In breve
- Turbativa d'asta: alterare una gara pubblica con collusioni, doni, minacce o frodi.
- Scelta del contraente: condizionare il bando prima della gara.
- Pene: reclusione da 6 mesi a 5 anni e multa; più grave per chi dirige la gara.
- Affidamenti diretti: reato solo se c'è un confronto tra offerte.
- Estorsione: in concorso se si minaccia un concorrente e gli si toglie una seria possibilità.
Le due figure di reato
«Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da euro 103 a euro 1.032.»
| Reato | Condotta | Pena |
|---|---|---|
| Turbativa d'asta (art. 353) | Impedire o turbare la gara, o allontanare gli offerenti, dopo il bando | Reclusione da 6 mesi a 5 anni e multa; da 1 a 5 anni per chi è preposto alla gara |
| Turbata scelta del contraente (art. 353-bis) | Turbare la redazione del bando o di un atto equivalente | Reclusione da 6 mesi a 5 anni e multa da 103 a 1.032 euro |
| Astensione dagli incanti (art. 354) | Non partecipare in cambio di denaro o altre utilità | Reclusione fino a 6 mesi o multa |
La linea di confine è la pubblicazione del bando: prima si applica l'art. 353-bis, anche se la condotta non incide poi sulla scelta; dopo si applica l'art. 353 (Cass. 24341/2025). Sono atti equivalenti al bando anche l'avviso di ricerca immobiliare e l'allegato tecnico che descrive il futuro contratto (Cass. 18241/2025 e 44700/2021), mentre non rientrano i concorsi per la nomina di dirigenti, che non scelgono un contraente (Cass. 21104/2024).
Affidamenti diretti, pericolo e altri reati
Negli affidamenti diretti il reato c'è solo se la procedura prevede comunque un confronto tra offerte, un segmento valutativo concorrenziale anche informale (Cass. 45709/2022). La turbativa è un reato di pericolo: basta che la condotta abbia inciso, anche potenzialmente, sul regolare svolgimento della gara (Cass. 24404/2024), anche tra l'aggiudicazione provvisoria e quella definitiva (Cass. 15772/2025); non basta la semplice cattiva gestione (Cass. 17876/2022). Chi con violenza o minaccia allontana un concorrente può rispondere anche di estorsione (Cass. SU 27256/2025). Spesso la turbativa si accompagna alla corruzione e coinvolge la responsabilità dell'ente; sul versante amministrativo, le irregolarità si contestano con il ricorso al TAR.
- Conservare i documenti di gara: bando, chiarimenti, verbali, offerte.
- Annotare contatti e pressioni ricevuti da concorrenti o funzionari.
- Segnalare le anomalie alla stazione appaltante e all'ANAC.
- Presentare denuncia se ci sono collusioni o minacce.
- Valutare il ricorso amministrativo contro gli atti della gara.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra turbativa d'asta e turbata libertà di scelta del contraente?
Il reato c'è anche negli affidamenti diretti?
Serve che la gara sia stata davvero falsata?
Chi minaccia un concorrente per farlo ritirare commette anche estorsione?
Fonti normative
- Art. 353 c.p. — Turbata libertà degli incanti
- Art. 353-bis c.p. — Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente
- Art. 354 c.p. — Astensione dagli incanti
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
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