In breve
- Occupazione d'urgenza: legittima con decreto motivato, eseguito entro tre mesi e seguito dall'esproprio nei termini; spetta l'indennità di occupazione.
- Senza valido esproprio il proprietario resta proprietario, anche se l'opera è stata costruita.
- Due sole uscite: restituzione del bene o acquisizione sanante con provvedimento motivato.
- Indennizzo: valore venale, più 10% per il danno non patrimoniale e 5% annuo per l'occupazione.
- Giudici: TAR per atti e restituzione, corte d'appello per l'importo.
L'occupazione d'urgenza legittima
Quando l'avvio dei lavori è particolarmente urgente, l'autorità può emanare un decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di esproprio e dispone l'occupazione anticipata dei beni; lo stesso vale per le opere strategiche della L. 443/2001 e quando gli espropriandi sono più di cinquanta (art. 22-bis, c. 1-2, DPR 327/2001). Il proprietario ha trenta giorni dall'immissione in possesso per presentare osservazioni se non condivide l'indennità offerta; se la condivide, riceve un acconto dell'80%. Il decreto va eseguito entro il termine perentorio di tre mesi e perde efficacia se il decreto di esproprio non viene emanato entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità, di regola cinque anni, prorogabili per non più di quattro (artt. 22-bis, c. 4 e 6, e 13).
Per il periodo tra l'immissione in possesso e il pagamento dell'indennità di esproprio spetta l'indennità di occupazione: per ogni anno un dodicesimo di quanto sarebbe dovuto per l'esproprio, e per ogni mese o frazione un dodicesimo di quella annua (art. 50, c. 1). Se manca l'accordo, la determina la commissione provinciale, e contro la sua decisione si propone l'opposizione alla stima (c. 2-3), spiegata nella pagina sull'indennità di esproprio.
Quando l'occupazione diventa illegittima
L'occupazione è senza titolo quando l'opera viene realizzata senza un valido decreto di esproprio: perché il decreto non è mai arrivato nei termini, perché la dichiarazione di pubblica utilità è scaduta o è stata annullata, perché è stato annullato il decreto, o perché i lavori hanno invaso aree non comprese nella procedura. Per decenni la giurisprudenza ha applicato l'«occupazione acquisitiva», che attribuiva la proprietà all'amministrazione per il solo fatto della costruzione dell'opera, ma la Corte europea dei diritti dell'uomo l'ha giudicata contraria alla tutela della proprietà (Belvedere Alberghiera e Carbonara e Ventura contro Italia, 2000), e la Cassazione l'ha abbandonata (Cass. SU 735/2015).
Oggi il proprietario resta tale, e l'occupazione è un illecito permanente che cessa solo in tre modi: la restituzione del bene, l'acquisizione con il provvedimento dell'art. 42-bis o un contratto tra le parti; la rinuncia del proprietario alla proprietà, la cosiddetta rinuncia abdicativa, non basta a chiudere la vicenda (Cons. St., Ad. plen. 2/2020).
L'acquisizione sanante
«Valutati gli interessi in conflitto, l'autorità che utilizza un bene immobile per scopi di interesse pubblico, modificato in assenza di un valido ed efficace provvedimento di esproprio o dichiarativo della pubblica utilità, può disporre che esso sia acquisito, non retroattivamente, al suo patrimonio indisponibile e che al proprietario sia corrisposto un indennizzo per il pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, quest'ultimo forfetariamente liquidato nella misura del dieci per cento del valore venale del bene.»
