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GuidaDiritto penale · Reati contro la persona

Il reato di percosse

Uno schiaffo durante una lite, uno spintone, un calcio: se non lasciano una malattia, sono percosse, il più lieve dei reati contro la persona, ma pur sempre un reato. Di regola si procede solo su querela della vittima e decide il giudice di pace, che può infliggere soltanto una multa; ma il confine con le lesioni personali, che dipende dalle conseguenze sul corpo, cambia molto le cose. Questa pagina spiega quando c'è il reato, come si distingue dalle lesioni, chi giudica, che pena si rischia e quali strade hanno la vittima e l'accusato.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Che cos'è: colpire qualcuno, con schiaffi, spinte o calci, senza causargli una malattia.
  • Lesioni: se ne deriva una malattia che richiede cure, il reato è più grave.
  • Querela: entro tre mesi; d'ufficio se la vittima è un operatore sanitario.
  • Giudice di pace: di regola, con la sola multa, circa da 258 a 2.582 euro.
  • Vie d'uscita: riparazione del danno e particolare tenuità del fatto.

Quando c'è il reato

Art. 581 c.p.

«Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito, a querela della persona offesa, salvo che ricorra la circostanza aggravante prevista dall'articolo 61, numero 11-octies), con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire tremila. Tale disposizione non si applica quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato.»

Serve un contatto fisico violento tra l'autore e la vittima, anche attraverso un oggetto, come una porta spinta di proposito contro una persona (Cass. 31665/2021), idoneo a provocare un'apprezzabile sensazione di dolore, anche se il dolore in concreto non si verifica (Cass. 38392/2017). Basta la volontà di tenere la condotta violenta, qualunque sia il motivo (Cass. 37068/2022). Se dal colpo deriva una malattia, cioè un'alterazione delle funzioni dell'organismo che richiede cure, il reato diventa quello di lesioni personali (Cass. 22534/2019). Le percosse restano assorbite quando la violenza fa parte di un altro reato, come la violenza privata (Cass. 4669/1995) o i maltrattamenti in famiglia, se sono contestate come parte del maltrattamento (Cass. 33091/2003).

Chi giudica, che pena si rischia, quali difese

AspettoRegolaNorma
ProcedibilitàQuerela entro tre mesi; d'ufficio con l'aggravante per le violenze sugli operatori sanitariArtt. 581 e 124 c.p.
GiudiceGiudice di pace; tribunale per i fatti contro il convivente o alcuni familiari e con aggravanti di terrorismo, mafia o discriminazioneArt. 4 D.Lgs. 274/2000
Pena davanti al giudice di paceMulta da 500.000 a 5 milioni di lire, circa 258-2.582 euroArt. 52, c. 2, lett. a)
Iniziativa della vittimaRicorso immediato al giudice di pace, con il difensoreArt. 21
Fatto di particolare tenuitàArchiviazione se la vittima non ha interesse a proseguire; dopo, solo se nessuno si opponeArt. 34
Riparazione del dannoEstinzione del reato se avviene prima dell'udienza di comparizione ed è adeguataArt. 35

La competenza del tribunale per i fatti commessi contro il convivente o contro i familiari indicati dall'art. 577, secondo comma, c.p. comporta pene più severe, che non si applicano ai fatti commessi prima del trasferimento di competenza (Cass. 13708/2020). Per presentare la denuncia si veda la pagina sulla querela; per chi ha reagito a un'aggressione, quella sulla legittima difesa; per gli scontri tra più persone, quella sulla rissa. Le strade per chiudere il procedimento sono spiegate nelle pagine sull'estinzione per condotte riparatorie e sulla particolare tenuità del fatto.

  1. Farsi visitare e conservare il referto: la prognosi distingue percosse e lesioni.
  2. Raccogliere prove: testimoni, video, messaggi.
  3. Presentare querela entro tre mesi, o ricorso al giudice di pace con un avvocato.
  4. Chiedere il risarcimento costituendosi parte civile.
  5. Per l'accusato: valutare riparazione del danno e particolare tenuità.

