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IstitutoDiritto civile · Successioni ed eredità

Il patto di famiglia: passare l'azienda ai figli senza liti

Il patto di famiglia permette all'imprenditore di trasferire in vita l'azienda, o le quote della sua società, a uno o più figli o nipoti, mettendo d'accordo fin da subito il resto della famiglia. Il coniuge e gli altri futuri eredi legittimari partecipano al contratto e vengono liquidati, oppure rinunciano; in cambio, quanto trasferito non potrà più essere rimesso in discussione alla morte dell'imprenditore con la collazione o l'azione di riduzione. Con le condizioni di legge il trasferimento è anche esente dall'imposta di donazione. Questa pagina spiega come funziona, chi deve partecipare, come si tassano i conguagli e come ci si tutela.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 4 min

In breve

  • Che cosa: trasferimento in vita dell'azienda o delle quote a figli o nipoti.
  • Forma: atto pubblico dal notaio, a pena di nullità.
  • Chi partecipa: anche il coniuge e tutti i futuri legittimari, che vengono liquidati o rinunciano.
  • Stabilità: niente collazione né riduzione alla morte dell'imprenditore.
  • Fisco: esente se l'impresa prosegue o il controllo è mantenuto per cinque anni.

Che cos'è e a che cosa serve

Art. 768-bis c.c.

«È patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l'imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti.»

Il patto nasce per risolvere un problema classico del passaggio generazionale: l'imprenditore vuole lasciare l'azienda al figlio che la porta avanti, ma alla sua morte gli altri figli potrebbero chiedere la collazione o agire in riduzione per la lesione della legittima, mettendo a rischio l'impresa. Con il patto la divisione si fa subito, d'accordo con tutti, e diventa definitiva. Si possono trasferire l'azienda individuale o le partecipazioni in società, compatibilmente con le regole dell'impresa familiare e con quelle dello statuto, per esempio le clausole di gradimento o prelazione. Il contratto va fatto per atto pubblico, a pena di nullità (art. 768-ter).

Chi partecipa e come si liquidano gli altri

SoggettoRuoloNorma
Imprenditore o titolare delle quoteTrasferisce l'azienda o le partecipazioniArt. 768-bis
Discendenti assegnatariRicevono l'azienda o le quote e liquidano gli altriArt. 768-quater
Coniuge e altri futuri legittimariPartecipano e ricevono una somma pari al valore della loro quota di legittima, o rinunciano; possono ricevere anche beni in naturaArt. 768-quater
Legittimari sopravvenuti o non partecipantiAlla successione chiedono la somma con gli interessi legaliArt. 768-sexies

La liquidazione si calcola sul valore di quanto trasferito, applicando le quote di legittima previste dagli artt. 536 e seguenti; le parti possono concordare che avvenga in natura, e i beni assegnati agli altri partecipanti sono imputati alla loro legittima, anche con un contratto successivo collegato al primo. Quanto ricevuto con il patto non è soggetto a collazione né a riduzione (art. 768-quater, c. 4): è questo il vantaggio principale. Sulle quote di riserva si veda la pagina su legittima e quota disponibile.

Le imposte

Il trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni ai discendenti tramite patto di famiglia non è soggetto all'imposta di donazione, a condizione che gli assegnatari proseguano l'attività d'impresa per almeno cinque anni o, per le quote di società di capitali, che acquisiscano o integrino il controllo e lo mantengano per cinque anni; nell'atto va resa una dichiarazione di impegno, e il mancato rispetto delle condizioni fa decadere dal beneficio, con imposta ordinaria, sanzione e interessi (art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990). Le somme che gli assegnatari pagano ai fratelli o al coniuge non assegnatari, secondo la Cassazione, si tassano come donazione dell'imprenditore a loro favore, con l'aliquota e la franchigia proprie del rapporto con il disponente (Cass. 29506/2020), e non come donazione tra fratelli.

Impugnazione, scioglimento e liti

Il patto può essere impugnato dai partecipanti per vizi del consenso, cioè errore, violenza o dolo, entro un anno (art. 768-quinquies); il mancato rispetto dei diritti dei legittimari non partecipanti è anch'esso motivo di impugnazione (art. 768-sexies). Si può sciogliere o modificare solo con un nuovo contratto tra le stesse persone e con la stessa forma, oppure con il recesso, se è previsto nel contratto, tramite dichiarazione certificata da un notaio (art. 768-septies). Per le liti sui patti di famiglia la mediazione è condizione di procedibilità prima della causa (art. 5 D.Lgs. 28/2010). Per pianificare il passaggio generazionale si vedano anche le pagine sulla holding di famiglia e sul testamento dal notaio.

