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GuidaDiritto civile · Contratti

I prestiti tra privati e come farsi restituire i soldi

Soldi prestati al fratello per la casa, all'amico in difficoltà, al figlio per avviare un'attività: spesso senza nulla di scritto, e poi la restituzione non arriva. Per recuperarli bisogna dimostrare non solo di aver consegnato il denaro, ma anche che era un prestito da restituire e non un regalo. La giurisprudenza ammette molte prove, dalla causale del bonifico ai messaggi in chat, e un regalo di valore non modico, senza atto pubblico, non vale. Questa pagina spiega come si prova il prestito, che cosa succede senza un termine, gli interessi, e come si agisce.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 2 min

In breve

  • Da provare: la consegna del denaro e l'obbligo di restituirlo.
  • Prove utili: causale del bonifico, messaggi, scritture, testimoni.
  • Regalo: se non è di modico valore serve l'atto pubblico, altrimenti non vale.
  • Senza termine: lo fissa il giudice; con le rate, una rata saltata fa scadere tutto.
  • Come si agisce: messa in mora, poi decreto ingiuntivo o causa; prescrizione di dieci anni.

Che cosa bisogna dimostrare

Art. 1813 c.c.

«Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.»

ElementoCome si provaFonte
Consegna del denaroBonifico, assegno, ricevuta, estratti contoCass. 16074/2024
Obbligo di restituireScrittura, causale del bonifico, messaggi, silenzio del ricevente sul titoloCass. 8829/2023
Chat e SMSProva documentale, anche con screenshot, se non contestati in modo credibileArt. 2712 c.c.; Cass. 1254/2025
TestimoniAmmessi oltre i limiti di valore se c'è un principio di prova scrittaArtt. 2721 e 2724 c.c.

Chi chiede la restituzione deve provare non solo di aver dato il denaro, ma anche il titolo che obbliga a restituirlo (Cass. 35959/2021); se però chi ha ricevuto non indica alcuna ragione per trattenerlo, il giudice deve valutare con cautela il rigetto della domanda (Cass. 27372/2021). La difesa più frequente è che si trattasse di un regalo: ma una donazione di denaro non di modico valore, anche fatta con un bonifico, richiede l'atto pubblico a pena di nullità (artt. 782-783 c.c.; Cass. 18725/2017 e 32677/2024; si veda la pagina sulla donazione).

Termine, interessi e azione

Se manca un termine, o si era detto che l'altro avrebbe restituito «quando potrà», lo fissa il giudice (art. 1817); con la restituzione a rate, il mancato pagamento anche di una sola rata consente di chiedere tutto (art. 1819). Gli interessi sono dovuti salvo diversa volontà delle parti, al tasso legale se non determinati, e la clausola usuraria è nulla (art. 1815). Il primo passo è una messa in mora scritta, che fa decorrere gli interessi e interrompe la prescrizione di dieci anni; con una prova scritta si può chiedere un decreto ingiuntivo, altrimenti serve una causa ordinaria.

  1. Raccogliere le prove della consegna: bonifici, assegni, estratti conto.
  2. Raccogliere le prove dell'obbligo: messaggi, email, scritture, testimoni.
  3. Inviare una messa in mora con un termine per restituire.
  4. Proporre un accordo di rientro a rate, per iscritto.
  5. Agire in giudizio con decreto ingiuntivo o causa ordinaria.

Domande frequenti

Ho prestato soldi senza scrittura: come dimostro il prestito?
Bisogna provare due cose: di aver consegnato il denaro e che l'altro si era impegnato a restituirlo (Cass. 16074/2024). La prova dell'obbligo può venire anche da presunzioni, come la causale del bonifico che indica un prestito e il fatto che chi ha ricevuto, quando gli è stata chiesta la restituzione, non abbia indicato alcun titolo per trattenere la somma (Cass. 8829/2023). Anche i messaggi WhatsApp e gli SMS valgono come prova documentale se non sono contestati in modo credibile (art. 2712 c.c.; Cass. 1254/2025).
Lui dice che era un regalo: come si risponde?
Un regalo di denaro che non sia di modico valore, rispetto anche alle condizioni economiche di chi dona, è una donazione che richiede l'atto pubblico a pena di nullità (artt. 782 e 783 c.c.). Per la Cassazione anche il trasferimento con operazione bancaria fatto per liberalità è una donazione soggetta a questa forma (Cass. 18725/2017 e 32677/2024). Senza atto pubblico il «regalo» non è valido e il denaro va restituito; resta però da provare che si trattasse davvero di un prestito o comunque di una dazione senza causa.
Non abbiamo fissato una data per la restituzione: quando posso chiederli indietro?
Se il termine non è stato fissato, o se si era detto che avrebbe restituito «quando potrà», lo stabilisce il giudice tenendo conto delle circostanze (art. 1817 c.c.). Se era prevista una restituzione a rate e anche una sola rata non viene pagata, si può chiedere subito tutto (art. 1819). Il diritto si prescrive in dieci anni, e ogni richiesta scritta di restituzione interrompe la prescrizione.
Posso chiedere gli interessi?
Sì, salvo che il prestito fosse gratuito per volontà delle parti: gli interessi sono dovuti e, se non sono stati determinati, si applica il tasso legale (art. 1815 c.c.). Se sono stati pattuiti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi. In ogni caso dal momento della messa in mora sono dovuti gli interessi moratori (art. 1224).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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