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GuidaDiritto amministrativo · Appalti pubblici

L'esclusione dalla gara: cause automatiche e non automatiche

Il codice del 2023 divide le cause di esclusione in due liste chiuse: quelle automatiche dell'art. 94, dove la stazione appaltante non ha margini, e quelle non automatiche dell'art. 95, dove deve motivare, con l'illecito professionale grave tipizzato dall'art. 98. In molti casi l'impresa può evitare l'esclusione dimostrando le misure di self-cleaning; contro l'esclusione c'è il ricorso al TAR in trenta giorni.

Verificato il 20 settembre 2026Lettura: 7 min

In breve

  • Le cause di esclusione sono tassative: automatiche (art. 94) e non automatiche (art. 95), con l'illecito professionale grave tipizzato dall'art. 98; il bando non può aggiungerne.
  • Automatiche: condanne definitive per i reati elencati, antimafia, sanzioni interdittive, liquidazione giudiziale o concordato senza autorizzazione, false dichiarazioni nel casellario ANAC, debiti fiscali definitivi oltre 5.000 euro, DURC irregolare.
  • Non automatiche: sicurezza e lavoro, conflitto di interesse, unico centro decisionale, illecito professionale grave, debiti fiscali non definitivi oltre il 10% e 35.000 euro; servono prova e motivazione.
  • Self-cleaning (art. 96): risarcimento, collaborazione, misure organizzative, comunicati con l'offerta; le cause dell'art. 95 rilevano per 3 anni.
  • Soccorso istruttorio (art. 101) per la documentazione amministrativa, mai per l'offerta; contro l'esclusione, ricorso al TAR entro 30 giorni.

Le cause automatiche (art. 94)

Art. 94, comma 6, D.Lgs. 36/2023 — Cause di esclusione automatica

«È inoltre escluso l'operatore economico che ha commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti. Costituiscono gravi violazioni definitivamente accertate quelle indicate nell'allegato II.10. Il presente comma non si applica quando l'operatore economico ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte o i contributi previdenziali dovuti, compresi eventuali interessi o sanzioni, oppure quando il debito tributario o previdenziale sia comunque integralmente estinto, purché l'estinzione, il pagamento o l'impegno si siano perfezionati anteriormente alla scadenza del termine di presentazione dell'offerta».

Causa automaticaChe cosa serveQuanto dura
Condanna definitiva o decreto penale irrevocabile per associazione per delinquere e mafiosa, corruzione e reati contro la PA, false comunicazioni sociali, frode UE, terrorismo, riciclaggio, tratta, o altro delitto con incapacità di contrattare (c. 1)Sentenza definitiva verso l'impresa (231) o i soggetti del c. 3: titolare, soci di s.n.c. e accomandatari, amministratori con rappresentanza, organi di controllo, direttore tecnico, socio unico, amministratore di fattoDurata della pena accessoria; se non fissata: perpetua, 7 anni o 5 anni, o pari alla pena principale se più breve (art. 96, c. 8-9)
Antimafia: decadenze e divieti dell'art. 67 D.Lgs. 159/2011, tentativo di infiltrazione (c. 2)Comunicazione o informazione antimafia; non opera se l'impresa è ammessa al controllo giudiziario prima dell'aggiudicazioneFinché dura la misura
Sanzione interdittiva 231 o altro divieto di contrattare, compresi i provvedimenti dell'art. 14 D.Lgs. 81/2008 (c. 5, a)Provvedimento in vigoreDurata della sanzione
Mancata certificazione o dichiarazione sul collocamento dei disabili (L. 68/1999) e, nei progetti PNRR, mancato rapporto sulle pari opportunità (c. 5, b-c)Omissione al momento dell'offertaLa gara
Liquidazione giudiziale, liquidazione coatta, concordato preventivo o procedura in corso (c. 5, d)Salvo autorizzazione del tribunale alla partecipazione (art. 95 CCII) entro l'aggiudicazioneFinché dura la procedura
Iscrizione nel casellario ANAC per false dichiarazioni in gara, nel subappalto o per la qualificazione (c. 5, e-f)Iscrizione disposta dall'ANAC per dolo o colpa graveFino a 2 anni (art. 96, c. 15)
Violazioni fiscali e contributive gravi e definitive (c. 6)Omesso pagamento oltre 5.000 euro (art. 48-bis D.P.R. 602/1973) accertato con atto non più impugnabile; irregolarità ostative al DURCFinché non si paga o si rateizza prima della scadenza dell'offerta

