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GuidaLavoro e previdenza · Contratto, mansioni e stipendio

Colf e badanti: contratto, INPS, orari, TFR

La famiglia che assume una colf, una badante o una baby sitter diventa un datore di lavoro, con un contratto collettivo da applicare, contributi trimestrali da versare all'INPS, ferie, tredicesima e TFR da pagare e regole sul licenziamento più semplici di quelle delle imprese ma non assenti. Il lavoro domestico ha una legge propria del 1958, un CCNL rinnovato nel 2025 e un regime di contributi a importo orario: sapere come funzionano evita le due situazioni tipiche, la badante in nero che dopo anni chiede tutto insieme e la famiglia che paga più del dovuto per un contratto scritto male.

Verificato il 21 settembre 2026Lettura: 9 min

In breve

  • Fonti: L. 339/1958, artt. 2240-2246 c.c., CCNL lavoro domestico 2025-2028 (firmato il 28 ottobre 2025); contributi INPS a importo orario (circ. 9/2026).
  • Contratto: assunzione comunicata all'INPS entro il giorno prima; lettera con livello, orario, convivenza, retribuzione; livelli da A a DS con minimi 2026 da 6,51 a 9,97 euro l'ora (non conviventi) e da 908 a 1.475 euro al mese (conviventi).
  • Orario e diritti: 40 ore (non conviventi) o 54 (conviventi), massimo 10 al giorno; 36 ore di riposo settimanale; 26 giorni di ferie; tredicesima; TFR; malattia con posto conservato fino a 180 giorni.
  • Fine del rapporto: licenziamento libero con preavviso di 8-30 giorni (esclusa la L. 604/1966); nulli i licenziamenti discriminatori e in maternità; NASpI.
  • In nero: niente maxi-sanzione, ma contributi arretrati con sanzioni e cinque anni di differenze retributive richiedibili.

Le regole speciali del lavoro domestico

Il rapporto di lavoro domestico è subordinato, ma con una disciplina propria: la L. 339/1958, che si applica a chi presta la propria opera «continuativa e prevalente, di almeno 4 ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro», gli artt. 2240-2246 del codice civile e il contratto collettivo nazionale, che è la fonte più importante perché fissa minimi, orari, livelli e preavvisi. Molte norme generali non si applicano: lo Statuto dei lavoratori quasi per intero, la disciplina dei licenziamenti (art. 4 L. 108/1990), le regole sull'orario del D.Lgs. 66/2003, la cassa integrazione. Si applicano invece le norme sulla maternità, sugli infortuni (INAIL con premio compreso nel contributo INPS), sulla prescrizione dei crediti, sulla NASpI. La famiglia è datore di lavoro a tutti gli effetti, con gli obblighi di comunicazione, contribuzione e pagamento, ma senza partita IVA né obbligo di busta paga formale: il CCNL richiede un prospetto paga mensile.

Art. 6 L. 339/1958 (estratto)

«Il datore di lavoro è tenuto a: corrispondere puntualmente al lavoratore la remunerazione alle condizioni stabilite e comunque a periodi di tempo non superiori al mese; fornire al lavoratore, nel caso in cui vi sia l'impegno del vitto e dell'alloggio, un ambiente che non sia nocivo alla integrità fisica e morale del lavoratore stesso, nonché una nutrizione sana e sufficiente; tutelarne la salute particolarmente qualora vi siano in famiglia fonti di infezione.»

