In breve
- Il PM chiede l'archiviazione quando manca una ragionevole previsione di condanna (art. 408 c.p.p.), o per mancanza di querela, tenuità del fatto, prescrizione, fatto non reato (art. 411).
- Avviso alla persona offesa che lo ha chiesto (sempre per i reati violenti): 20 giorni (30 per i reati violenti) per vedere gli atti e opporsi indicando le indagini mancanti e le prove (art. 410).
- Il GIP archivia con decreto, o fissa l'udienza entro 3 mesi e può ordinare nuove indagini o l'imputazione coatta (art. 409).
- Decreto senza avviso o prima del termine = nullo: reclamo entro 15 giorni (art. 410-bis).
- Riapertura solo con autorizzazione del GIP (art. 414); niente casellario; il risarcimento civile resta possibile.
Quando e come si archivia
«Quando gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca, il pubblico ministero presenta al giudice richiesta di archiviazione. […] Nell'avviso è precisato che, nel termine di venti giorni, la persona offesa può prendere visione degli atti e presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari. […] Per i delitti commessi con violenza alla persona e per il reato di cui all'articolo 624-bis del codice penale, l'avviso della richiesta di archiviazione è in ogni caso notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa ed il termine di cui al comma 3 è elevato a trenta giorni».
| Motivo | Norma | Chi è avvisato e termine per opporsi |
|---|---|---|
| Elementi insufficienti per una ragionevole previsione di condanna | Art. 408 c. 1 | Persona offesa che ha chiesto l'avviso: 20 giorni; reati con violenza alla persona e furto in abitazione: avviso sempre, 30 giorni |
| Manca la querela o un'altra condizione di procedibilità | Art. 411 c. 1 | Come sopra, salvo il caso di remissione della querela |
| Particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) | Art. 411 c. 1-bis | Indagato e persona offesa: 10 giorni per l'opposizione con le ragioni del dissenso; decisione in udienza con ordinanza; iscrizione nel casellario |
| Reato estinto (prescrizione, remissione, morte, oblazione) o fatto non previsto come reato | Art. 411 c. 1 | Persona offesa: 20 o 30 giorni |
| Autore ignoto | Art. 415 | Entro 6 mesi dall'iscrizione il PM chiede l'archiviazione o l'autorizzazione a proseguire; avviso alla persona offesa che lo ha chiesto |
| Cassazione che ha escluso i gravi indizi senza nuovi elementi | Art. 405 c. 1-bis | Richiesta obbligatoria per il PM |
La riforma Cartabia ha alzato la soglia dell'esercizio dell'azione penale: non basta più che la notizia non sia «infondata», serve una ragionevole previsione di condanna, e il PM che non la vede deve archiviare. La persona offesa che nella denuncia o nella querela ha dichiarato di voler essere informata riceve l'avviso a cura del PM; per i delitti con violenza alla persona (maltrattamenti, stalking, lesioni, violenza sessuale, minaccia grave secondo la giurisprudenza) e per il furto in abitazione l'avviso è dovuto anche senza richiesta. Nei 20 o 30 giorni il difensore prende visione degli atti in segreteria e redige l'opposizione, che deve indicare a pena di inammissibilità l'oggetto dell'investigazione suppletiva e gli elementi di prova (art. 410, c. 1): nomi di testimoni da sentire, documenti da acquisire, accertamenti tecnici, confronti, con la spiegazione di come cambierebbero la previsione. Un'opposizione generica viene dichiarata inammissibile e il GIP archivia con decreto (c. 2).
La decisione del giudice, il reclamo, la riapertura
- Senza opposizione: il GIP, se concorda, archivia con decreto motivato e restituisce gli atti al PM; il decreto è notificato all'indagato solo se è stato in custodia cautelare (art. 409, c. 1). Se non concorda, entro tre mesi fissa l'udienza in camera di consiglio.
- Con opposizione ammissibile: udienza camerale (art. 127) con avviso a PM, indagato e persona offesa opponente, atti depositati in cancelleria con facoltà di copia; comunicazione al procuratore generale, che può avocare le indagini.
- Esiti (art. 409, c. 4-5): archiviazione con ordinanza; ordinanza che indica al PM le ulteriori indagini con un termine; oppure ordine di formulare l'imputazione entro dieci giorni, con decreto di fissazione dell'udienza preliminare entro i due giorni successivi (imputazione coatta). L'ordinanza di archiviazione è ricorribile per cassazione solo per i vizi del contraddittorio dell'art. 127, c. 5.