Domande frequenti

Uno schiaffo è reato?
Sì: schiaffi, spinte e calci sono atti violenti che integrano le percosse, se non causano una malattia, o le lesioni, se la causano (Cass. 800/1984). Basta che il gesto sia idoneo a provocare un'apprezzabile sensazione di dolore, anche se in concreto il dolore non si verifica, e serve un contatto fisico, anche attraverso un oggetto (Cass. 38392/2017 e 31665/2021). Il movente non conta (Cass. 37068/2022).
Che differenza c'è tra percosse e lesioni?
Le conseguenze: le percosse producono al massimo una sensazione di dolore, le lesioni una malattia, cioè un'alterazione delle normali funzioni dell'organismo che richiede un processo di cura (Cass. 22534/2019; art. 581 c.p.). Per questo il referto medico è decisivo. Le lesioni hanno pene più alte e regole diverse (si veda la pagina sulle lesioni personali).
Che pena rischia chi commette percosse?
Davanti al giudice di pace, competente di regola, si applica solo la multa, da 500.000 a 5 milioni di lire, cioè circa da 258 a 2.582 euro (art. 52, c. 2, lett. a, D.Lgs. 274/2000). Quando è competente il tribunale, per esempio per i fatti contro il convivente o alcuni familiari, la pena è la reclusione fino a sei mesi o la multa (art. 581 c.p.). Davanti al giudice di pace il reato si estingue se l'imputato ripara il danno prima dell'udienza di comparizione e il giudice ritiene la riparazione adeguata (art. 35).
Entro quando va presentata la querela?
Entro tre mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto (art. 124 c.p.). Si procede invece d'ufficio quando le percosse colpiscono medici, infermieri o altri operatori sanitari e socio-sanitari a causa o nell'esercizio della loro attività (art. 581 e art. 61, n. 11-octies, c.p.). Davanti al giudice di pace la persona offesa può anche citare direttamente in giudizio l'autore, con un ricorso firmato insieme al difensore (art. 21 D.Lgs. 274/2000).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • Reati contro la personaLe lesioni personali (art. 582 c.p.)Lievi (6 mesi-3 anni, a querela), gravi (3-7 anni) e gravissime (6-12 anni), le aggravanti dell'art. 585, il risarcimento.
  • Il procedimento penaleLa querela: come si presenta, termini, remissioneChi, quando (3, 6 o 12 mesi), dove e come, differenza con la denuncia, remissione e sue conseguenze, i reati a querela dopo la riforma Cartabia.
  • Reati contro la personaLa rissa (art. 588 c.p.)Art. 588 c.p.: almeno tre persone in contesa, multa fino a 2.000 euro, da 6 mesi a 6 anni con morti o feriti, legittima difesa, chi si difende soltanto.
  • Reati contro la personaLa minaccia (art. 612 c.p.)Semplice (multa, a querela) e grave (fino a un anno), i modi dell'art. 339, procedibilità, minacce via chat, differenze con stalking ed estorsione.
  • Il procedimento penaleLa legittima difesaPericolo attuale, offesa ingiusta, necessità e proporzione; difesa in casa e nei negozi dopo la L. 36/2019, eccesso colposo e grave turbamento (art. 55), scriminanti.
  • Il procedimento penaleL'estinzione del reato per condotte riparatorie (art. 162-ter c.p.)Nei reati a querela rimettibile: risarcimento integrale prima del dibattimento, offerta reale se la vittima rifiuta, dissenso non vincolante (Cass. 46572/2024).
  • Il procedimento penaleLa particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.)La particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) dopo Cartabia: pena minima fino a 2 anni, offesa tenue, condotta non abituale, reati esclusi, quando si chiede, casellario.
  • Famiglia e violenza domesticaI maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p.)Abitualità e vessazioni, chi è vittima (conviventi, ex, figli che assistono), pena 3-7 anni e aggravanti, d'ufficio, arresto e cautelari, Codice rosso, prova, differenza con stalking e liti.