Assunzione, livelli e minimi 2026

L'assunzione si comunica all'INPS, per via telematica, entro le ventiquattro ore precedenti l'inizio del lavoro, anche se festivo; la comunicazione vale anche per INAIL e centro per l'impiego. La lettera di assunzione, richiesta dal CCNL, indica data di inizio, livello, durata della prova, convivenza o meno, orario e sua distribuzione, retribuzione, eventuali indennità di vitto e alloggio, riposo settimanale, ferie, eventuale termine. Il periodo di prova è di 30 giorni per i livelli D e DS e di 8 giorni lavorativi per gli altri. Gli otto livelli del CCNL classificano le mansioni: A e AS per i lavori generici e per chi si occupa di compagnia; B e BS per colf polifunzionali, baby sitter e assistenti a persone autosufficienti; C e CS per cuochi e per gli assistenti a persone non autosufficienti senza diploma; D e DS per gli assistenti formati e i responsabili di casa. I minimi retributivi si aggiornano ogni anno sull'inflazione (dal rinnovo 2025 al 90% dell'indice ISTAT): dal 1° gennaio 2026 i conviventi vanno da 908,10 euro al mese (A) a 1.474,73 (DS), con il livello unico per i conviventi a orario ridotto a 811,09; i non conviventi da 6,51 euro l'ora (A) a 9,97 (DS); la badante convivente di livello CS, il caso più frequente, ha un minimo di 1.193,84 euro. Ai conviventi che non usufruiscono di vitto e alloggio spetta l'indennità sostitutiva giornaliera. Il rinnovo del 2025 aggiunge 100 euro lordi in quattro tranche fino al settembre 2028 sul livello BS, riparametrati sugli altri.

IstitutoRegola del CCNL 2025-2028
Orario conviventi54 ore settimanali, massimo 10 al giorno non consecutive; riposo notturno di 11 ore; 2 ore di riposo intermedio
Orario non conviventi40 ore settimanali su 5 o 6 giorni, massimo 8 al giorno; part-time libero
Riposo settimanale36 ore, di cui 24 la domenica e 12 in altro giorno concordato; per i non conviventi 24 ore
StraordinarioMaggiorazioni del 25% (diurno), 50% (notturno), 60% (festivo) sulla retribuzione oraria
Ferie26 giorni lavorativi all'anno, almeno 2 settimane consecutive, non monetizzabili salvo cessazione
FestivitàLe festività nazionali più il 4 ottobre dal 2026; se lavorate, retribuzione maggiorata
TredicesimaUna mensilità a dicembre, ratei in caso di cessazione
TFRRetribuzione annua (compresi vitto e alloggio convenzionali) diviso 13,5, rivalutato; anticipabile nei limiti del CCNL
MalattiaPosto conservato per 10, 45 o 180 giorni secondo l'anzianità (fino a 6 mesi, fino a 2 anni, oltre 2 anni); retribuzione a carico del datore per alcuni giorni (50% fino al 3°, 100% dal 4° all'8°, poi nulla); nessuna indennità INPS
MaternitàAstensione obbligatoria 2 mesi prima e 3 dopo con indennità INPS all'80% se ci sono i contributi; divieto di licenziamento dall'inizio della gravidanza alla fine del congedo (CCNL); paternità 10 giorni
PreavvisoNon conviventi e conviventi fino a 25 ore: 8 giorni fino a 2 anni di anzianità, 15 oltre; oltre 25 ore: 15 giorni fino a 5 anni, 30 oltre; dimezzato per le dimissioni; raddoppiato per il licenziamento entro 31 giorni dalla fine della maternità

I contributi INPS

I contributi del lavoro domestico non sono una percentuale della retribuzione ma un importo orario fissato ogni anno dall'INPS in base alla paga effettiva: per il 2026 (circolare 9 del 3 febbraio 2026, rivalutazione dell'1,4%) 1,70 euro l'ora per retribuzioni fino a 9,61 euro, 1,92 tra 9,62 e 11,70, 2,34 oltre 11,70, per i rapporti fino a 24 ore settimanali; 1,24 euro l'ora per i rapporti oltre le 24 ore, qualunque sia la paga; importi maggiorati dell'1,40% per i contratti a termine diversi dalle sostituzioni. Una quota (circa un quarto) è a carico del lavoratore e va trattenuta in busta; il contributo comprende IVS, NASpI, maternità, INAIL e assegni familiari (CUAF, non dovuta tra coniugi e parenti conviventi). Il versamento è trimestrale, con avviso PagoPA generato dal portale INPS o tramite intermediari, entro il 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio; le settimane si contano dalle ore effettivamente retribuite, comprese ferie, malattia pagata e festività. Fiscalmente la famiglia deduce i contributi a proprio carico fino a 1.549,37 euro l'anno e, per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti, detrae il 19% della spesa fino a 2.100 euro (con reddito fino a 40.000 euro); la retribuzione della lavoratrice è reddito di lavoro dipendente senza sostituto d'imposta, dichiarato da lei con il modello 730 o Redditi sulla base della certificazione del datore.