  1. Far stimare l'azienda o le quote da un professionista indipendente.
  2. Individuare tutti i legittimari attuali: coniuge, figli, discendenti dei figli premorti.
  3. Concordare la liquidazione, in denaro o in natura, o le rinunce.
  4. Verificare statuto e patti della società per le clausole sul trasferimento delle quote.
  5. Rispettare per cinque anni le condizioni dell'esenzione fiscale.

Domande frequenti

Chi deve partecipare al patto di famiglia?
L'imprenditore o il titolare delle partecipazioni, i discendenti che ricevono l'azienda o le quote, e inoltre il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari se in quel momento si aprisse la successione (art. 768-quater c.c.). Chi non partecipa, per esempio un figlio nato dopo o un nuovo coniuge, alla morte dell'imprenditore può chiedere ai beneficiari il pagamento della somma corrispondente alla sua quota, con gli interessi legali (art. 768-sexies).
I fratelli che non ricevono l'azienda che cosa ottengono?
Una liquidazione pagata da chi riceve l'azienda o le quote, pari al valore della loro quota di legittima calcolata su quanto trasferito, in denaro o, se concordato, in natura; possono anche rinunciarvi in tutto o in parte (art. 768-quater c.c.). In cambio il patto è stabile: quanto ricevuto con il patto non è soggetto a collazione né a riduzione alla morte dell'imprenditore.
Il patto di famiglia si paga come una donazione?
Il trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni ai discendenti è esente dall'imposta se gli assegnatari proseguono l'attività d'impresa, o per le società di capitali mantengono il controllo, per almeno cinque anni, con un'apposita dichiarazione di impegno; in caso contrario decadono dal beneficio e pagano l'imposta con sanzioni e interessi (art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990). Le somme pagate ai fratelli non assegnatari, secondo la Cassazione, si tassano come donazione dell'imprenditore, con l'aliquota e la franchigia del rapporto con lui (Cass. 29506/2020).
Si può tornare indietro dopo aver firmato?
Il patto si può sciogliere o modificare solo con un nuovo contratto tra le stesse persone, con la stessa forma, o con il recesso se il contratto lo prevede espressamente, mediante dichiarazione certificata da un notaio (art. 768-septies c.c.). Si può impugnare per errore, violenza o dolo entro un anno (art. 768-quinquies). Le liti sul patto sono soggette alla mediazione obbligatoria prima della causa.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • Successioni ed ereditàLa legittima: le quote riservate a coniuge e figliLegittimari e quote in tabella, quota disponibile, riunione fittizia e calcolo della lesione, azione di riduzione (10 anni), la riforma 2025 sui beni donati e venduti, rinuncia e imputazione.
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  • Successioni ed ereditàLa collazione: le donazioni ricevute in vita si scalano dall'ereditàArtt. 737-751 c.c.: chi deve conferire, dispensa, collazione in natura o per imputazione, denaro e casa comprata ai figli, spese escluse, comodato, unione civile.
  • ContrattiLa donazione: forma, revoca, rischi per chi compraLa donazione: atto pubblico con due testimoni, donazione di modico valore, revoca per ingratitudine e sopravvenienza di figli, riduzione e riforma 2025.
  • Costituire e gestire una societàL'impresa familiare (art. 230-bis c.c.)Chi ne fa parte (anche il convivente dopo Corte cost. 148/2024), mantenimento, utili e incrementi in proporzione al lavoro, decisioni, liquidazione, prelazione, prova.
  • Costituire e gestire una societàHolding e società tra professionisti (STP)Holding: dividendi tassati al 5% e PEX al 95% (DL 38/2026), rischi di comodo e abuso. STP: art. 10 L. 183/2011, due terzi ai professionisti, conferimenti neutri.
  • Costituire e gestire una societàCessione e affitto d'aziendaCome si cede o si affitta un'azienda: atto notarile e registro imprese, divieto di concorrenza per 5 anni, contratti e debiti che passano (artt. 2558-2560 c.c.).
  • Successioni ed ereditàTestamento pubblico e testamento segreto dal notaioArtt. 601-608 c.c.: testamento pubblico con due testimoni, segreto sigillato, validità come olografo, revoca (679-684), pubblicazione e registro generale dei testamenti.