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ProceduraImmigrazione e cittadinanza · Cittadinanza: ritardi, dinieghi, riconoscimenti

Il diniego della cittadinanza: motivi e ricorso

Dopo anni di attesa arriva il preavviso di rigetto o direttamente il decreto che nega la cittadinanza: per un reddito ritenuto insufficiente, per una vecchia condanna, per ragioni di sicurezza mai spiegate, per la mancata prova della lingua. Non sempre il diniego è legittimo: il Ministero ha un'ampia discrezionalità sulla cittadinanza per residenza, ma deve valutare la persona nel suo complesso e motivare. Per la cittadinanza per matrimonio le regole sono più rigide e il giudice è diverso. Questa pagina spiega i motivi più frequenti, come rispondere al preavviso e come impugnare.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Residenza: concessione discrezionale, ma serve una valutazione completa.
  • Matrimonio: diritto, negabile solo per le cause previste dalla legge.
  • Preavviso: osservazioni e documenti entro 10 giorni.
  • Ricorso: TAR Lazio in 60 giorni o straordinario in 120.
  • Matrimonio: il ricorso va al tribunale, sezione immigrazione.

I motivi di diniego più frequenti

MotivoChe cosa contaFonte
RedditoParametri delle prefetture: 8.263,31 euro per una persona, 11.362,05 con il coniuge a carico, più 516 per figlio; triennio precedente e fino al giuramentoPrassi ministeriale
Precedenti penali (residenza)Niente automatismi: gravità, esito, percorso rieducativo e integrazione complessivaCons. Stato III 2014/2025
Condanne (matrimonio)Solo delitti contro la personalità dello Stato, delitti non colposi con pena massima di almeno tre anni, condanne straniere oltre un anno riconosciute in Italia; la riabilitazione cancella l'effettoArt. 6 L. 91/1992
Sicurezza della RepubblicaMotivi comprovati; per il matrimonio serve il parere conforme del Consiglio di StatoArtt. 6 e 8 L. 91/1992
LinguaLivello B1 certificato o titolo di studio, salvo accordo di integrazione o permesso UE di lungo periodoArt. 9.1 L. 91/1992
Art. 9.1 L. 91/1992

«La concessione della cittadinanza italiana ai sensi degli articoli 5 e 9 è subordinata al possesso, da parte dell'interessato, di un'adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER).»

Preavviso di rigetto e ricorso

Prima del diniego il Ministero comunica i motivi ostativi: entro dieci giorni si possono presentare osservazioni e documenti, e il provvedimento finale deve spiegare perché non sono state accolte; se il diniego è annullato, l'amministrazione non può poi opporre motivi che già emergevano dall'istruttoria (art. 10-bis L. 241/1990). Conviene chiedere l'accesso agli atti per conoscere il fascicolo, comprese le informative di polizia. Per la cittadinanza per residenza il diniego si impugna davanti al TAR del Lazio entro sessanta giorni, oppure con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi (si veda la pagina sul ricorso al TAR); il giudice controlla la logicità, l'istruttoria e la motivazione della valutazione, senza sostituirsi al Ministero. Per la cittadinanza per matrimonio, che è un diritto soggettivo, la controversia spetta invece alla sezione specializzata del tribunale del luogo di dimora (artt. 3 e 4 D.L. 13/2017; TAR Lazio 5258/2024). Se la domanda resta senza risposta si veda la pagina sul silenzio sulla domanda di cittadinanza.

  1. Leggere con attenzione i motivi del preavviso o del decreto.
  2. Chiedere l'accesso al fascicolo, incluse le informative.
  3. Rispondere entro 10 giorni al preavviso con documenti aggiornati.
  4. Impugnare il diniego davanti al giudice competente nei termini.
  5. Valutare in alternativa una nuova domanda quando i requisiti sono completi.

Domande frequenti

Mi hanno negato la cittadinanza per una vecchia condanna: il diniego è legittimo?
Non automaticamente. Per la cittadinanza per residenza il Ministero ha ampia discrezionalità, ma il Consiglio di Stato esclude dinieghi automatici fondati sul solo reato: occorre valutare la gravità e l'esito della vicenda penale insieme ai legami familiari, al lavoro e al radicamento, e tenere conto per esempio della messa alla prova conclusa positivamente (Cons. Stato III 2014/2025). Per la cittadinanza per matrimonio sono ostative solo le condanne indicate dalla legge, e la riabilitazione ne fa cessare gli effetti (art. 6 L. 91/1992).
Quale reddito serve?
La legge non indica una cifra, ma le prefetture applicano parametri di riferimento: 8.263,31 euro annui per una persona sola, 11.362,05 con il coniuge a carico, più 516 euro per ogni figlio a carico, da dimostrare per il triennio precedente la domanda e fino al giuramento, anche con il reddito del nucleo familiare. Un reddito inferiore o discontinuo è uno dei motivi più frequenti di diniego per la cittadinanza per residenza.
Ho ricevuto il preavviso di rigetto: che cosa devo fare?
Entro dieci giorni si possono presentare osservazioni scritte con documenti, per esempio redditi aggiornati, esiti favorevoli di procedimenti penali, prova della lingua (art. 10-bis L. 241/1990). Il Ministero deve spiegare nel diniego perché non le accoglie e, se il diniego viene annullato dal giudice, non può poi opporre motivi che già risultavano dall'istruttoria.
Come si impugna il diniego?
Per la cittadinanza per residenza con ricorso al TAR del Lazio entro sessanta giorni dalla notifica, o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni. Per la cittadinanza per matrimonio, che è un diritto soggettivo, si agisce davanti alla sezione specializzata del tribunale del luogo di dimora (artt. 3 e 4 D.L. 13/2017); in caso di rigetto per questo tipo di cittadinanza la nuova domanda si può presentare dopo cinque anni (art. 8 L. 91/1992).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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