- Reclamo (art. 410-bis): il decreto è nullo se emesso senza l'avviso dovuto, prima della scadenza del termine senza opposizione, o senza pronunciarsi sull'opposizione; l'interessato propone reclamo entro 15 giorni dalla conoscenza al tribunale in composizione monocratica, che decide senza le parti, dopo avviso di almeno dieci giorni e memorie fino al quinto giorno prima, con ordinanza non impugnabile: se fondato, annulla e restituisce gli atti al GIP; se inammissibile, condanna alle spese e a una somma alla cassa delle ammende.
- Riapertura (art. 414): il PM chiede al GIP l'autorizzazione con l'esigenza di nuove investigazioni; è respinta se non è ragionevolmente prevedibile individuare nuove fonti di prova capaci, da sole o con quelle acquisite, di portare all'azione penale; dopo l'autorizzazione il PM procede a nuova iscrizione; gli atti compiuti senza il decreto di riapertura sono inutilizzabili.
Per l'indagato l'archiviazione è la chiusura senza processo: nessuna iscrizione nel casellario, salvo l'archiviazione per tenuità del fatto, e il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione per chi è stato in custodia cautelare, da chiedere entro due anni; le spese legali restano a suo carico, salvo il patrocinio a spese dello Stato. Per la persona offesa l'archiviazione non è la fine del risarcimento: l'azione civile è autonoma e il giudice civile accerta l'illecito con le proprie regole, mentre l'archiviazione per prescrizione o per querela tardiva lascia intatto il diritto ai danni nei termini dell'art. 2947 c.c.
Domande frequenti
Ho ricevuto l'avviso della richiesta di archiviazione: che cosa posso fare e in quanto tempo?
Entro 20 giorni (30 se il reato è un delitto commesso con violenza alla persona o un furto in abitazione) può prendere visione degli atti in procura, con il difensore, e presentare opposizione con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini (artt. 408, c. 3, e 410). L'opposizione deve indicare, a pena di inammissibilità, l'oggetto dell'investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova: non basta dire che il PM ha sbagliato, bisogna scrivere quali atti mancano (sentire il testimone X, acquisire i filmati, disporre una consulenza, confrontare i documenti allegati) e perché cambierebbero il quadro. Se l'opposizione è ammissibile, il GIP fissa entro tre mesi un'udienza in camera di consiglio; se è inammissibile e la notizia di reato è infondata, archivia con decreto.
Che cosa può decidere il giudice dopo l'udienza?
Tre cose (art. 409): archiviare, se condivide la valutazione del PM; ordinare con ordinanza ulteriori indagini, indicandole e fissando un termine, al termine del quale il PM chiederà di nuovo l'archiviazione o eserciterà l'azione; oppure, se ritiene che gli elementi già ci siano, disporre che il PM formuli l'imputazione entro dieci giorni (la cosiddetta imputazione coatta), fissando l'udienza preliminare entro due giorni dalla formulazione. L'ordinanza di archiviazione dopo l'udienza è impugnabile in cassazione solo per la violazione del contraddittorio (art. 127, c. 5); il decreto emesso senza avviso o prima della scadenza del termine è nullo e si contesta con il reclamo al tribunale entro 15 giorni (art. 410-bis).
Sono l'indagato: l'archiviazione mi lascia qualche traccia? Possono riaprire?
L'archiviazione non è iscritta nel casellario giudiziale e non equivale a un'assoluzione, ma chiude il procedimento: il PM può riaprire le indagini sullo stesso fatto solo con l'autorizzazione del GIP, con decreto motivato, per l'esigenza di nuove investigazioni, e la richiesta è respinta se non è ragionevolmente prevedibile trovare nuove fonti di prova (art. 414); gli atti compiuti senza autorizzazione sono inutilizzabili. Fa eccezione l'archiviazione per particolare tenuità del fatto, che presuppone l'accertamento del fatto ed è iscritta nel casellario, per cui l'indagato riceve l'avviso e può opporsi (art. 411, c. 1-bis). Chi è stato in custodia cautelare riceve la notifica del provvedimento e ha due anni per chiedere la riparazione per ingiusta detenzione.
Il PM ha archiviato per prescrizione o per mancanza di querela: posso ancora chiedere i danni?
Sì. L'archiviazione, per qualunque motivo, non ha efficacia di giudicato nel giudizio civile: la persona offesa può agire davanti al giudice civile per il risarcimento, con la prova dell'illecito da fornire in quella sede e con la prescrizione civile (cinque anni per l'illecito, o il termine più lungo del reato se il fatto costituisce reato, art. 2947 c.c.). L'archiviazione per mancanza di querela dipende spesso da una querela tardiva, oltre i tre mesi: il reato non è più perseguibile ma il fatto resta illecito civile. Il difensore valuta se conviene la causa civile o, quando è ancora possibile, una nuova querela per fatti successivi.
