In breve
- Che cosa: trasferimento in vita dell'azienda o delle quote a figli o nipoti.
- Forma: atto pubblico dal notaio, a pena di nullità.
- Chi partecipa: anche il coniuge e tutti i futuri legittimari, che vengono liquidati o rinunciano.
- Stabilità: niente collazione né riduzione alla morte dell'imprenditore.
- Fisco: esente se l'impresa prosegue o il controllo è mantenuto per cinque anni.
Che cos'è e a che cosa serve
«È patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l'imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti.»
Il patto nasce per risolvere un problema classico del passaggio generazionale: l'imprenditore vuole lasciare l'azienda al figlio che la porta avanti, ma alla sua morte gli altri figli potrebbero chiedere la collazione o agire in riduzione per la lesione della legittima, mettendo a rischio l'impresa. Con il patto la divisione si fa subito, d'accordo con tutti, e diventa definitiva. Si possono trasferire l'azienda individuale o le partecipazioni in società, compatibilmente con le regole dell'impresa familiare e con quelle dello statuto, per esempio le clausole di gradimento o prelazione. Il contratto va fatto per atto pubblico, a pena di nullità (art. 768-ter).
Chi partecipa e come si liquidano gli altri
| Soggetto | Ruolo | Norma |
|---|---|---|
| Imprenditore o titolare delle quote | Trasferisce l'azienda o le partecipazioni | Art. 768-bis |
| Discendenti assegnatari | Ricevono l'azienda o le quote e liquidano gli altri | Art. 768-quater |
| Coniuge e altri futuri legittimari | Partecipano e ricevono una somma pari al valore della loro quota di legittima, o rinunciano; possono ricevere anche beni in natura | Art. 768-quater |
| Legittimari sopravvenuti o non partecipanti | Alla successione chiedono la somma con gli interessi legali | Art. 768-sexies |
La liquidazione si calcola sul valore di quanto trasferito, applicando le quote di legittima previste dagli artt. 536 e seguenti; le parti possono concordare che avvenga in natura, e i beni assegnati agli altri partecipanti sono imputati alla loro legittima, anche con un contratto successivo collegato al primo. Quanto ricevuto con il patto non è soggetto a collazione né a riduzione (art. 768-quater, c. 4): è questo il vantaggio principale. Sulle quote di riserva si veda la pagina su legittima e quota disponibile.
Le imposte
Il trasferimento dell'azienda o delle partecipazioni ai discendenti tramite patto di famiglia non è soggetto all'imposta di donazione, a condizione che gli assegnatari proseguano l'attività d'impresa per almeno cinque anni o, per le quote di società di capitali, che acquisiscano o integrino il controllo e lo mantengano per cinque anni; nell'atto va resa una dichiarazione di impegno, e il mancato rispetto delle condizioni fa decadere dal beneficio, con imposta ordinaria, sanzione e interessi (art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990). Le somme che gli assegnatari pagano ai fratelli o al coniuge non assegnatari, secondo la Cassazione, si tassano come donazione dell'imprenditore a loro favore, con l'aliquota e la franchigia proprie del rapporto con il disponente (Cass. 29506/2020), e non come donazione tra fratelli.
Impugnazione, scioglimento e liti
Il patto può essere impugnato dai partecipanti per vizi del consenso, cioè errore, violenza o dolo, entro un anno (art. 768-quinquies); il mancato rispetto dei diritti dei legittimari non partecipanti è anch'esso motivo di impugnazione (art. 768-sexies). Si può sciogliere o modificare solo con un nuovo contratto tra le stesse persone e con la stessa forma, oppure con il recesso, se è previsto nel contratto, tramite dichiarazione certificata da un notaio (art. 768-septies). Per le liti sui patti di famiglia la mediazione è condizione di procedibilità prima della causa (art. 5 D.Lgs. 28/2010). Per pianificare il passaggio generazionale si vedano anche le pagine sulla holding di famiglia e sul testamento dal notaio.
- Far stimare l'azienda o le quote da un professionista indipendente.
- Individuare tutti i legittimari attuali: coniuge, figli, discendenti dei figli premorti.
- Concordare la liquidazione, in denaro o in natura, o le rinunce.
- Verificare statuto e patti della società per le clausole sul trasferimento delle quote.
- Rispettare per cinque anni le condizioni dell'esenzione fiscale.
Domande frequenti
Chi deve partecipare al patto di famiglia?
I fratelli che non ricevono l'azienda che cosa ottengono?
Il patto di famiglia si paga come una donazione?
Si può tornare indietro dopo aver firmato?
Fonti normative
- Art. 768-bis c.c. — Nozione del patto di famiglia
- Art. 768-quater c.c. — Partecipazione e liquidazione
- Art. 768-sexies c.c. — Legittimari non partecipanti
- Art. 768-septies c.c. — Scioglimento
- Art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990 — Esenzione per aziende e partecipazioni
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Successioni ed ereditàLa legittima: le quote riservate a coniuge e figliLegittimari e quote in tabella, quota disponibile, riunione fittizia e calcolo della lesione, azione di riduzione (10 anni), la riforma 2025 sui beni donati e venduti, rinuncia e imputazione.
- Successioni ed ereditàL'azione di riduzione: recuperare la legittima lesaChi può agire e contro chi, l'ordine (prima il testamento, poi le donazioni), la prova, i 10 anni e da quando decorrono, la tutela dal 2025 di chi compra beni donati.
- Successioni ed ereditàLa collazione: le donazioni ricevute in vita si scalano dall'ereditàArtt. 737-751 c.c.: chi deve conferire, dispensa, collazione in natura o per imputazione, denaro e casa comprata ai figli, spese escluse, comodato, unione civile.
- ContrattiLa donazione: forma, revoca, rischi per chi compraLa donazione: atto pubblico con due testimoni, donazione di modico valore, revoca per ingratitudine e sopravvenienza di figli, riduzione e riforma 2025.
- Costituire e gestire una societàL'impresa familiare (art. 230-bis c.c.)Chi ne fa parte (anche il convivente dopo Corte cost. 148/2024), mantenimento, utili e incrementi in proporzione al lavoro, decisioni, liquidazione, prelazione, prova.
- Costituire e gestire una societàHolding e società tra professionisti (STP)Holding: dividendi tassati al 5% e PEX al 95% (DL 38/2026), rischi di comodo e abuso. STP: art. 10 L. 183/2011, due terzi ai professionisti, conferimenti neutri.
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