La lista è chiusa: il codice del 2023 ha voluto la tassatività delle cause di esclusione (art. 10), e le clausole del bando che ne aggiungono altre sono nulle, mentre restano i requisiti di ordine speciale dell'art. 100 (idoneità professionale, capacità economica e tecnica), la cui mancanza esclude a sua volta. Per le condanne conta la sentenza definitiva e il reato deve rientrare nell'elenco; non escludono più, come prima, i reati depenalizzati, quelli estinti o dopo la riabilitazione (art. 95, c. 3). Il fascicolo virtuale dell'operatore economico e le banche dati sostituiscono le autocertificazioni: la stazione appaltante verifica lì (art. 99) e non può chiedere documenti che già possiede.

Le cause non automatiche e l'illecito professionale (artt. 95 e 98)

Art. 98, comma 2, D.Lgs. 36/2023 — Illecito professionale grave

«L'esclusione di un operatore economico ai sensi dell'articolo 95, comma 1, lettera e) è disposta e comunicata dalla stazione appaltante quando ricorrono tutte le seguenti condizioni: a) elementi sufficienti ad integrare il grave illecito professionale; b) idoneità del grave illecito professionale ad incidere sull'affidabilità e integrità dell'operatore; c) adeguati mezzi di prova di cui al comma 6».

  1. Le cinque ipotesi dell'art. 95, c. 1: gravi infrazioni accertate alle norme su sicurezza, lavoro, ambiente e contratti collettivi; conflitto di interesse non altrimenti risolvibile; distorsione della concorrenza da coinvolgimento nella preparazione della gara non risolvibile con misure meno intrusive; rilevanti indizi che più offerte vengano da un unico centro decisionale; illecito professionale grave.
  2. L'illecito professionale (art. 98) si desume solo dagli elementi tassativi del c. 3: sanzione esecutiva dell'AGCM o di altra autorità rilevante per l'oggetto dell'appalto; tentativi di influenzare la stazione appaltante o informazioni false o fuorvianti, anche per negligenza; carenze significative in un precedente contratto che ne hanno causato la risoluzione, la condanna al risarcimento o sanzioni comparabili; grave inadempimento verso i subappaltatori; intestazione fiduciaria non rimossa; omessa denuncia di concussione o estorsione mafiosa; contestazione dei reati dell'art. 94 o contestazione o accertamento di abusivo esercizio della professione, bancarotta, reati tributari, societari, contro l'industria e il commercio, urbanistici (per lavori e progettazione) e reati 231. Ogni elemento ha il suo mezzo di prova tipizzato (c. 6), e la gravità si valuta sul bene leso, sull'entità e sul tempo trascorso, anche alla luce delle modifiche organizzative (c. 4).
  3. I debiti fiscali non definitivi (art. 95, c. 2, e allegato II.10): esclusione possibile solo se l'importo, senza sanzioni e interessi, è pari o superiore al 10 per cento del valore dell'appalto (del lotto, o della prestazione del singolo membro del raggruppamento) e comunque ad almeno 35.000 euro, l'atto è stato impugnato nei termini, e non ci sono sospensioni o sentenze favorevoli; anche qui il pagamento, l'impegno vincolante o la compensazione con crediti certificati prima della scadenza dell'offerta salvano.
  4. La motivazione: a differenza dell'art. 94, qui la stazione appaltante deve dimostrare i fatti «con mezzi adeguati», valutare l'affidabilità e motivare, ed è questo il terreno del ricorso: il TAR verifica la logicità della valutazione, non la sostituisce.
  5. La durata (art. 96, c. 10): le infrazioni in materia di lavoro e ambiente rilevano per tre anni dal fatto; conflitto di interesse, distorsione e unico centro decisionale solo per la gara; l'illecito professionale per tre anni dall'atto del pubblico ministero o dalla misura cautelare, dal provvedimento dell'AGCM o dal fatto, e l'impugnazione non sposta la decorrenza; chi tace un provvedimento vede il triennio decorrere da quando la stazione appaltante lo scopre.