Fonti normative
- Art. 408 c.p.p. — Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato
- Art. 409 c.p.p. — Provvedimenti del giudice sulla richiesta di archiviazione
- Art. 410 c.p.p. — Opposizione alla richiesta di archiviazione
- Art. 410-bis c.p.p. — Nullità del provvedimento di archiviazione
- Art. 411 c.p.p. — Altri casi di archiviazione
- Art. 414 c.p.p. — Riapertura delle indagini
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Il procedimento penaleLa denuncia: come si fa e che cosa succede dopoLa denuncia (art. 333 c.p.p.: ogni persona che ha notizia di un reato procedibile d'ufficio può farla; obbligatoria solo nei casi di legge; orale o scritta, personalmente o tramite procuratore speciale, al PM o a un ufficiale di polizia giudiziaria, cioè carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia locale; se scritta va sottoscritta; le denunce anonime non possono essere usate salvo che costituiscano corpo del reato; art. 361-362 c.p.: obbligo per pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio; art. 364: obbligo del cittadino solo per i delitti contro lo Stato puniti con l'ergastolo; art. 365: referto dei sanitari), la differenza con la querela (artt. 336-340: dichiarazione con cui la persona offesa chiede che si proceda per un reato procedibile a querela, entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto ex art. 124 c.p., 12 mesi per i reati sessuali, anche per posta raccomandata con firma autenticata o tramite agente consolare; remissione con spese a carico del querelato; dopo la riforma Cartabia molti reati contro il patrimonio e la persona sono procedibili a querela, per cui una denuncia senza volontà di punizione può non bastare: conviene scrivere che si chiede la punizione del colpevole), come si scrive (generalità e recapiti, dichiarazione o elezione di domicilio anche PEC ex art. 90-bis, fatti in ordine cronologico con date, luoghi e persone, autore se noto, danni, testimoni, documenti allegati in copia, richiesta di essere informati dell'archiviazione ex art. 408, eventuale richiesta di sequestro o di misure; copia con timbro e numero di protocollo; per i reati informatici e le truffe online la polizia postale; denuncia via web per alcuni reati minori con conferma in ufficio), che cosa succede (trasmissione al PM, iscrizione nel registro ex art. 335 come modello 21 o 44 contro ignoti, indagini con i termini dell'art. 405, art. 415: contro ignoti il PM chiede l'archiviazione o la proroga entro 6 mesi; la persona offesa può chiedere notizie dopo 6 mesi ex art. 335 c. 3-ter, presentare memorie e indicare prove ex art. 90, nominare un difensore, chiedere il patrocinio a spese dello Stato e, per i delitti dell'art. 76 c. 4-ter D.P.R. 115/2002, ottenerlo senza limiti di reddito; avviso della richiesta di archiviazione e opposizione in 20 giorni, 30 per i reati violenti; costituzione di parte civile nel processo), i rischi (simulazione di reato ex art. 367 c.p. per chi denuncia un reato mai avvenuto, reclusione da 1 a 3 anni; calunnia ex art. 368 per chi incolpa una persona che sa innocente, da 2 a 6 anni; falsità in atto; la denuncia veritiera non espone a nulla, anche se poi archiviata), i casi pratici (furto, truffa online, minacce, incidenti, smarrimento di documenti che è una denuncia di smarrimento non di reato, violenza domestica con codice rosso e ascolto entro 3 giorni).
- Il procedimento penaleLa querela: come si presenta, termini, remissioneChi, quando (3, 6 o 12 mesi), dove e come, differenza con la denuncia, remissione e sue conseguenze, i reati a querela dopo la riforma Cartabia.
