanda di inefficacia e subentro; notifica incompleta al controinteressato).
  • TAR e Consiglio di StatoIl silenzio della pubblica amministrazione: il ricorso contro l'inerziaTermini del procedimento, silenzio-inadempimento, diffida facoltativa, ricorso ex artt. 31 e 117 c.p.a. entro un anno, commissario ad acta, silenzio-assenso e rigetto, indennizzo e risarcimento.
  • TAR e Consiglio di StatoL'accesso agli atti amministrativi e l'accesso civicoAccesso documentale (interesse, motivazione, 30 giorni, limiti, controinteressati, ricorso al TAR o al difensore civico), accesso civico semplice e generalizzato (senza motivazione, riesame, ricorso), costi.
  • Concorsi pubbliciCome si impugna un concorso pubblicoIl giudice (giudice amministrativo per tutte le controversie sulle procedure concorsuali di assunzione, art. 63 c. 4 D.Lgs. 165/2001, e per le progressioni verticali; giudice ordinario per il rapporto dopo l'assunzione e per le progressioni economiche; ricorso al TAR della sede dell'amministrazione o Lazio per i concorsi nazionali), che cosa e quando si impugna (bando con clausole immediatamente escludenti: 60 giorni dalla pubblicazione sul portale inPA, art. 3 D.P.R. 487/1994; esclusione per difetto di requisiti o irregolarità della domanda: 60 giorni dalla comunicazione; preselezione e prove non superate: dalla comunicazione del punteggio, art. 7; graduatoria: dalla pubblicazione sul portale e sul sito, art. 15 c. 6; ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in 120 giorni), prima del ricorso (accesso agli elaborati propri e altrui, ai verbali e ai criteri, art. 24 c. 7 L. 241/1990, con avviso ai controinteressati sul portale, art. 12 c. 3; istanza di riesame; ammissione con riserva chiesta con la cautelare per sostenere le prove), i vizi tipici (commissione illegittima: politici, sindacalisti, incompatibilità, art. 9; criteri di valutazione non fissati alla prima riunione o fissati dopo la correzione, art. 12; quesiti orali non estratti a sorte; violazione dell'anonimato delle prove scritte; punteggi incoerenti con i criteri o errore di fatto nella correzione; titoli valutati in modo difforme dal bando; requisiti applicati in modo diverso ai candidati; prove svolte in giorni vietati o con malfunzionamento digitale senza recupero, art. 7 e 13; riserve e preferenze applicate male, art. 5; mancate misure per disabilità e DSA, art. 3 c. 2 lett. f a pena di nullità), il sindacato del giudice (discrezionalità tecnica della commissione: annullamento solo per illogicità manifesta, travisamento dei fatti, disparità di trattamento, violazione dei criteri; voto numerico come motivazione sufficiente quando i criteri sono predeterminati; niente rifacimento della prova da parte del giudice; CTU eccezionale), il processo (ricorso notificato all'amministrazione e ad almeno un controinteressato, notifica per pubblici proclami autorizzata dal presidente quando i controinteressati sono molti, art. 41 c. 4 c.p.a.; domanda cautelare per l'ammissione con riserva alle prove successive o alla graduatoria; contributo unificato 650 euro; tempi), gli esiti (annullamento dell'esclusione o della valutazione con rinnovo della prova o della correzione da parte di una commissione anche diversa; riformulazione della graduatoria; risarcimento della perdita di chance quando il posto è ormai coperto; graduatoria valida due anni dall'approvazione e scorrimento degli idonei), gli errori (aspettare la graduatoria per impugnare l'esclusione; contestare il merito del compito; non chiedere subito l'accesso e la cautelare; non notificare ai controinteressati).
