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GuidaDiritto civile · Successioni ed eredità

TFR, ferie e reversibilità: che cosa spetta ai familiari del lavoratore

Quando muore un lavoratore dipendente, il datore di lavoro deve ancora pagare il TFR, l'indennità di preavviso, l'ultimo stipendio, le ferie non godute; c'è il fondo pensione, spesso una polizza, e l'INPS può dovere una pensione ai superstiti. Queste somme però non seguono tutte le stesse regole: alcune spettano per legge a certi familiari anche se rinunciano all'eredità, altre fanno parte dell'eredità e vanno agli eredi. Questa pagina spiega la differenza e come chiederle.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • TFR e preavviso: al coniuge, ai figli e ai familiari a carico, anche se rinunciano all'eredità.
  • Ripartizione: per accordo o, in mancanza, secondo il bisogno di ciascuno.
  • Stipendi e ferie maturati: fanno parte dell'eredità e vanno agli eredi.
  • Fondo pensione: agli eredi o ai beneficiari designati dall'aderente.
  • Pensione ai superstiti: domanda all'INPS, con le regole della reversibilità.

TFR e indennità di preavviso: non sono eredità

Art. 2122, c. 1-2, c.c.

«In caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità, indicate dagli articoli 2118 e 2120 devono corrispondersi al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado. La ripartizione delle indennità, se non vi è accordo tra gli aventi diritto, deve farsi secondo il bisogno di ciascuno.»

Il trattamento di fine rapporto e l'indennità sostitutiva del preavviso spettano a queste persone per diritto proprio, non per successione (Cass. 3515/1981): per questo le ricevono anche se hanno rinunciato all'eredità, e non servono a pagare i debiti ereditari. Solo se mancano coniuge, figli e familiari a carico le indennità seguono la successione legittima, e il lavoratore può disporne per testamento (art. 2122, c. 3, c.c.; Corte cost. 8/1972). È nullo ogni patto fatto prima della morte sull'attribuzione e sulla ripartizione (art. 2122, ultimo comma). Se c'è un ex coniuge divorziato titolare di assegno, gli spetta una parte della quota del coniuge superstite (Cass. 1222/2000; si veda la pagina su TFR e reversibilità all'ex coniuge).

Che cosa va agli eredi e che cosa ai familiari

SommaA chi spettaFonte
TFRConiuge, figli, familiari a carico; in mancanza, erediArt. 2122 c.c.
Indennità di mancato preavvisoCome il TFRArtt. 2118 e 2122 c.c.
Ultime retribuzioni, ratei di tredicesima, ferie non godute maturateEredi, secondo testamento o leggeCrediti del lavoratore
Posizione nel fondo pensioneEredi o beneficiari designatiArt. 14, c. 3, D.Lgs. 252/2005
Polizza vitaBeneficiari indicati nel contrattoSi veda la pagina sulla polizza vita
Pensione ai superstitiConiuge, figli e altri familiari con i requisitiRegole INPS sulla reversibilità

Le retribuzioni e le ferie maturate prima della morte sono crediti che il lavoratore aveva già nel suo patrimonio, quindi entrano nell'eredità e si dividono secondo le quote di legge o il testamento. La polizza vita va ai beneficiari indicati (si veda la pagina sulla polizza vita e successione), e la pensione ai superstiti segue le regole spiegate nella pagina sulla pensione di reversibilità.

Il fondo pensione

Se l'aderente a una forma di previdenza complementare muore prima di maturare il diritto alla pensione, l'intera posizione individuale è riscattata dagli eredi o dai diversi soggetti che l'aderente ha designato, persone fisiche o giuridiche; in mancanza, nei fondi individuali la posizione è devoluta a finalità sociali, mentre nei fondi collettivi resta al fondo (art. 14, c. 3, D.Lgs. 252/2005). La designazione dei beneficiari, quindi, può far arrivare la posizione a persone diverse dagli eredi.

  1. Chiedere al datore di lavoro il conteggio di TFR, preavviso, retribuzioni e ferie.
  2. Presentare la domanda come coniuge, figlio o familiare a carico per TFR e preavviso.
  3. Accordarsi per iscritto sulla ripartizione, o chiedere al giudice di farla secondo il bisogno.
  4. Verificare fondo pensione, designazioni e polizze.
  5. Presentare all'INPS la domanda di pensione ai superstiti.

Domande frequenti

Ho rinunciato all'eredità di mio padre: ho comunque diritto al suo TFR?
Sì, se rientri tra le persone indicate dalla legge. Il TFR e l'indennità di preavviso del lavoratore morto spettano al coniuge, ai figli e, se vivevano a suo carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo (art. 2122 c.c.), che li acquistano per diritto proprio e non come eredi (Cass. 3515/1981): la rinuncia all'eredità non li tocca, e i creditori dell'eredità non possono pretenderli.
Come si divide il TFR tra vedova e figli?
Secondo l'accordo tra gli aventi diritto o, in mancanza, secondo il bisogno di ciascuno, deciso dal giudice (art. 2122, c. 2, c.c.). Se c'è un ex coniuge divorziato titolare di assegno, ha diritto a una parte della quota spettante al coniuge superstite (Cass. 1222/2000). È nullo ogni patto sulla ripartizione fatto prima della morte.
E l'ultimo stipendio e le ferie non godute?
Sono crediti che il lavoratore aveva già maturato: fanno parte dell'eredità e vanno agli eredi, secondo il testamento o le quote di legge. Chi ha rinunciato all'eredità non li riceve, e su queste somme possono soddisfarsi i creditori del defunto.
Che cosa succede al fondo pensione del lavoratore morto?
Se l'aderente muore prima di maturare la pensione, l'intera posizione è riscattata dagli eredi oppure dai beneficiari che aveva designato, persone fisiche o giuridiche. Se non ci sono, nei fondi individuali la posizione va a finalità sociali e nei fondi collettivi resta al fondo (art. 14, c. 3, D.Lgs. 252/2005). Conviene verificare subito se c'è una designazione e fare domanda al fondo.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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