| Voce | Importo | Norma |
|---|---|---|
| Danno patrimoniale | Valore venale del bene; per le aree edificabili con i criteri dell'art. 37 | Art. 42-bis, c. 3 |
| Danno non patrimoniale | 10% del valore venale; 20% per l'edilizia residenziale pubblica o per aree date in uso speciale a privati | C. 1 e 5 |
| Periodo di occupazione senza titolo | 5% annuo del valore, salvo prova di un danno diverso | C. 3 |
Il provvedimento non è un atto dovuto: deve indicare le circostanze dell'occupazione e, se possibile, la sua data d'inizio, ed essere specificamente motivato sulle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico, confrontate con gli interessi del privato, e sull'assenza di ragionevoli alternative. Liquida l'indennizzo, che va pagato entro trenta giorni, e trasferisce la proprietà solo con il pagamento o il deposito; viene trascritto e comunicato alla Corte dei conti (art. 42-bis, c. 4 e 7). Si applica anche alle occupazioni anteriori alla norma e, in quanto compatibile, all'imposizione di servitù (c. 6 e 8). La Corte costituzionale ne ha confermato la legittimità con la sentenza 71/2015.
Come si agisce e davanti a quale giudice
| Che cosa si chiede | Giudice |
|---|---|
| Annullamento della dichiarazione di pubblica utilità, del decreto di occupazione o di esproprio | TAR, entro sessanta giorni |
| Restituzione del bene e risarcimento per l'occupazione illegittima | TAR, in giurisdizione esclusiva, se l'occupazione si ricollega a una procedura espropriativa; giudice ordinario se l'amministrazione ha agito senza alcun esercizio del potere |
| Obbligo dell'amministrazione di scegliere tra restituzione e acquisizione | TAR, con l'azione contro il silenzio |
| Legittimità del provvedimento di acquisizione sanante | TAR, entro sessanta giorni |
| Importo dell'indennizzo di acquisizione sanante | Corte d'appello in unico grado (Cass. SU 15283/2016) |
| Indennità per l'occupazione d'urgenza legittima | Opposizione alla stima davanti alla corte d'appello (art. 50, c. 3) |
Il TAR ha giurisdizione esclusiva su atti, provvedimenti, accordi e comportamenti delle amministrazioni in materia di espropriazione, mentre al giudice ordinario restano le controversie sulla determinazione e sul pagamento delle indennità (art. 133, c. 1, lett. g, c.p.a.) e quelle sui comportamenti che non si ricollegano, neppure indirettamente, all'esercizio del potere espropriativo (Corte cost. 191/2006). Contro l'inerzia dell'amministrazione si usa l'azione contro il silenzio, e se la sentenza non viene eseguita il giudizio di ottemperanza. Sulla procedura ordinaria si veda la pagina sull'espropriazione per pubblica utilità.
- Ricostruire gli atti: vincolo, pubblica utilità, decreti, date di immissione in possesso.
- Verificare i termini: tre mesi per eseguire l'occupazione, termine per il decreto di esproprio.
- Far stimare il bene e calcolare il periodo di occupazione.
- Diffidare l'amministrazione a restituire o ad acquisire.
- Agire davanti al giudice giusto: TAR per atti e restituzione, corte d'appello per gli importi.
Domande frequenti
Il Comune ha costruito una strada sul mio terreno senza mai fare il decreto di esproprio: il terreno è ancora mio?
Quanto mi spetta con l'acquisizione sanante?
Posso chiedere la restituzione del terreno invece dei soldi?
Davanti a quale giudice si contesta l'indennizzo dell'acquisizione sanante?
Fonti normative
- Art. 22-bis DPR 327/2001 — Occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione
- Art. 42-bis DPR 327/2001 — Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico
- Art. 50 DPR 327/2001 — Indennità per l'occupazione
- Art. 13 DPR 327/2001 — Termine per il decreto di esproprio
- Art. 133 c.p.a. — Giurisdizione esclusiva (lett. g, espropriazioni)
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Espropri e beni pubbliciL'espropriazione per pubblica utilità: procedura e difeseLe fasi del DPR 327/2001: vincolo di 5 anni, pubblica utilità, offerta e accettazione in 30 giorni con acconto dell'80%, decreto; indennità al valore venale.
- Espropri e beni pubbliciL'indennità di esproprio e l'opposizione alla stimaArtt. 32-45 DPR 327/2001: valore venale delle aree edificabili, terreni agricoli dopo Corte cost. 181/2011, cessione volontaria, opposizione alla stima in 30 giorni.
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