In breve
- Casi: giusta causa, giustificato motivo e le ipotesi elencate dall'art. 55-quater.
- Falsa attestazione della presenza: sospensione entro 48 ore e procedimento chiuso in 30 giorni.
- Non è automatico: il giudice valuta sempre la proporzionalità.
- Tutela: se il licenziamento è annullato, reintegra e fino a 24 mensilità.
- Eccedenze: niente licenziamento economico, ma disponibilità fino a 24 mesi.
I casi di licenziamento
Restano valide la giusta causa e il giustificato motivo come nel lavoro privato, e le ipotesi previste dai contratti collettivi; la legge aggiunge un elenco di casi in cui «si applica comunque» il licenziamento (art. 55-quater, c. 1, D.Lgs. 165/2001).
| Lettera | Caso | Preavviso |
|---|---|---|
| a) | Falsa attestazione della presenza o assenza giustificata con un certificato medico falso | No |
| b) | Assenze ingiustificate per più di tre giorni in un biennio o più di sette in dieci anni; mancata ripresa del servizio nel termine fissato | Sì |
| c) | Rifiuto ingiustificato del trasferimento disposto per motivate esigenze di servizio | Sì |
| d) | Falsità documentali o dichiarative per l'assunzione o le progressioni di carriera | No |
| e) | Reiterate condotte aggressive, moleste, minacciose o ingiuriose sul lavoro | No |
| f) | Condanna definitiva che comporta l'interdizione perpetua dai pubblici uffici o l'estinzione del rapporto | No |
| f-bis) - f-quinquies) | Gravi violazioni del codice di comportamento, sospensioni per oltre un anno nel biennio, insufficiente rendimento con valutazione negativa per tre anni | Sì |
L'elenco non crea un automatismo: secondo la lettura della Cassazione, richiamata dalla Corte costituzionale, impedisce ai contratti collettivi di limitare il potere di licenziare ma lascia al giudice il controllo sulla proporzionalità della sanzione nel caso concreto (Corte cost. 123/2020). Sulle assenze si veda anche la pagina sul licenziamento per assenza ingiustificata.
La falsa attestazione della presenza
«Costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l'amministrazione presso la quale il dipendente presta attività lavorativa circa il rispetto dell'orario di lavoro dello stesso. Della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta.»
Se il fatto è accertato in flagranza o con strumenti di sorveglianza o di registrazione degli accessi, il dipendente è sospeso subito senza stipendio, salvo l'assegno alimentare, con provvedimento adottato entro 48 ore; nello stesso atto l'addebito è contestato per iscritto e il dipendente è convocato con almeno quindici giorni di preavviso, con un solo rinvio di massimo cinque giorni per grave impedimento, e il procedimento si chiude entro trenta giorni (c. 3-bis e 3-ter). Entro venti giorni l'amministrazione denuncia il fatto al pubblico ministero e lo segnala alla procura della Corte dei conti (c. 3-quater; le ulteriori regole su quel giudizio sono state dichiarate illegittime da Corte cost. 61/2020). Il fatto è anche reato, punito con la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 400 a 1.600 euro, anche per il medico che firma il certificato falso, e il dipendente deve restituire le retribuzioni dei periodi non lavorati (art. 55-quinquies).
La procedura e la tutela
Negli altri casi si segue il procedimento ordinario davanti all'ufficio per i procedimenti disciplinari: contestazione scritta entro trenta giorni dalla segnalazione o dalla piena conoscenza dei fatti, audizione con almeno venti giorni di preavviso, conclusione entro centoventi giorni dalla contestazione; sono perentori solo il termine per contestare e quello per concludere (art. 55-bis; si veda la pagina sul procedimento disciplinare). Il licenziamento si impugna davanti al giudice del lavoro con i termini generali (si veda l'impugnazione del licenziamento).
«Il giudice, con la sentenza con la quale annulla o dichiara nullo il licenziamento, condanna l'amministrazione alla reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria [...] e comunque in misura non superiore alle ventiquattro mensilità, dedotto quanto il lavoratore abbia percepito per lo svolgimento di altre attività lavorative.»
