In breve
- Srl e spa: la quota passa agli eredi, che diventano soci, salvo diverse clausole dello statuto.
- Clausole di gradimento troppo rigide danno agli eredi il diritto di recesso con rimborso al valore di mercato.
- Snc e sas: gli eredi hanno diritto alla liquidazione in denaro, salvo continuazione o scioglimento.
- Liquidazione: valore alla data della morte, pagamento entro sei mesi.
- Imposta di successione: esenzione per quote di controllo a figli e coniuge mantenute per cinque anni.
Nella srl: gli eredi diventano soci
«Le partecipazioni sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte, salvo contraria disposizione dell'atto costitutivo. Qualora l'atto costitutivo preveda l'intrasferibilità delle partecipazioni o ne subordini il trasferimento al gradimento di organi sociali, di soci o di terzi senza prevederne condizioni e limiti, o ponga condizioni o limiti che nel caso concreto impediscono il trasferimento a causa di morte, il socio o i suoi eredi possono esercitare il diritto di recesso ai sensi dell'articolo 2473.»
Alla morte del socio la quota entra nell'eredità. Gli eredi che accettano ne diventano titolari e, finché l'eredità non è divisa, la possiedono in comproprietà: i diritti di socio (voto, informazione, utili) vengono esercitati da un rappresentante comune, nominato a maggioranza secondo le regole della comunione (art. 2468 c.c.). Per essere legittimati verso la società, gli eredi chiedono il deposito al registro delle imprese, presentando la documentazione della successione (art. 2470).
Lo statuto può limitare l'ingresso degli eredi, ma non imprigionarli: se prevede l'intrasferibilità, un gradimento senza condizioni o limiti che impediscono in concreto il trasferimento, gli eredi possono recedere e ottenere il rimborso della quota al valore di mercato, entro 180 giorni (art. 2473). Il recesso può essere escluso al massimo per due anni dalla costituzione della società o dalla sottoscrizione della quota. Nella spa le clausole di gradimento sul trasferimento a causa di morte sono inefficaci se non prevedono un obbligo di acquisto della società o degli altri soci, oppure il recesso (art. 2355-bis c.c.).
Nelle società di persone: la liquidazione agli eredi
| Scelta dei soci superstiti | Effetto per gli eredi | Norma |
|---|---|---|
| Liquidare la quota (regola) | Credito in denaro pari al valore della quota alla data della morte, da pagare entro sei mesi | Artt. 2284 e 2289 c.c. |
| Continuare con gli eredi | Gli eredi diventano soci solo se acconsentono | Art. 2284 c.c. |
| Sciogliere la società | Gli eredi partecipano al riparto di liquidazione | Art. 2284 c.c. |
| Socio accomandante di sas | La quota si trasmette agli eredi | Art. 2322 c.c. |
Nella snc e nell'accomandatario di sas la responsabilità illimitata impedisce che qualcuno diventi socio senza volerlo: la regola è che i superstiti liquidino la quota. Il valore si calcola sulla situazione patrimoniale della società al giorno della morte, tenendo conto delle operazioni in corso, e spetta ai soci superstiti dimostrarlo con le scritture contabili, perché sono loro ad averle (Cass. 5809/2001). Il credito non si divide automaticamente tra gli eredi, ma entra nella comunione ereditaria (Cass. 13163/2024). Se la società aveva solo due soci, il superstite ha sei mesi per ricostituire la pluralità, altrimenti la società si scioglie alla scadenza del semestre (art. 2272 n. 4; Cass. 9346/2018).
Il contratto sociale può prevedere una clausola di continuazione, anche automatica: è valida, per esempio, quella che trasmette all'erede la qualità di accomandatario, purché non gli trasmetta anche il ruolo di amministratore (Cass. 15395/2013). Attenzione alle clausole arbitrali: se non estendono espressamente l'arbitrato agli eredi, questi, estranei alla società, possono chiedere la liquidazione al giudice ordinario (Cass. 2164/2023).
Le imposte e la pianificazione
La quota va indicata nella dichiarazione di successione. I trasferimenti di quote e azioni a favore di discendenti e coniuge, anche con patto di famiglia, sono esenti dall'imposta quando, per le società di capitali, con quelle partecipazioni l'erede acquisisce o integra il controllo e lo mantiene per almeno cinque anni, dichiarandolo nella successione (art. 3, c. 4-ter, D.Lgs. 346/1990; dal 2027 la disciplina passa nel testo unico delle imposte indirette, D.Lgs. 123/2025). Chi vuole governare il passaggio in vita può usare il patto di famiglia, clausole statutarie di prelazione, di consolidamento o di continuazione, o patti tra soci con obbligo di acquisto: sono strumenti da costruire prima, perché dopo la morte decidono statuto e legge.
- Leggere statuto e patti: gradimento, prelazione, continuazione, arbitrato.
- Nominare il rappresentante comune degli eredi per esercitare i diritti di socio.
- Chiedere l'iscrizione al registro delle imprese con la documentazione della successione.
- Nelle società di persone, chiedere per iscritto la liquidazione e i documenti contabili.
- Valutare l'esenzione fiscale e l'impegno quinquennale prima di presentare la successione.
Domande frequenti
Gli eredi di un socio di srl diventano soci?
Lo statuto dice che gli eredi entrano solo con il gradimento degli altri soci: che cosa possono fare?
Il socio di una snc è morto: gli eredi entrano in società?
Sulle quote ereditate si paga l'imposta di successione?
Fonti normative
- Art. 2469 c.c. — Trasferimento delle partecipazioni (srl)
- Art. 2284 c.c. — Morte del socio
- Art. 2289 c.c. — Liquidazione della quota del socio uscente
- Art. 2355-bis c.c. — Limiti alla circolazione delle azioni
- Art. 3 D.Lgs. 346/1990 — Trasferimenti non soggetti all'imposta
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