Self-cleaning, soccorso istruttorio, ricorso

Salvo che per le violazioni fiscali e contributive, l'operatore può evitare l'esclusione con il self-cleaning (art. 96): dimostra di aver risarcito o di essersi impegnato a risarcire il danno, di aver chiarito i fatti collaborando con le autorità e di aver adottato provvedimenti tecnici, organizzativi e sul personale idonei a prevenire nuovi illeciti; se la causa esisteva prima dell'offerta la comunica con l'offerta, provando le misure o l'impossibilità di adottarle in tempo, se sopravviene comunica le misure appena adottate, e la stazione appaltante che le ritiene insufficienti o tardive deve dirne le ragioni; nessun rinvio dell'aggiudicazione è ammesso per questo. Nei raggruppamenti il rimedio è l'estromissione o la sostituzione del membro colpito, senza modificare sostanzialmente l'offerta (art. 97). L'omessa comunicazione di fatti rilevanti non è più un'esclusione automatica, ma pesa nella valutazione dell'affidabilità (art. 96, c. 14), mentre le false dichiarazioni con dolo o colpa grave portano all'iscrizione nel casellario ANAC fino a due anni (c. 15). Il soccorso istruttorio (art. 101) copre la documentazione amministrativa (domanda, DGUE, garanzia provvisoria e avvalimento di data certa anteriore), con un termine da 5 a 10 giorni, e non tocca l'offerta tecnica ed economica, per le quali sono ammessi chiarimenti e la rettifica dell'errore materiale chiesta dal concorrente prima dell'apertura. Il provvedimento di esclusione è comunicato entro cinque giorni (art. 90) e si impugna al TAR con il rito degli appalti entro trenta giorni (art. 120 c.p.a.), con l'accesso agli atti per conoscere le ragioni e, se l'esclusione era illegittima e la gara è finita, il risarcimento. In pratica, la partita si gioca prima: verificare il proprio fascicolo virtuale, il DURC e i carichi pendenti degli amministratori, dichiarare i fatti scomodi con le misure adottate, e rispondere ai soccorsi istruttori nel termine; l'esclusione taciuta è quasi sempre peggio di quella dichiarata.

Domande frequenti

Ho una cartella esattoriale non pagata: sono escluso?

Dipende da quanto e da quanto è definitiva. Se il debito fiscale è definitivamente accertato (cartella non impugnata nei termini o sentenza passata in giudicato) e supera 5.000 euro, l'esclusione è automatica (art. 94, c. 6, e allegato II.10), a meno che prima della scadenza per presentare l'offerta l'impresa abbia pagato o ottenuto una rateizzazione. Se invece l'atto è stato impugnato tempestivamente, la stazione appaltante può escludere solo se l'importo, senza sanzioni e interessi, è pari o superiore al 10 per cento del valore dell'appalto e comunque ad almeno 35.000 euro, e non c'è sospensione né sentenza favorevole (art. 95, c. 2). Per i contributi vale il DURC: irregolare, esclusione automatica.

Un amministratore ha un procedimento penale pendente: l'azienda è esclusa?

Non automaticamente. L'esclusione automatica richiede una condanna definitiva o un decreto penale irrevocabile per i reati elencati nell'art. 94 (mafia, corruzione, riciclaggio, frode e altri). Una contestazione non ancora definitiva per quegli stessi reati, o per i reati fallimentari, tributari, societari, urbanistici e 231 elencati nell'art. 98, c. 3, lett. g) e h), può però integrare l'illecito professionale grave: la stazione appaltante deve valutare in concreto la gravità e l'affidabilità e motivare, e l'impresa può opporre le misure di self-cleaning. La rilevanza dura tre anni dall'atto del pubblico ministero o dalla misura cautelare (art. 96, c. 10), anche se impugnati.