  • Giudici, tempi e strumentiChi giudica che cosa: giudice di pace, tribunale, corte d'appello, Cassazione, TARLe quattro giurisdizioni (ordinaria civile e penale; amministrativa: TAR e Consiglio di Stato per gli interessi legittimi e le materie esclusive dell'art. 133 c.p.a.; contabile: Corte dei conti per responsabilità erariale, pensioni pubbliche e conti; tributaria: Corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado per tutti i tributi, art. 2 D.Lgs. 546/1992, esclusi gli atti dell'esecuzione dopo la cartella; giudici speciali residui: Tribunale superiore delle acque, commissari per gli usi civici), il civile in primo grado (giudice di pace: beni mobili fino a 10.000 euro, circolazione stradale fino a 25.000, immissioni, opposizioni a multe e sanzioni fino a 15.493 euro, art. 7 c.p.c. e artt. 6-7 D.Lgs. 150/2011; dal 31 ottobre 2027 30.000 e 50.000 euro con condominio e diritti reali minori; tribunale per tutto il resto, monocratico salvo i casi collegiali dell'art. 50-bis: società, responsabilità dei magistrati, stato e capacità, azioni di classe; sezioni specializzate: lavoro e previdenza, imprese, immigrazione e protezione internazionale, agraria, e dal 31 ottobre 2027 il tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie; volontaria giurisdizione; tribunale per i minorenni fino alla riforma), il penale in primo grado (giudice di pace: percosse, lesioni lievi e colpose a querela, diffamazione, minaccia semplice, danneggiamento, invasione di terreni, art. 4 D.Lgs. 274/2000; tribunale monocratico: regola generale, compresi spaccio senza aggravanti, maltrattamenti e revenge porn, art. 33-ter c.p.p.; tribunale collegiale: pene sopra dieci anni e reati elencati, tra cui associazioni, corruzione, violenza sessuale, usura, reati societari e bancarotta, art. 33-bis; corte d'assise: ergastolo o reclusione non inferiore nel massimo a 24 anni, omicidio, strage, terrorismo, tratta, schiavitù, salvo tentato omicidio, rapina, estorsione, mafia e droga, art. 5 c.p.p.; tribunale per i minorenni per chi ha meno di 18 anni al momento del fatto; giudice per le indagini preliminari e udienza preliminare), i gradi (corte d'appello per le sentenze del tribunale, tribunale per quelle del giudice di pace civile, corte d'assise d'appello; Cassazione solo per motivi di diritto, art. 111 Cost.; ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in alternativa al TAR; Consiglio di Stato in appello; Cassazione contro il Consiglio di Stato e la Corte dei conti solo per giurisdizione), la competenza per territorio (residenza del convenuto, luogo dell'obbligazione, foro del consumatore, foro del lavoro, luogo del reato, sede dell'amministrazione), i giudici fuori dallo Stato (Corte costituzionale su rinvio del giudice; Corte di giustizia UE con il rinvio pregiudiziale; Corte europea dei diritti dell'uomo dopo i rimedi interni, entro 4 mesi), le alternative (mediazione, negoziazione assistita, arbitrato, ABF e ACF), gli errori (citare davanti al giudice sbagliato: incompetenza o difetto di giurisdizione, translatio iudicii, art. 59 L. 69/2009).
  • Risarcimento del dannoCaduta per una buca o sul marciapiede: chi risponde e come si chiede il risarcimentoChi è il custode (Comune per strade e marciapiedi urbani, Provincia e ANAS per le extraurbane, Autostrade, condominio per androni e cortili, gestore del centro commerciale, esercente per il pavimento bagnato), la responsabilità oggettiva dell'art. 2051 c.c. (prova del nesso a carico del danneggiato, caso fortuito a carico del custode; superamento della teoria dell'insidia e trabocchetto; Sezioni Unite 20943/2022 sulla condotta del danneggiato come fortuito o concorso ex art. 1227), casi tipici (buca visibile di giorno, dislivello minimo, ghiaccio, foglie e bagnato, cantiere, tombino, radici, illuminazione), art. 2043 residuale e responsabilità dell'appaltatore dei lavori, che cosa fare subito (foto e video con riferimenti, misure, testimoni con recapiti, chiamare la polizia locale o il 118 per il verbale, pronto soccorso con dichiarazione della dinamica, conservare scarpe e vestiti, tornare a fotografare la riparazione), la richiesta all'ente (raccomandata o PEC all'ufficio sinistri con documenti, denuncia all'assicurazione del Comune, termini di risposta, accesso agli atti su segnalazioni e manutenzione), negoziazione assistita obbligatoria per domande fino a 50.000 euro, giudice di pace fino a 10.000 euro e tribunale oltre, prova in giudizio (testimoni, CTU medica, foto datate), danno risarcibile (biologico con tabelle di Milano, temporanea, spese mediche, perdita di reddito, morale) e riduzioni per concorso, prescrizione di 5 anni (art. 2947), spese legali e patrocinio.