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GuidaDiritto civile · Risarcimento del danno

Infortunio sul lavoro: il danno differenziale oltre l'INAIL

Dopo un infortunio sul lavoro l'INAIL paga un indennizzo, ma quasi mai copre tutto il danno: il danno morale, le lesioni sotto il 6%, la parte di danno biologico che supera le tabelle INAIL restano scoperti. Questa differenza può essere chiesta al datore di lavoro, se l'infortunio dipende dalla violazione delle regole di sicurezza. Questa pagina spiega come funziona l'esonero del datore, come si calcola il danno differenziale, che cosa deve provare il lavoratore, quando la condotta del lavoratore esclude la responsabilità e che cosa fa l'INAIL con il regresso.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Esonero: l'INAIL copre il datore, salvo che l'infortunio derivi da un reato.
  • Differenziale: la parte di danno che supera l'indennizzo INAIL.
  • Complementare: i danni che l'INAIL non copre, come il morale, per intero.
  • Prova: il lavoratore prova danno e nesso, il datore le cautele adottate.
  • Prescrizione: dieci anni per l'azione contrattuale verso il datore.

L'esonero del datore e i suoi limiti

Art. 10 DPR 1124/1965

«L'assicurazione a norma del presente decreto esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro. Nonostante l'assicurazione predetta permane la responsabilità civile a carico di coloro che abbiano riportato condanna penale per il fatto dal quale l'infortunio è derivato. […] Quando si faccia luogo a risarcimento, questo è dovuto solo per la parte che eccede le indennità liquidate a norma degli articoli 66 e seguenti.»

Il fatto di reato, di solito le lesioni colpose con violazione delle norme antinfortunistiche, può essere accertato anche dal giudice civile (si veda la pagina sull'infortunio sul lavoro). L'INAIL indennizza il danno biologico dal 6%: in capitale fino al 15%, con una rendita dal 16% (art. 13 D.Lgs. 38/2000).

Come si calcola

VoceChe cosa spetta dal datoreRiferimento
Danno biologico dal 6%La differenza tra risarcimento civile e indennizzo INAIL per la stessa voceCass. 30293/2023
Danno biologico sotto il 6%Per intero: l'INAIL non lo indennizzaArt. 13 D.Lgs. 38/2000
Danno morale e altri danni non indennizzatiPer intero, se provati: si detrae solo ciò che l'INAIL ha indennizzato per la stessa voceCass. 30293/2023
Danno patrimonialeLa parte non coperta dalla quota di rendita per le conseguenze patrimonialiArt. 10 DPR 1124/1965
Rendita INAILSi sottrae il valore capitalizzatoCass. 22862/2016

Il giudice deve procedere al calcolo del danno differenziale anche d'ufficio, perché l'indennizzo INAIL non è di per sé integralmente satisfattivo (Cass. 9166/2017). Il danno biologico si liquida con le tabelle civilistiche. Se l'infortunio è causato da un terzo, per esempio in un incidente stradale in itinere, dal risarcimento dovuto dal terzo si detrae la rendita INAIL per la stessa perdita (Cass. SU 12566/2018).

La responsabilità del datore e il regresso

L'azione si fonda sull'art. 2087 c.c.: il lavoratore prova il danno, la nocività delle condizioni di lavoro e il nesso; il datore deve provare di aver adottato tutte le cautele necessarie (Cass. 21714/2025). La colpa del lavoratore non esonera il datore, salvo condotta abnorme o rischio elettivo (Cass. 9120/2024 e 13120/2025). L'INAIL recupera dal datore responsabile quanto ha pagato con il regresso (art. 11 DPR 1124/1965), entro il limite dei danni patrimoniali dovuti al lavoratore (Cass. 26654/2023). L'azione contrattuale si prescrive in dieci anni (art. 2946 c.c.). Si veda anche la pagina sugli obblighi di sicurezza del datore.

  1. Denunciare l'infortunio e ottenere l'indennizzo INAIL.
  2. Conservare referti, verbali ispettivi e testimonianze sul fatto.
  3. Far valutare il danno da un medico legale con i criteri civilistici.
  4. Calcolare la differenza voce per voce rispetto all'indennizzo.
  5. Chiedere al datore e alla sua assicurazione il danno differenziale e complementare.

Domande frequenti

Ho già ricevuto l'indennizzo INAIL: posso chiedere altro al datore di lavoro?
Sì, se l'infortunio dipende da una violazione delle regole di sicurezza che costituisce reato, accertabile anche dal giudice civile: il datore deve la parte di danno che eccede l'indennizzo INAIL (art. 10 DPR 1124/1965), cioè il danno differenziale, e per intero i danni che l'INAIL non copre, come il danno morale. Il giudice deve fare il calcolo anche d'ufficio (Cass. 9166/2017).
Come si calcola il danno differenziale?
Si liquida il danno secondo le regole civilistiche e si sottrae l'indennizzo INAIL solo per le stesse voci di danno che l'INAIL ha indennizzato, non per categorie generiche (Cass. 30293/2023). Se l'INAIL paga una rendita, si sottrae il suo valore capitalizzato (art. 10 DPR 1124/1965; Cass. 22862/2016). Le lesioni sotto il 6% non sono indennizzate dall'INAIL (art. 13 D.Lgs. 38/2000) e si risarciscono per intero.
Che cosa devo provare contro il datore di lavoro?
Il danno, la nocività dell'ambiente o delle condizioni di lavoro e il nesso causale; il datore deve dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie (Cass. 21714/2025). Basta allegare le condizioni di lavoro e le condotte inadempienti, senza indicare le singole norme violate (Cass. 19375/2025).
Se l'incidente è colpa mia il datore non paga?
Il datore deve prevenire anche i rischi derivanti da negligenza, imprudenza o imperizia del lavoratore. È esonerato solo se la condotta del lavoratore è abnorme, imprevedibile ed esorbitante rispetto al lavoro e alle direttive (Cass. 9120/2024), o se si tratta di rischio elettivo, cioè di una scelta personalissima estranea all'attività lavorativa (Cass. 13120/2025).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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