Che cosa è il self-cleaning e quando funziona?

È la prova, che l'operatore fornisce alla stazione appaltante, di aver risarcito o essersi impegnato a risarcire il danno, di aver chiarito i fatti collaborando con le autorità e di aver adottato misure tecniche, organizzative e sul personale idonee a prevenire nuovi illeciti (art. 96, c. 6). Se la causa esiste già quando si presenta l'offerta va comunicata insieme all'offerta, con la prova delle misure o dell'impossibilità di adottarle prima; se sopravviene, si comunica appena adottate le misure. Non vale per le violazioni fiscali e contributive né durante un'esclusione disposta con sentenza definitiva; nei raggruppamenti la misura tipica è sostituire o estromettere il mandante (art. 97).

Ho dimenticato un documento nella busta amministrativa: è esclusione?

No, se il documento riguarda la domanda di partecipazione o il DGUE: la stazione appaltante deve attivare il soccorso istruttorio e assegnare da 5 a 10 giorni per integrare o regolarizzare (art. 101), anche per la garanzia provvisoria e il contratto di avvalimento purché di data certa anteriore alla scadenza. Non si sanano l'offerta tecnica ed economica, per le quali sono ammessi solo chiarimenti che non ne modifichino il contenuto, né le carenze che rendono incerta l'identità del concorrente; chi non risponde nel termine è escluso.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • Appalti pubbliciIl codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023): la mappa per chi partecipaStruttura e principi (libri I-V; principio del risultato art. 1, della fiducia art. 2, dell'accesso al mercato art. 3; digitalizzazione con piattaforme certificate e fascicolo virtuale dell'operatore art. 24), soglie europee (art. 14, aggiornate dai regolamenti UE: dal 1° gennaio 2026 lavori e concessioni 5.404.000, forniture e servizi 140.000 per le amministrazioni centrali e 216.000 per le altre, 432.000 nei settori speciali, 750.000 servizi sociali), sotto soglia (art. 50: affidamento diretto lavori sotto 150.000 e servizi e forniture sotto 140.000; negoziata senza bando con almeno 5 operatori per lavori tra 150.000 e 1 milione e per servizi da 140.000 alla soglia, 10 operatori per lavori da 1 milione alla soglia; elenchi e indagini di mercato, no sorteggio; principio di rotazione art. 49), sopra soglia (procedura aperta art. 71 con 30 giorni, ristretta, competitiva con negoziazione, dialogo competitivo, negoziata senza bando art. 76 nei casi tassativi), fasi (art. 17: decisione di contrarre, termini dell'allegato I.3, offerta vincolante 180 giorni, aggiudicazione ed efficacia, stipula entro 60 giorni, stand still di 32 giorni art. 18), requisiti (generali: esclusione automatica art. 94 per condanne, antimafia, contributi e imposte definitivamente accertati; non automatica art. 95 per infrazioni gravi, conflitto di interessi, illecito professionale grave art. 98 con mezzi di prova tipizzati; speciali art. 100: idoneità, capacità economica e tecnica, SOA per i lavori; avvalimento e RTI), soccorso istruttorio, criteri di aggiudicazione (art. 108: offerta economicamente più vantaggiosa o prezzo; costi della manodopera; commissioni), offerte anomale, aggiudicazione e verifica, esecuzione (subappalto art. 119 senza limiti generali, modifiche art. 120, revisione prezzi obbligatoria art. 60, pagamenti in 30 giorni, penali, risoluzione), tutela (accesso agli atti art. 36, ricorso al TAR in 30 giorni con rito speciale art. 120 c.p.a., inefficacia del contratto, precontenzioso ANAC), sanzioni e casellario ANAC, correttivo D.Lgs. 209/2024, errori tipici delle imprese.
