In breve
- Che cos'è: la comunicazione, da parte del pubblico ministero, di essere indagati, con la descrizione sommaria del fatto, le norme violate, data e luogo, e l'invito a nominare un difensore (art. 369 c.p.p.).
- Quando arriva: prima di un atto a cui il difensore ha diritto di assistere (perquisizione, accertamento tecnico irripetibile, interrogatorio). Molte indagini si chiudono senza che arrivi mai.
- Che cosa non è: non è un'accusa, non è un rinvio a giudizio, non compare nel casellario né nei carichi pendenti.
- Che cosa fare: nominare un difensore, non rendere dichiarazioni, chiedere il certificato delle iscrizioni, conservare i documenti, non contattare persone offese o testimoni.
Che cos'è l'informazione di garanzia
«A tutela del diritto di difesa, quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere, il pubblico ministero notifica alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa una informazione di garanzia contenente la descrizione sommaria del fatto, l'indicazione delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto e l'invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia».
Il nome corrente, «avviso di garanzia», descrive bene la funzione: è un atto a tutela di chi lo riceve. Il pubblico ministero è obbligato a inviarlo quando sta per compiere un atto garantito, cioè un atto a cui il difensore ha diritto di assistere: l'interrogatorio, la perquisizione, l'ispezione, l'accertamento tecnico non ripetibile (l'autopsia, l'analisi di un campione che si consuma), il confronto, l'individuazione. Se nelle indagini non c'è nessuno di questi atti, l'avviso non arriva mai, e l'indagato scopre il procedimento solo con l'avviso di conclusione delle indagini o, se il pubblico ministero chiede l'archiviazione, non lo scopre affatto.
Dal 2024 (legge 114/2024, la riforma Nordio) l'atto deve contenere una descrizione sommaria del fatto, non più il solo elenco degli articoli: chi lo riceve deve poter capire di che cosa si tratta. Lo stesso atto informa del diritto di chiedere la comunicazione delle iscrizioni nel registro delle notizie di reato (art. 335) e della possibilità di accedere ai programmi di giustizia riparativa. Insieme all'informazione di garanzia, o al più tardi con l'avviso di conclusione delle indagini, viene notificata la comunicazione della nomina del difensore d'ufficio (art. 369-bis), con il suo nome e recapito, l'avvertenza che la difesa tecnica è obbligatoria, che il difensore d'ufficio va retribuito se non si ha diritto al gratuito patrocinio, e le condizioni per ottenerlo.
La riservatezza dopo la riforma del 2024
Per decenni l'avviso di garanzia è stato, nella percezione pubblica, una condanna anticipata. La legge 114/2024 ha cercato di correggere questa distorsione su due fronti. La notifica può essere eseguita dalla polizia giudiziaria solo in situazioni di urgenza e deve avvenire «in modo tale da garantire la riservatezza del destinatario» (comma 1-quater): niente consegne sul posto di lavoro o davanti ai vicini. E all'informazione di garanzia si applica il divieto di pubblicazione dell'art. 114, comma 2, c.p.p. (comma 1-quinquies): il contenuto dell'atto non può essere pubblicato dai giornali fino alla conclusione delle indagini.
Che cosa contiene, che cosa non dice
L'avviso indica le norme che «si assumono violate»: è un'ipotesi di lavoro, che può cambiare nel corso delle indagini, e la qualificazione iniziale è spesso più grave di quella finale. Non dice quali prove ha in mano il pubblico ministero, chi ha denunciato, quali altre persone sono indagate. Non fissa alcun termine e non chiede di fare nulla, salvo nominare un difensore. Non compare nel casellario giudiziale né nel certificato dei carichi pendenti; non impedisce di viaggiare, di lavorare, di partecipare a concorsi (salvo obblighi di comunicazione previsti da specifici regolamenti, per esempio per alcuni pubblici dipendenti). Le indagini preliminari durano di regola un anno (sei mesi per le contravvenzioni, un anno e sei mesi per i reati gravi), prorogabile, e possono chiudersi con la richiesta di archiviazione, che per la maggior parte dei procedimenti è l'esito effettivo.
La differenza con l'avviso di conclusione delle indagini
L'avviso dell'art. 415-bis è un atto diverso e più importante per la difesa: arriva quando il pubblico ministero ha finito le indagini e intende esercitare l'azione penale. Contiene l'enunciazione del fatto, avverte che gli atti sono depositati e possono essere copiati, e apre un termine di venti giorni per presentare memorie, documenti, investigazioni difensive, chiedere nuove indagini e chiedere di essere interrogati (nel qual caso il pubblico ministero deve procedere). L'informazione di garanzia, invece, precede un singolo atto e non apre alcun termine. Si può ricevere il 415-bis senza aver mai ricevuto il 369, e viceversa un'informazione di garanzia seguita, mesi dopo, dall'archiviazione.