- Il procedimento penaleCome sapere se si è indagati: il registro delle notizie di reatoIl registro (art. 335 c.p.p.: il PM iscrive immediatamente ogni notizia di reato che contenga un fatto determinato e non inverosimile riconducibile a un reato, con tempo e luogo; iscrive il nome della persona non appena risultano indizi a suo carico, non semplici sospetti; annotazione preliminare in un modello separato se il fatto appare commesso con una causa di giustificazione; aggiornamento senza nuova iscrizione se cambia la qualificazione; modello 21 noti, 44 ignoti, 45 fatti non costituenti reato nella prassi), la richiesta di certificato (c. 3: le iscrizioni sono comunicate all'indagato, alla persona offesa e ai difensori che ne fanno richiesta, esclusi i delitti dell'art. 407 c. 2 lett. a, mafia, terrorismo, omicidio, rapina ed estorsione aggravate, droga associativa, tratta, violenza sessuale aggravata; c. 3-bis: segreto con decreto motivato per specifiche esigenze investigative, massimo 3 mesi non rinnovabili; la risposta «non risultano iscrizioni suscettibili di comunicazione» copre sia l'assenza di iscrizioni sia il segreto; modulo in procura o PEC, documento, eventuale delega al difensore; alcune procure chiedono i diritti di certificato), la persona offesa (c. 3-ter: dopo 6 mesi dalla denuncia o querela può chiedere di essere informata sullo stato del procedimento), gli effetti (art. 335-bis: la sola iscrizione non produce effetti pregiudizievoli civili o amministrativi, per esempio in gare, concorsi, licenze), la retrodatazione (art. 335-quater: l'indagato chiede al giudice di accertare la tempestività dell'iscrizione, entro 20 giorni da quando ha potuto conoscere gli atti che dimostrano il ritardo, indicando ragioni e atti a pena di inammissibilità; il giudice retrodata se il ritardo è inequivocabile e non giustificato; memorie in 7 + 7 giorni, ordinanza, questione riproponibile; art. 335-ter: il GIP ordina al PM l'iscrizione con decreto motivato), i termini delle indagini (art. 405 c. 2: un anno dall'iscrizione del nome, 6 mesi per le contravvenzioni, 18 mesi per i delitti dell'art. 407 c. 2; art. 406: una sola proroga fino a 6 mesi, con avviso all'indagato e alla persona offesa e memorie in 5 giorni; art. 407: durata massima 18 mesi, 1 anno per le contravvenzioni, 2 anni per i reati gravi; c. 3: atti compiuti dopo la scadenza inutilizzabili; art. 415-bis: avviso di conclusione con 20 giorni per memorie, documenti e interrogatorio), come si viene a sapere (informazione di garanzia per gli atti garantiti, invito a comparire, perquisizione, notifica della proroga, avviso di conclusione delle indagini, decreto penale, richiesta di archiviazione con avviso), che cosa fare (nominare un difensore, chiedere il certificato, non contattare i testimoni, conservare i documenti).
- Il procedimento penaleLa vittima nel processo: persona offesa, parte civile, risarcimentoPersona offesa e danneggiato, diritti dal primo contatto (art. 90-bis), memorie e prove, avvisi (335, 408, 415-bis), opposizione all'archiviazione in 20 o 30 giorni, difensore e patrocinio anche senza limiti di reddito per alcuni reati, vulnerabilità e protezione, scarcerazioni, parte civile (chi, quando, come, contro chi), condanna generica e provvisionale, esecuzione, spese, revoca, patteggiamento e abbreviato, causa civile alternativa e prescrizione.
- Il procedimento penaleLa prescrizione del reato: come si calcolaIl massimo della pena e i minimi di 6 e 4 anni, +1/4 con le interruzioni, raddoppi, sospensione, cessazione con la sentenza di primo grado, improcedibilità in appello (2 anni) e cassazione (1 anno), tabella.
- Il procedimento penaleIl casellario giudiziale: che cosa contiene e che cosa vedono gli altriChe cosa si iscrive (art. 3), che cosa non compare nel certificato del privato (art. 24) e in quelli delle amministrazioni (art. 28), carichi pendenti, visura, datore di lavoro e minori, cancellazione (art. 5), costi e validità, autocertificazione, non menzione, riabilitazione.
- Arresto e misure cautelariLa riparazione per ingiusta detenzionePresupposti (art. 314): assoluzione con formula piena, proscioglimento per altre cause e condanna con custodia illegittima, archiviazione e non luogo a procedere, arresto e fermo (Corte cost. 109/1999), prescrizione (Corte cost. 219/2008); esclusione per dolo o colpa grave (silenzio, menzogne, frequentazioni, condotte ambigue) e computo nella pena; domanda (art. 315) entro 2 anni, corte d'appello, forma e documenti; criteri di liquidazione (parametro aritmetico giornaliero, correttivi, domiciliari, danno ulteriore), tetto massimo, procedura in camera di consiglio, provvisionale, ricorso per cassazione, differenza con la riparazione dell'errore giudiziario (art. 643), tassazione.
- Il procedimento penaleL'avviso di garanzia: che cosa significa e che cosa fareChe cos'è l'informazione di garanzia, quando si riceve, la riservatezza dopo la riforma del 2024, la differenza con il 415-bis, i primi passi.