Licenziamento, dimissioni, fine del rapporto

La differenza più netta con gli altri lavoratori è la libertà di recesso. L'art. 4 della L. 108/1990 esclude i rapporti della L. 339/1958 dagli artt. 1 e 2 della L. 604/1966: il datore domestico può licenziare senza giustificato motivo e senza forma scritta a pena di inefficacia, rispettando solo il preavviso del CCNL (art. 2118 c.c.) o pagando l'indennità sostitutiva. La forma scritta resta consigliabile per provare la data e far decorrere il preavviso. Restano nulli i licenziamenti vietati dalla legge per tutti: quello discriminatorio (art. 3 L. 108/1990, art. 15 St. lav.), quello per matrimonio (art. 35 D.Lgs. 198/2006), quello intimato dall'inizio della gravidanza fino alla fine del congedo di maternità, che per le lavoratrici domestiche è il CCNL a vietare (salvo giusta causa), perché il D.Lgs. 151/2001 estende loro solo alcune tutele (art. 62). Il lavoratore che si dimette deve dare il preavviso dimezzato; il rapporto a termine cessa alla scadenza. In ogni caso di cessazione si liquidano TFR, ferie e permessi non goduti, ratei di tredicesima, indennità sostitutiva del preavviso se dovuta, e si comunica la cessazione all'INPS entro cinque giorni; il lavoratore ha diritto alla NASpI se ha i requisiti contributivi e il rapporto non è cessato per dimissioni volontarie. Le controversie vanno al giudice del lavoro, dopo un tentativo di conciliazione facoltativo in sede sindacale o presso l'Ispettorato; le cause tipiche riguardano ore non pagate, straordinari, TFR e differenze rispetto al livello. La pagina sul licenziamento di colf e badanti approfondisce.

Il lavoro nero in casa

Metà del lavoro domestico in Italia è irregolare. La famiglia che non comunica l'assunzione e non versa i contributi non subisce la maxi-sanzione delle imprese, che l'art. 3 DL 12/2002 esclude espressamente per il datore di lavoro domestico, ma risponde della sanzione per l'omessa comunicazione (da 100 a 500 euro), del recupero dei contributi non versati per cinque anni con le sanzioni civili (dal 30% annuo in caso di evasione, art. 116 L. 388/2000) e, soprattutto, delle pretese del lavoratore: differenze tra quanto pagato e i minimi del CCNL, straordinari, tredicesime, ferie, TFR, per cinque anni con prescrizione che decorre dalla fine del rapporto. È il caso classico della badante convivente pagata «800 euro tutto compreso» per anni, che alla cessazione chiede, a ragione, decine di migliaia di euro. Per il lavoratore straniero senza permesso il lavoro domestico è stato spesso la via delle sanatorie (l'ultima nel 2020) e del decreto flussi, che riserva quote agli assistenti familiari; l'assunzione regolare è la condizione del permesso di soggiorno. Chi ha un rapporto in nero e vuole regolarizzarlo comunica l'assunzione con la data effettiva, versa i contributi arretrati con il ravvedimento e formalizza il livello corretto: il costo è inferiore alla causa.

