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GuidaLavoro e previdenza · Pubblico impiego

Mobilità e trasferimenti nel pubblico impiego

Il dipendente pubblico che vuole avvicinarsi a casa o cambiare ente ha a disposizione la mobilità volontaria, cioè il passaggio diretto in un'altra amministrazione; l'amministrazione, dal canto suo, può trasferirlo in un'altra sede entro certi limiti. Negli ultimi anni le regole sul nulla osta sono state allentate, e ci sono tutele particolari per chi assiste un familiare disabile, per i genitori di bambini piccoli e per le vittime di violenza. Questa pagina spiega come funzionano mobilità e trasferimenti, quando serve l'assenso e come si contestano i dinieghi.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Mobilità volontaria: passaggio diretto in un'altra amministrazione su posti vacanti.
  • Nulla osta: serve solo in alcuni casi; l'ente può differire fino a 60 giorni.
  • Trasferimento d'ufficio: stesso comune o entro 50 km.
  • Tutele: L. 104, genitori con figli fino a tre anni, vittime di violenza.
  • Ricorso: giudice del lavoro.

La mobilità volontaria

Art. 30, c. 1, D.Lgs. 165/2001 (estratto)

«Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all'articolo 2, comma 2, appartenenti a una qualifica corrispondente e in servizio presso altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento. È richiesto il previo assenso dell'amministrazione di appartenenza nel caso in cui si tratti di posizioni dichiarate motivatamente infungibili dall'amministrazione cedente o di personale assunto da meno di tre anni o qualora la mobilità determini una carenza di organico superiore al 20 per cento nella qualifica corrispondente a quella del richiedente. [...]»

L'amministrazione che cerca personale pubblica un bando per almeno trenta giorni, con i requisiti richiesti (art. 30, c. 1), e gli avvisi di mobilità si pubblicano sul Portale unico del reclutamento, dove i candidati si registrano con il curriculum (c. 1-quater). Negli enti locali tra 101 e 500 dipendenti la soglia di carenza che impone l'assenso scende al 5 o al 10 per cento (c. 1.1), mentre negli enti del servizio sanitario e negli enti locali fino a 100 dipendenti l'assenso serve sempre. Dal 2026 le amministrazioni, salvo alcune eccezioni come gli enti del servizio sanitario e gli enti locali fino a 50 dipendenti, quando il piano prevede almeno dieci assunzioni devono destinare alla mobilità almeno il 15 per cento delle facoltà assunzionali impegnate nell'anno (c. 2-bis). Dopo il passaggio si applica il trattamento del comparto di destinazione (c. 2-quinquies).

Trasferimenti e tutele particolari

SituazioneRegolaNorma
Trasferimento d'ufficioNello stesso comune o entro 50 km, senza le comprovate ragioni del privatoArt. 30, c. 2
Chi assiste un disabile graveSede più vicina ove possibile; niente trasferimento senza consensoArt. 33, c. 5, L. 104/1992
Genitore con figli fino a tre anniAssegnazione temporanea nella provincia o regione dell'altro genitore, fino a tre anniArt. 42-bis D.Lgs. 151/2001
Vittima di violenza di genere in un percorso di protezioneTrasferimento entro 15 giorni se c'è un posto vacanteArt. 30, c. 1-ter

Il dissenso all'assegnazione temporanea dei genitori deve essere motivato, limitato a esigenze eccezionali e comunicato entro trenta giorni (art. 42-bis D.Lgs. 151/2001). Le controversie spettano al giudice del lavoro (art. 63 D.Lgs. 165/2001); per il settore privato si veda la pagina sul trasferimento del lavoratore, e sulle tutele per chi assiste un familiare quella sui permessi della L. 104. La scuola ha regole proprie sulla mobilità (art. 30, c. 1).

  1. Consultare i bandi sul Portale del reclutamento.
  2. Verificare se serve l'assenso della propria amministrazione.
  3. Documentare la situazione familiare per le tutele speciali.
  4. Chiedere per iscritto motivazioni e tempi del diniego o del differimento.
  5. Ricorrere al giudice del lavoro, anche in via d'urgenza.

Domande frequenti

Per la mobilità volontaria serve il nulla osta della mia amministrazione?
Di regola no: l'assenso è richiesto solo se la posizione è stata dichiarata motivatamente infungibile, se il dipendente è stato assunto da meno di tre anni o se la sua uscita crea una carenza di organico superiore al 20 per cento nella qualifica, con soglie più basse negli enti locali tra 101 e 500 dipendenti (art. 30, c. 1 e 1.1, D.Lgs. 165/2001). L'amministrazione può comunque differire il passaggio fino a sessanta giorni. Negli enti del servizio sanitario e negli enti locali con non più di 100 dipendenti l'assenso resta sempre necessario.
L'amministrazione può trasferirmi senza il mio consenso?
Sì, all'interno della stessa amministrazione, o in un'altra previo accordo tra gli enti, in una sede dello stesso comune o a non più di cinquanta chilometri, senza dover dimostrare le comprovate ragioni richieste nel lavoro privato (art. 30, c. 2, D.Lgs. 165/2001). Fanno eccezione i lavoratori che assistono un familiare con disabilità grave o che sono essi stessi disabili gravi: non possono essere trasferiti senza il loro consenso e hanno diritto, ove possibile, alla sede più vicina al domicilio (art. 33, c. 5-6, L. 104/1992).
Ho un figlio piccolo: posso lavorare vicino all'altro genitore?
Sì, il dipendente pubblico con figli fino a tre anni può chiedere di essere assegnato temporaneamente, anche in modo frazionato e per non più di tre anni in tutto, a una sede nella provincia o regione in cui lavora l'altro genitore, se c'è un posto vacante di corrispondente posizione retributiva. Il dissenso delle amministrazioni deve essere motivato e limitato a esigenze eccezionali, e la risposta va data entro trenta giorni (art. 42-bis D.Lgs. 151/2001).
Come si contesta un diniego o un trasferimento?
Le controversie sui rapporti di lavoro pubblico contrattualizzato, compresi mobilità e trasferimenti, spettano al giudice ordinario del lavoro (art. 63 D.Lgs. 165/2001), anche in via d'urgenza (art. 700 c.p.c.) quando si rischia un pregiudizio imminente e irreparabile. Conviene chiedere per iscritto le motivazioni e documentare la situazione familiare e i posti vacanti.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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