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IstitutoDiritto penale · Reati sessuali

La querela nei reati sessuali: dodici mesi e irrevocabile

Per la violenza sessuale la legge lascia alla vittima la scelta se avviare o no il processo: si procede a querela, ma con un termine di dodici mesi, quattro volte quello ordinario, e con una regola rigida: la querela, una volta presentata, non si può ritirare. In molti casi, però, la querela non serve, perché si procede d'ufficio: quando la vittima è minorenne, quando l'autore è un genitore, un tutore o un pubblico ufficiale, quando il fatto è connesso con un altro reato perseguibile d'ufficio. Questa pagina spiega il termine, le eccezioni e che cosa fare se i dodici mesi sono passati.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Termine: dodici mesi per querelare, contro i tre mesi ordinari.
  • Irrevocabile: una volta presentata, la querela non si può ritirare.
  • D'ufficio: vittima minorenne, autore genitore, tutore, affidatario o pubblico ufficiale, reati connessi.
  • Sempre d'ufficio: atti sessuali con minorenne e violenza sessuale di gruppo.
  • Stalking e revenge porn: querela entro sei mesi, con regole diverse.

Il termine di dodici mesi e l'irrevocabilità

Art. 609-septies, c. 1-3, c.p.

«I delitti previsti dagli articoli 609-bis e 609-ter sono punibili a querela della persona offesa. Salvo quanto previsto dall'articolo 597, terzo comma, il termine per la proposizione della querela è di dodici mesi. La querela proposta è irrevocabile.»

La violenza sessuale, semplice o aggravata, è quindi di regola punibile a querela della vittima, ma il termine è di dodici mesi invece dei tre ordinari (art. 124 c.p.): il Codice rosso lo ha raddoppiato, portandolo da sei a dodici mesi (art. 13, c. 4, L. 69/2019). Il termine decorre dalla notizia del fatto; per la Cassazione, dal momento in cui chi querela ha piena cognizione degli elementi che consentono di valutare l'esistenza del reato (Cass. 3943/2006). Se la persona offesa muore prima della scadenza, la querela possono proporla i prossimi congiunti, l'adottante e l'adottato (art. 597, c. 3, c.p., richiamato dall'art. 609-septies). La querela è irrevocabile: la scelta è definitiva, per sottrarre la vittima a pressioni successive. Come e dove si presenta è spiegato nelle pagine sulla querela e sulla denuncia; le tutele procedurali per le vittime sono descritte nella pagina sul Codice rosso.

Quando si procede d'ufficio

SituazioneRegimeFonte
Vittima adulta, fuori dai casi seguentiQuerela entro dodici mesi, irrevocabileArt. 609-septies, c. 1-3
Vittima che non aveva compiuto diciotto anniD'ufficioC. 4, n. 1
Autore ascendente, genitore, suo convivente, tutore o affidatario del minoreD'ufficio; per genitore e tutore anche se la vittima è maggiorenneC. 4, n. 2; Cass. 45391/2005
Autore pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizioD'ufficio, se il fatto è commesso nell'esercizio delle funzioni o la qualifica ha agevolato l'abusoC. 4, n. 3; Cass. 9878/2020
Fatto connesso con un delitto procedibile d'ufficioD'ufficio, anche con connessione solo investigativaC. 4, n. 4; Cass. 24547/2024
Atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppoSempre d'ufficioArtt. 609-quater e 609-octies, non compresi nel c. 1

La connessione con un altro reato procedibile d'ufficio, per esempio i maltrattamenti in famiglia, resta anche se quel reato si è poi estinto per prescrizione, quando le indagini hanno riguardato entrambi i fatti (Cass. 30938/2019); viene meno invece se per il reato connesso l'imputato è assolto perché il fatto non sussiste o perché non lo ha commesso (Cass. 33775/2005), o se quel reato è assorbito nella violenza sessuale (Cass. 49958/2009). Per altri reati vicini il termine è diverso: gli atti persecutori e la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite si querelano entro sei mesi e la remissione, quando ammessa, può essere solo processuale (artt. 612-bis e 612-ter c.p.). Nel processo la vittima può far valere i propri diritti come persona offesa e parte civile.

  1. Annotare le date: quando è avvenuto il fatto e quando lo si è compreso pienamente.
  2. Conservare le prove: referti, messaggi, nomi di chi può testimoniare.
  3. Verificare se si procede d'ufficio: età della vittima, ruolo dell'autore, reati connessi.
  4. Presentare la querela entro dodici mesi, sapendo che non si potrà ritirare.
  5. Seguire il procedimento come persona offesa e valutare la costituzione di parte civile.

Domande frequenti

Entro quanto tempo si può querelare per violenza sessuale?
Entro dodici mesi (art. 609-septies, c. 2, c.p.), contro i tre mesi ordinari (art. 124 c.p.). Il termine era di sei mesi ed è stato raddoppiato dal Codice rosso (art. 13 L. 69/2019). Decorre dal giorno in cui si ha notizia del fatto; per la Cassazione, dal momento in cui chi querela ha piena cognizione degli elementi che consentono di valutare l'esistenza del reato (Cass. 3943/2006).
Posso ritirare la querela se cambio idea?
No: la querela proposta è irrevocabile (art. 609-septies, c. 3, c.p.). La regola protegge la vittima da pressioni dell'autore o dell'ambiente: una volta presentata, il procedimento va avanti anche se le parti si riconciliano. Per lo stalking e per la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite il regime è diverso: querela entro sei mesi e remissione, quando ammessa, solo davanti al giudice (artt. 612-bis e 612-ter c.p.).
Quando non serve la querela?
Si procede d'ufficio se la vittima non aveva compiuto diciotto anni; se l'autore è un ascendente, un genitore, anche adottivo, il suo convivente, il tutore o chi aveva il minore in affidamento per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia; se l'autore è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio nell'esercizio delle funzioni; se il fatto è connesso con un altro delitto procedibile d'ufficio (art. 609-septies, c. 4, c.p.). Gli atti sessuali con minorenne e la violenza sessuale di gruppo sono sempre procedibili d'ufficio, perché non rientrano tra i reati a querela.
Sono passati più di dodici mesi: posso ancora denunciare?
La denuncia si può sempre presentare, ma se il fatto è punibile solo a querela e il termine è scaduto il reato non è più perseguibile. Conviene far valutare se ricorre un caso di procedibilità d'ufficio: per la Cassazione la connessione con un delitto procedibile d'ufficio, come i maltrattamenti in famiglia, comprende anche il semplice collegamento investigativo (Cass. 24547/2024), e la qualità di pubblico ufficiale conta anche fuori dalle funzioni se ha agevolato l'abuso (Cass. 9878/2020). Resta comunque possibile chiedere il risarcimento al giudice civile, entro i termini di prescrizione.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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