Come si assume in regola

  1. Definire il fabbisogno: ore settimanali reali, convivenza, mansioni (assistenza a non autosufficiente = livello CS o DS), eventuale assistenza notturna o presenza.
  2. Verificare i documenti: identità, codice fiscale, permesso di soggiorno valido per lavoro, eventuali attestati di formazione per il livello.
  3. Comunicare l'assunzione all'INPS entro il giorno precedente, con livello, ore, retribuzione, convivenza; l'INPS rilascia il codice rapporto.
  4. Firmare la lettera di assunzione con i contenuti del CCNL; consegnare copia del CCNL o indicare dove consultarlo.
  5. Pagare ogni mese con bonifico e consegnare il prospetto paga; accantonare tredicesima e TFR.
  6. Versare i contributi a ogni trimestre con PagoPA; conservare le ricevute per la deduzione.
  7. Alla fine: preavviso o indennità, conguaglio, comunicazione di cessazione entro cinque giorni, certificazione unica per la dichiarazione dei redditi della lavoratrice.

Il lavoro domestico è la forma di lavoro subordinato più diffusa nelle case e la meno conosciuta dai datori: le sue regole sono poche e chiare, e la loro violazione si paga quasi sempre alla fine del rapporto, quando il legame di fiducia si è rotto. Le pagine su lavoro nero e stipendio non pagato descrivono gli strumenti del lavoratore; quella su maternità e paternità le tutele che valgono anche in casa.

