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IstitutoDiritto civile · Risarcimento del danno

I danni causati da animali

Il morso del cane del vicino, il cavallo che sfugge al controllo, il cinghiale che attraversa la strada di notte, il cane randagio che aggredisce un passante: i danni causati dagli animali seguono regole diverse a seconda che l'animale abbia un proprietario, sia selvatico o sia randagio. Per gli animali di proprietà e per la fauna selvatica la responsabilità è quasi automatica e si esclude solo con il caso fortuito; per i randagi, invece, bisogna provare la colpa dell'ente pubblico. Questa pagina spiega chi paga, che cosa bisogna provare e come muoversi.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Animale di proprietà: risponde il proprietario o chi lo usa, salvo caso fortuito.
  • Anche se fuggito: la responsabilità resta se l'animale era smarrito o scappato.
  • Fauna selvatica: risponde la Regione, ma il conducente deve provare la sua prudenza.
  • Randagi: serve la prova della colpa dell'ente competente.
  • Morso: possibile anche la querela per lesioni colpose.

La responsabilità del proprietario

Art. 2052 c.c.

«Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.»

Non conta che il proprietario sia stato attento: il danneggiato deve provare che il danno è stato causato dall'animale, e a quel punto il proprietario, o chi se ne serviva in quel momento, si libera solo dimostrando il caso fortuito, cioè un fattore esterno imprevedibile e inevitabile, che può consistere anche nel comportamento dello stesso danneggiato. Se il danneggiato ha solo contribuito al fatto, il risarcimento si riduce in proporzione (art. 1227 c.c.; si veda la pagina sul concorso di colpa). È una regola vicina a quella dei danni da cose in custodia e diversa dalla responsabilità per colpa dell'art. 2043.

Animali selvatici e randagi

AnimaleChi rispondeChe cosa si deve provare
Di proprietà (cane, gatto, cavallo)Proprietario o chi se ne serveIl danneggiato il nesso causale; il proprietario il caso fortuito (art. 2052)
Fauna selvatica protetta (cinghiale, cervo, capriolo)La Regione (Cass. 7969/2020)Il danneggiato il nesso causale; la Regione il caso fortuito (Cass. 27284/2022)
Cane randagioL'ente individuato dalle leggi nazionali e regionali (Cass. 5339/2024)Il danneggiato la colpa dell'ente e il nesso causale (art. 2043; Cass. 16788/2025)

Negli incidenti stradali con animali selvatici la Regione è l'unica legittimata passiva, e può rivalersi sugli enti che avrebbero dovuto adottare le misure per impedire il danno (Cass. 7969/2020; Cass. 21427/2025). Chi guida, però, deve provare la dinamica del sinistro e di aver fatto tutto il possibile per evitarlo (art. 2054 c.c.; Cass. 2526/2026); se nessuna delle due parti supera la propria presunzione, il risarcimento è dimezzato (Cass. 21427/2025). Per i randagi la colpa dell'ente non si ricava dal solo fatto del danno: servono, per esempio, segnalazioni della presenza abituale dei cani rimaste senza risposta (Cass. 5339/2024; Cass. 16788/2025). Sulla liquidazione delle lesioni si veda la pagina sulle tabelle del danno biologico, sui termini la tabella delle prescrizioni.

L'ordinanza del Ministero della Salute sulla tutela dall'aggressione dei cani, prorogata da ultimo il 16 luglio 2026, impone ai proprietari un guinzaglio non più lungo di un metro e mezzo nelle aree urbane e nei luoghi pubblici e di portare con sé una museruola; per i cani iscritti dai servizi veterinari nel registro dei cani a rischio elevato di aggressività impone anche la polizza di responsabilità civile e l'uso contemporaneo di guinzaglio e museruola. Il morso può integrare il reato di lesioni colpose, perseguibile a querela (art. 590 c.p.).

  1. Farsi medicare e conservare referti e spese.
  2. Identificare l'animale e il proprietario, o annotare luogo e ora per i selvatici e i randagi.
  3. Raccogliere prove: testimoni, foto, verbale delle forze dell'ordine, segnalazioni precedenti.
  4. Chiedere il risarcimento per iscritto al proprietario, alla Regione o all'ente competente.
  5. Valutare la querela per lesioni colpose e l'azione civile.

Domande frequenti

Il cane del vicino mi ha morso: chi paga?
Il proprietario del cane, o chi se ne serviva in quel momento, anche se l'animale era sfuggito o si era smarrito: per liberarsi deve provare il caso fortuito, cioè un fattore imprevedibile e inevitabile estraneo alla sua sfera di controllo (art. 2052 c.c.). Se hai contribuito al fatto, per esempio provocando l'animale, il risarcimento può ridursi (art. 1227 c.c.). Per il morso il proprietario può rispondere anche di lesioni colpose, reato perseguibile a querela (art. 590 c.p.).
Ho investito un cinghiale con l'auto: chi mi risarcisce?
Per i danni causati dalla fauna selvatica protetta risponde la Regione, secondo l'art. 2052 c.c. (Cass. 7969/2020), che può liberarsi solo provando il caso fortuito. Chi guida deve però provare come è avvenuto l'incidente e di aver adottato ogni cautela nella guida (Cass. 2526/2026); se né il conducente né la Regione superano la rispettiva presunzione, il risarcimento è riconosciuto al 50 per cento (Cass. 21427/2025).
Mi ha aggredito un cane randagio: con chi me la prendo?
Per i randagi non si applica l'art. 2052 ma la regola generale dell'art. 2043 c.c.: bisogna agire contro l'ente a cui la legge nazionale e regionale affida il controllo del randagismo e provare la sua colpa, per esempio con segnalazioni della presenza abituale dei cani rimaste senza risposta (Cass. 5339/2024). La colpa non si può ricavare dal solo fatto che un randagio abbia causato il danno (Cass. 16788/2025).
Il proprietario del cane deve essere assicurato?
L'obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile, con guinzaglio e museruola insieme nelle aree urbane e nei luoghi pubblici, è previsto dall'ordinanza del Ministero della Salute sulla tutela dall'aggressione dei cani, prorogata da ultimo il 16 luglio 2026, per i cani iscritti dai servizi veterinari nel registro dei cani a rischio elevato di aggressività. In ogni caso il proprietario risponde dei danni con il proprio patrimonio: conviene verificare se una sua polizza di responsabilità civile copre i danni causati dall'animale.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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