  • Appalti pubbliciIl ricorso al TAR negli appalti: 30 giorni, stand still, inefficacia del contrattoChe cosa si impugna e dove (art. 120 c.p.a.: atti delle procedure di affidamento e concessione, incarichi e concorsi di progettazione, provvedimenti ANAC; giurisdizione esclusiva del TAR competente per la sede della stazione appaltante, art. 133 lett. e; indicazione del CIG a pena di regolarizzazione), i termini (30 giorni per ricorso principale, incidentale e motivi aggiunti; decorrenza dalla comunicazione dell'art. 90 del codice o dalla messa a disposizione degli atti sulla piattaforma, art. 36; bando autonomamente lesivo dalla pubblicazione; affidamenti senza bando: 30 giorni dall'avviso di aggiudicazione motivato o 6 mesi dalla stipula; ricorso sull'oscuramento delle offerte entro 10 giorni, art. 36 c. 4; termini processuali dimezzati salvo quelli di notifica, art. 119), lo stand still (art. 18 D.Lgs. 36/2023: contratto non prima di 32 giorni dall'ultima comunicazione dell'aggiudicazione, con eccezioni per offerta unica, accordo quadro, sistema dinamico e sotto soglia; sospensione automatica dalla notifica dell'istanza cautelare fino alla decisione cautelare o alla sentenza di primo grado; notifica anche presso l'amministrazione se difesa dall'Avvocatura), il giudizio (definizione all'udienza cautelare o con sentenza semplificata in udienza entro 45 giorni dalla costituzione; cauzione fino allo 0,5% del valore per la cautelare; motivi aggiunti contro i nuovi atti senza contributo; deposito della sentenza entro 15 giorni, dispositivo se complessa; regole applicabili anche in appello), l'inefficacia del contratto (art. 121: obbligatoria per aggiudicazione senza bando quando prescritto, negoziata fuori dai casi, violazione dello stand still o della sospensione se ha influito; retroattiva o solo per il futuro; salve le esigenze imperative; art. 122: negli altri casi il giudice decide valutando interessi, chance del ricorrente, stato di esecuzione e domanda di subentro; art. 123 sanzioni alternative), la tutela (art. 124: aggiudicazione e subentro condizionati all'inefficacia; altrimenti risarcimento del danno provato, con il concorso di colpa di chi non ha chiesto il subentro; rivalsa della stazione appaltante contro l'operatore che ha causato l'esito illegittimo), costi e tempi (contributo unificato 2.000, 4.000 o 6.000 euro secondo il valore, art. 13 c. 6-bis lett. d D.P.R. 115/2002, aumentato della metà senza PEC o codice fiscale, dovuto in ogni caso dal soccombente; tempi: cautelare in 2-4 settimane, merito in 2-4 mesi, appello al Consiglio di Stato con termini dimezzati), gli errori (ricorso oltre i 30 giorni contando dall'accesso invece che dalla comunicazione; mancata impugnazione del bando lesivo; omessa domanda di inefficacia e subentro; notifica incompleta al controinteressato).
  • Reati contro la pubblica amministrazioneLa corruzione (artt. 318-322 c.p.): pene, corruttore, induzione, traffico di influenzeLe figure: corruzione per l'esercizio della funzione (art. 318: anche senza atto individuato, «a libro paga»), corruzione propria per atto contrario ai doveri d'ufficio (art. 319) e aggravanti (319-bis: impieghi, contratti, tributi), corruzione in atti giudiziari (319-ter: 6-12 anni, fino a 20 con condanna ingiusta), induzione indebita (319-quater: 6-10 anni e 6 mesi per il pubblico agente, fino a 3 anni per chi dà), incaricato di pubblico servizio (art. 320: pene ridotte fino a un terzo), il corruttore (art. 321: stesse pene), istigazione alla corruzione (art. 322: offerta o sollecitazione non accettata, pena ridotta di un terzo), concussione (art. 317: costrizione, 6-12 anni, il privato è vittima), traffico di influenze illecite (art. 346-bis dopo la L. 114/2024: 1 anno e 6 mesi-4 anni e 6 mesi, mediazione onerosa verso un reato), pene accessorie (317-bis: interdizione perpetua e incapacità di contrattare con la PA, temporanee fino a 2 anni di pena), confisca obbligatoria anche per equivalente (322-ter), attenuanti (323-bis: tenuità; collaborazione da un terzo a due terzi), prescrizione con aumento della metà (art. 161), riparazione pecuniaria (322-quater), arresto in flagranza, intercettazioni e agente sotto copertura, responsabilità dell'ente (D.Lgs. 231/2001), abuso d'ufficio abrogato e indebita destinazione (314-bis), differenze pratiche e difese.
