Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Sì, il codice civile prevede tre modi per risolvere il contratto senza andare dal giudice. Il più usato è la diffida ad adempiere (art. 1454 c.c.): una lettera scritta con cui intimi di adempiere entro un termine non inferiore a quindici giorni, dichiarando che, se il termine scade inutilmente, il contratto s'intenderà risolto. Devono esserci entrambi gli elementi, termine e avvertimento: un semplice sollecito non basta.
Gli altri due casi sono la clausola risolutiva espressa, se il contratto la prevede per quella specifica obbligazione (basta dichiarare di volersene avvalere), e il termine essenziale, quando la data di consegna era essenziale per te: in quel caso il contratto si intende risolto di diritto, salvo che tu comunichi entro tre giorni di volere comunque l'esecuzione.
Ricorda che la risoluzione richiede un inadempimento di non scarsa importanza. Una volta risolto il contratto scattano le restituzioni e puoi chiedere il risarcimento del danno, che comprende la perdita subita e il mancato guadagno. La lettera, inviata con raccomandata o PEC, interrompe anche la prescrizione, che di regola è di dieci anni. Se poi si arriva in causa, il giudice verificherà che la diffida fosse regolare.
Trovi tutti i dettagli nella guida completa Inadempimento e risoluzione del contratto: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.