L'amministrazione versa anche i contributi per lo stesso periodo; se il licenziamento è annullato perché sproporzionato, il giudice può applicare una sanzione minore (c. 2-bis). A differenza del privato non esiste il licenziamento per motivi economici: il personale in eccedenza che non può essere ricollocato viene messo in disponibilità, con un'indennità pari all'80% dello stipendio per un massimo di ventiquattro mesi, al termine dei quali il rapporto si risolve (artt. 33-34).
- Leggere la contestazione e verificare la data rispetto alla conoscenza dei fatti.
- Chiedere l'accesso agli atti istruttori del procedimento.
- Presentarsi all'audizione con un avvocato o un sindacalista, o depositare memorie.
- Impugnare il licenziamento entro 60 giorni e depositare il ricorso nei 180 successivi.
- Chiedere la reintegra e, in subordine, la riduzione della sanzione.
Domande frequenti
Se il giudice annulla il licenziamento, il dipendente pubblico torna al lavoro?
Un dipendente sorpreso a timbrare per un collega viene licenziato subito?
Nei casi previsti dalla legge il licenziamento è automatico?
Entro quando si impugna il licenziamento nel pubblico impiego?
Fonti normative
- Art. 55-quater D.Lgs. 165/2001 — Licenziamento disciplinare
- Art. 55-bis D.Lgs. 165/2001 — Forme e termini del procedimento
- Art. 55-quinquies D.Lgs. 165/2001 — False attestazioni o certificazioni
- Art. 63 D.Lgs. 165/2001 — Reintegrazione (c. 2 e 2-bis)
- Corte cost. 123/2020 — Art. 55-quater e proporzionalità
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Pubblico impiegoIl procedimento disciplinare nel pubblico impiegoIl procedimento disciplinare dei dipendenti pubblici (art. 55-bis D.Lgs. 165/2001): contestazione in 30 giorni, audizione con 20 di preavviso, decisione in 120.
- Pubblico impiegoIl rapporto di lavoro nella pubblica amministrazione: le differenze con il privatoD.Lgs. 165/2001: giudice del lavoro (63), concorsi al TAR, reintegrazione con massimo 24 mensilità, licenziamento tipizzato (55-quater), niente conversione dei precari.
- LicenziamentoImpugnare il licenziamento: sessanta giorni, poi centottantaI due termini di decadenza, la forma dell'impugnazione, gli altri atti soggetti agli stessi termini, il processo, l'onere della prova, i costi e i tempi.
- LicenziamentoLe tutele contro il licenziamento illegittimo: reintegra o indennitàLe tutele contro il licenziamento illegittimo nel 2026: nullità e reintegra, art. 18 (12-24 mensilità), Jobs Act (6-36, reintegra se il fatto non sussiste).
- LicenziamentoAssenza ingiustificata e dimissioni «per fatti concludenti»Licenziamento disciplinare con l'art. 7 St. lav. oppure, dopo 15 giorni di assenza, risoluzione senza NASpI (art. 26 c. 7-bis D.Lgs. 151/2015): Ispettorato e difese.
- LicenziamentoIl licenziamento per giusta causaDefinizione e casi tipici, differenza con il giustificato motivo soggettivo, contestazione e 5 giorni, impugnazione in 60+180 giorni, reintegra o indennità, NASpI.
- Responsabilità della PAIl giudizio davanti alla Corte dei contiD.Lgs. 174/2016: invito a dedurre con 45 giorni, citazione in 120, prescrizione 5 anni, rito abbreviato al 50%, tetto del 30% (L. 1/2026), appello in 60 giorni.
- La causa di lavoroIl rito del lavoro: come funziona la causa davanti al giudice del lavoroLa causa di lavoro: ricorso con tutte le prove, udienza entro 60 giorni, memoria 10 giorni prima, comparizione personale, poteri del giudice, sentenza esecutiva.