Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Per una causa di valore compreso tra 5.200 e 26.000 euro il contributo unificato in primo grado è di 237 euro, a cui si aggiungono 27 euro di anticipazione forfettaria per le notifiche d'ufficio. In appello l'importo aumenta della metà (355,50 euro più 27), in Cassazione raddoppia (474 euro) più l'imposta fissa di registro. Se perdi integralmente un'impugnazione, paghi di nuovo lo stesso importo.
Lo anticipa la parte che si costituisce per prima, cioè di regola chi propone la domanda: quindi tu. Il convenuto non paga nulla se si limita a difendersi, ma versa un contributo autonomo se propone domanda riconvenzionale o chiama un terzo. Alla fine il contributo entra nelle spese di lite che il giudice pone a carico di chi perde: se vinci lo recuperi con la sentenza, se la controparte è solvibile.
Fai attenzione a dichiarare il valore nelle conclusioni dell'atto: senza dichiarazione si applica lo scaglione massimo, 1.686 euro. Gli importi salgono della metà se il difensore non indica la PEC o manca il codice fiscale. Se sei ammesso al patrocinio a spese dello Stato non anticipi nulla. Trovi tutti i dettagli nella guida completa Il contributo unificato e gli altri costi vivi del processo: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.