Che cosa fare nelle prime quarantotto ore
- Nominare un difensore di fiducia. È l'unico invito contenuto nell'atto. Il difensore d'ufficio indicato nella comunicazione è competente, ma non è gratuito e non conosce il caso; scegliere un penalista di fiducia, verificandone l'iscrizione all'albo, è il primo atto difensivo. Chi ha un reddito sotto la soglia può chiedere il gratuito patrocinio.
- Non parlare e non scrivere. Nessuna dichiarazione alla polizia, nessuna telefonata alla persona offesa, nessun messaggio ai testimoni «per chiarire», nessun post sui social: ogni contatto può diventare un'accusa di inquinamento probatorio o un reato autonomo. Con il difensore si valuterà se e quando rendere dichiarazioni.
- Chiedere il certificato delle iscrizioni. Tramite il difensore, l'art. 335, comma 3, c.p.p. consente di conoscere le iscrizioni nel registro delle notizie di reato, salvo che il pubblico ministero abbia disposto il segreto per un massimo di tre mesi.
- Conservare e raccogliere. Documenti, messaggi, e-mail, ricevute, nomi di chi può testimoniare: non distruggere nulla (la distruzione di prove è un reato) e non alterare i dispositivi, che potrebbero essere sequestrati. Il difensore può svolgere investigazioni difensive (art. 391-bis ss. c.p.p.) e depositare memorie in qualsiasi momento.
- Prepararsi all'atto. Se l'avviso precede un interrogatorio, si riceve un invito separato con l'indicazione del fatto; se precede una perquisizione o un accertamento tecnico, il difensore ha diritto di assistere e di nominare un consulente.
Se si è la persona offesa
L'informazione di garanzia è notificata anche alla persona offesa, che ha così notizia dell'atto e può nominare un difensore, presentare memorie e indicare elementi di prova (art. 90 c.p.p.), chiedere di essere informata dello stato del procedimento dopo sei mesi dalla querela (art. 335, comma 3-ter) e, in seguito, opporsi alla richiesta di archiviazione o costituirsi parte civile.
Domande frequenti
Ricevere un avviso di garanzia significa essere accusati?
Significa essere iscritti nel registro delle persone sottoposte alle indagini per un'ipotesi di reato. Non c'è ancora un'accusa formale (che arriva con la richiesta di rinvio a giudizio o con la citazione) e la maggior parte delle indagini si chiude con l'archiviazione. È però il segnale che il pubblico ministero sta per compiere un atto «garantito» e che è il momento di organizzare la difesa.
Perché ho ricevuto l'avviso di garanzia e non l'avviso di conclusione delle indagini?
Sono due atti diversi. L'informazione di garanzia (art. 369) arriva durante le indagini, prima di un atto a cui il difensore ha diritto di assistere: una perquisizione, un accertamento tecnico irripetibile, un interrogatorio. L'avviso di conclusione delle indagini (art. 415-bis) arriva alla fine e apre venti giorni per difendersi prima che il pubblico ministero eserciti l'azione penale. Si può ricevere il secondo senza mai aver ricevuto il primo.
Devo andare a parlare con il pubblico ministero?
No, e non conviene farlo senza difensore. L'avviso non impone alcuna comparizione; se sarà convocato per l'interrogatorio, riceverà un invito con l'indicazione del fatto. Fino ad allora la cosa più utile è nominare un avvocato di fiducia, chiedere il certificato delle iscrizioni (art. 335) e raccogliere i documenti.
L'avviso di garanzia finisce sul casellario o lo sa il mio datore di lavoro?
No. L'iscrizione nel registro degli indagati non compare nel casellario giudiziale né nel certificato dei carichi pendenti, che riguarda solo i procedimenti in cui è già stata esercitata l'azione penale. La riforma del 2024 ha inoltre imposto che la notifica avvenga in modo da garantire la riservatezza del destinatario e ha vietato la pubblicazione dell'atto.
Fonti normative
- Art. 369 c.p.p. — Informazione di garanzia
- Art. 369-bis c.p.p. — Informazione sul diritto di difesa
- Art. 335 c.p.p. — Registro delle notizie di reato
- Art. 415-bis c.p.p. — Avviso di conclusione delle indagini
- Legge 8 agosto 2024, n. 114 (riforma Nordio)
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Il procedimento penaleL'avviso di conclusione delle indagini (art. 415-bis c.p.p.)Contenuto dell'avviso, accesso al fascicolo, i venti giorni per memorie, documenti, interrogatorio e nuove indagini, che cosa succede dopo, gli errori da evitare.
- Scegliere e verificare l'avvocatoCome scegliere un avvocatoIndividuare la materia e il foro, verifica dell'albo e dei titoli (specialista, cassazionista), che cosa dice e non dice la pubblicità, il primo colloquio e le domande da fare, il preventivo scritto (art. 13 L. 247/2012), la procura e il mandato, la responsabilità personale e l'assicurazione obbligatoria, il conflitto di interessi, gratuito patrocinio e convenzioni, i segnali di allarme, come cambiare.