  • Crisi d'impresa e liquidazione giudizialeIl codice della crisi d'impresa: la mappa degli strumentiLe definizioni (art. 2: crisi come probabilità di insolvenza con flussi di cassa inadeguati nei dodici mesi; insolvenza come incapacità di soddisfare regolarmente le obbligazioni; sovraindebitamento per consumatore, professionista, imprenditore minore e agricolo; impresa minore sotto 300.000 euro di attivo, 200.000 di ricavi e 500.000 di debiti), i doveri (art. 3 e 2086 c.c.: assetti adeguati per rilevare la crisi; segnali: retribuzioni scadute da 30 giorni oltre metà del monte mensile, fornitori scaduti da 90 giorni oltre i non scaduti, banche oltre 60 giorni per almeno il 5%; segnalazioni dei creditori pubblici, art. 25-novies: INPS oltre 90 giorni e 15.000 euro o 30%, INAIL 5.000, IVA oltre 5.000 e 10% del volume d'affari o comunque 20.000, Riscossione 100.000, 200.000 o 500.000; responsabilità degli amministratori), la composizione negoziata (artt. 12-25-quinquies: istanza sulla piattaforma delle camere di commercio, esperto indipendente, trattative riservate, misure protettive confermate dal tribunale, autorizzazione a finanziamenti prededucibili e a cessioni d'azienda, misure premiali sui debiti fiscali e rateazione in 72 rate; esiti: contratto, convenzione di moratoria, accordo con l'esperto; poi piano attestato, accordi di ristrutturazione o concordato semplificato per la liquidazione, art. 25-sexies, senza voto dei creditori), gli strumenti negoziali (piano attestato di risanamento, art. 56, senza tribunale, con esenzione da revocatoria; accordi di ristrutturazione con almeno il 60% dei crediti omologati dal tribunale, agevolati al 30% e a efficacia estesa, artt. 57-64; piano di ristrutturazione soggetto a omologazione, art. 64-bis, con distribuzione libera se tutte le classi approvano; convenzione di moratoria, art. 62; transazione fiscale e contributiva, artt. 63 e 88, anche con cram down), il concordato preventivo (artt. 84-120: in continuità diretta o indiretta, con voto per classi e ristrutturazione trasversale; liquidatorio con apporto esterno del 10% e almeno il 20% ai chirografari; domanda con riserva, art. 44, 30-60 giorni prorogabili; misure protettive; commissario giudiziale; omologazione; inadempimento e risoluzione), la liquidazione giudiziale (artt. 121-283: imprenditori commerciali non minori insolventi, debiti scaduti di almeno 30.000 euro; curatore, giudice delegato, comitato dei creditori; stato passivo; programma di liquidazione in 150 giorni; vendite competitive; riparto; chiusura ed esdebitazione anche dopo tre anni; concordato nella liquidazione), le procedure da sovraindebitamento (ristrutturazione dei debiti del consumatore, art. 67, senza voto; concordato minore, art. 74, con maggioranza dei crediti; liquidazione controllata, art. 268, per tre anni; esdebitazione dell'incapiente, art. 283, una sola volta; OCC), gli altri istituti (liquidazione coatta, amministrazione straordinaria, gruppi di imprese, procedure transfrontaliere con il regolamento UE 2015/848), i reati (bancarotta fraudolenta e semplice, artt. 322-323, ricorso abusivo al credito, falso in attestazioni), come scegliere (tempestività, continuità realistica, consenso dei creditori chiave, costi degli attestatori).