Domande frequenti

Posso licenziare la badante senza un motivo?
Sì. Il lavoro domestico è escluso dalla disciplina dei licenziamenti (art. 4 L. 108/1990): il recesso è libero, non richiede giustificazione né forma scritta a pena di inefficacia, ma va dato il preavviso del CCNL (da 8 a 30 giorni, raddoppiato se il licenziamento avviene entro 31 giorni dalla fine della maternità o in altri casi previsti) o pagata l'indennità sostitutiva. Restano nulli il licenziamento discriminatorio, quello per matrimonio e quello durante la maternità, e la lettera scritta è comunque consigliabile.
Quanto costa una badante convivente in regola nel 2026?
Il minimo CCNL per una badante di livello CS convivente è di 1.193,84 euro al mese (DS 1.474,73), più tredicesima, TFR (retribuzione annua diviso 13,5), ferie, indennità sostitutive se non gode di vitto e alloggio, e i contributi INPS: per 54 ore settimanali a 1,24 euro l'ora (oltre le 24 ore) circa 290 euro al trimestre, di cui una parte a carico della lavoratrice. In tutto, tra 1.500 e 1.700 euro al mese di costo per la famiglia, con la deduzione dei contributi fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% fino a 2.100 euro di spesa.
Che cosa rischio se la colf lavora in nero?
Il recupero dei contributi non versati per cinque anni con sanzioni civili e interessi, la sanzione amministrativa per l'omessa comunicazione di assunzione (100-500 euro), e soprattutto la causa della lavoratrice per differenze retributive, tredicesime, ferie e TFR non pagati, con prescrizione quinquennale che decorre dalla fine del rapporto. Non si applica la maxi-sanzione delle imprese (art. 3 DL 12/2002 esclude il datore domestico), ma il conto di cinque anni di arretrati è di regola più alto.
La badante convivente può lavorare 12 ore al giorno?
No: il CCNL fissa 54 ore settimanali con un massimo di 10 al giorno, il riposo notturno di almeno 11 ore consecutive, due ore di riposo intermedio e 36 ore di riposo settimanale. L'assistenza notturna a persone non autosufficienti è un contratto a sé (livello CS o DS) con retribuzione propria. Le ore oltre il limite sono straordinario maggiorato e, se ripetute, fondano una causa per differenze retributive.
L'assistito muore: il rapporto con la badante finisce da solo?
No. Il rapporto continua con gli eredi finché non è disdetto: va comunicato il licenziamento con il preavviso del CCNL o pagata l'indennità sostitutiva, insieme al TFR, alle ferie non godute, ai ratei di tredicesima; la lavoratrice ha diritto alla NASpI. La comunicazione di cessazione all'INPS va fatta entro cinque giorni.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • Contratto, mansioni e stipendioIl lavoro nero: diritti del lavoratore e rischi del datoreChe cos'è il lavoro nero (mancata comunicazione preventiva di assunzione, differenza con il lavoro grigio: part-time falso, fuori busta, straordinari non pagati), diritti del lavoratore (art. 2126 c.c.: retribuzione da CCNL, differenze, TFR, ferie, tredicesima, contributi INPS con prescrizione quinquennale e rendita vitalizia, tutela INAIL automatica per l'infortunio, licenziamento orale inefficace con reintegrazione, NASpI), come si prova il rapporto (testimoni, chat, bonifici, badge, foto, ispezione), la denuncia all'Ispettorato e la causa di lavoro, prescrizione dei crediti (5 anni dalla fine del rapporto), rischi per il datore (maxi-sanzione art. 3 DL 12/2002 +30% L. 145/2018: 1.950-11.700, 3.900-23.400, 7.800-46.800 euro; +20% per stranieri, minori, percettori di ADI; raddoppio della maggiorazione se recidivo; diffida ex art. 13 D.Lgs. 124/2004 con assunzione per almeno 3 mesi; sospensione dell'attività art. 14 D.Lgs. 81/2008; contributi evasi e sanzioni civili; reati per stranieri senza permesso art. 22 c. 12 TU immigrazione e caporalato 603-bis), esclusione del lavoro domestico dalla maxi-sanzione, lavoro nero e sussidi (ADI).
  • Contratto, mansioni e stipendioLo stipendio non pagato: come recuperarloDiffida e Ispettorato, decreto ingiuntivo con le buste paga, pignoramento, prescrizione 5 anni, Fondo di garanzia INPS (TFR e ultime 3 mensilità), dimissioni per giusta causa, lavoro nero.
  • Dimissioni, TFR e fine del rapportoIl TFR: calcolo, tempi di pagamento, anticipo, tuteleCalcolo (annua / 13,5) e rivalutazione, tempi, anticipo del 70%, fondo pensione e Fondo tesoreria, tassazione separata, Fondo di garanzia INPS, prescrizione, decreto ingiuntivo.
  • Contratto, mansioni e stipendioIl contratto a tempo determinato: durata, causali, proroghe, conversioneForma scritta, 12 mesi acausali, causali per arrivare a 24, sostituzione, limite complessivo di 24 mesi e contratto in deroga all'Ispettorato, 4 proroghe, rinnovi e intervalli di 10/20 giorni, continuazione oltre la scadenza (20-40%, 30/50 giorni), divieti, tetto del 20%, precedenza, periodo di prova, stagionali, impugnazione in 180 giorni e indennità.
  • Contratto, mansioni e stipendioMaternità e paternità: congedi, divieto di licenziamento, dimissioniCongedo di maternità (artt. 16-20: 2+3 mesi, flessibilità 1+4, 0+5, interdizione anticipata), indennità 80% (art. 22) anche se licenziata o disoccupata da meno di 60 giorni (art. 24), adozioni (art. 26), paternità obbligatoria 10 giorni (27-bis; Corte cost. 115/2025) e alternativa (28), congedo parentale (art. 32: 10-11 mesi, 6 per genitore, fino a 14 anni dal 2026) e indennità (art. 34: 3 mesi all'80% entro i 6 anni, 30% oltre), riposi giornalieri (39), malattia del figlio (47: senza limiti fino a 3 anni, 10 giorni l'anno fino a 14), lavoro notturno (53), divieto di licenziamento (54) e nullità, dimissioni e risoluzioni consensuali da convalidare fino ai 3 anni (55), rientro e mansioni (56).