In breve
- Retrocessione totale: se l'opera non è realizzata né cominciata entro dieci anni dall'esecuzione del decreto di esproprio.
- Retrocessione parziale: per le parti del bene non utilizzate, quando l'opera è stata fatta; decide l'amministrazione.
- Prezzo: concordato o stimato con i criteri dell'indennità, al valore del momento.
- Prelazione del Comune sulle aree retrocesse.
- Giudice: TAR per la parziale; per la totale la giurisdizione è discussa.
Retrocessione totale e parziale
«Se l'opera pubblica o di pubblica utilità non è stata realizzata o cominciata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, ovvero se risulta anche in epoca anteriore l'impossibilità della sua esecuzione, l'espropriato può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e che siano disposti la restituzione del bene espropriato e il pagamento di una somma a titolo di indennità.»
| Retrocessione totale | Retrocessione parziale | |
|---|---|---|
| Quando | Opera non realizzata né cominciata in dieci anni, o impossibile | Opera realizzata, ma parte del bene non utilizzata |
| Chi decide | Presupposto oggettivo: basta il decorso del termine | L'amministrazione, che individua i beni non necessari |
| Che cosa si ottiene | Decadenza della pubblica utilità e restituzione dell'intero bene | Restituzione della sola parte non utilizzata |
| Norma | Art. 46 | Art. 47 |
Per la retrocessione totale conta l'inizio dei lavori, non il loro completamento: se l'opera è stata cominciata nei dieci anni, la retrocessione totale non spetta (Cons. St. 122/2015). L'opera va individuata secondo la dichiarazione di pubblica utilità, e chi chiede la retrocessione deve provarne i presupposti (Cass. 10461/2014). L'amministrazione, dal canto suo, non può restituire il bene di sua iniziativa revocando il decreto: la restituzione passa sempre per la domanda dell'espropriato (Cass. 14905/2009). La retrocessione parziale è invece discrezionale, e vale anche per le aree acquisite con la cessione volontaria, che nel procedimento espropriativo equivale al decreto (Cons. St. 2857/2018).
Alle procedure in cui la dichiarazione di pubblica utilità è anteriore al 30 giugno 2003, data di entrata in vigore del testo unico, continuano ad applicarsi le norme precedenti, come l'art. 63 della legge del 1865 sulle espropriazioni (art. 57).
La procedura e il prezzo
Nella retrocessione parziale il beneficiario dell'esproprio indica con raccomandata, al proprietario e al Comune, i beni che non servono all'opera e possono essere ritrasferiti, con il relativo corrispettivo; entro i tre mesi successivi l'espropriato invia copia della sua istanza originaria all'autorità che ha emesso il decreto e paga la somma nei trenta giorni successivi (art. 47, c. 1-2). Se l'indicazione non arriva, l'espropriato può chiedere all'autorità espropriante di individuare la parte del bene che non serve più (c. 3), e contro l'inerzia agire con l'azione contro il silenzio.
- Il corrispettivo si concorda con l'amministrazione; in mancanza lo determinano l'ufficio tecnico erariale o la commissione provinciale, con i criteri dell'indennità di esproprio e con riferimento al momento del ritrasferimento (art. 48, c. 1). Può quindi superare l'indennità ricevuta a suo tempo.
- Contro la stima si propone opposizione alla corte d'appello del distretto in cui si trova il bene (c. 2), come per l'indennità di esproprio.
- Il Comune può esercitare la prelazione sulle aree non utilizzate entro 180 giorni dalla notifica dell'accordo, o entro 60 dalla notifica dell'atto che determina il corrispettivo (c. 3).
Davanti a quale giudice
La retrocessione parziale riguarda un interesse legittimo, perché dipende dalla valutazione dell'amministrazione su quali beni non servono più: la tutela è davanti al TAR. Per la retrocessione totale il quadro è meno netto. Tradizionalmente è stata considerata un diritto dell'espropriato da far valere davanti al giudice ordinario (Cass. SU 1520/2014); con la sentenza 1092/2017 le Sezioni unite l'hanno invece ricondotta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di espropriazioni (art. 133, c. 1, lett. g, c.p.a.), seguite da una parte dei TAR, mentre altre pronunce sono rimaste all'orientamento precedente. Prima di agire conviene quindi valutare con attenzione la scelta del giudice; sul riparto in generale si veda la pagina TAR o giudice ordinario.
- Recuperare gli atti: dichiarazione di pubblica utilità, decreto di esproprio e data di esecuzione, anche con l'accesso agli atti.
- Verificare lo stato dei lavori e documentarlo, con fotografie e rilievi.
- Presentare l'istanza all'autorità espropriante e al beneficiario.
- Valutare il corrispettivo con un tecnico di fiducia.
- Agire nei termini davanti al giudice individuato, e contro la stima in corte d'appello.
Domande frequenti
Mi hanno espropriato un terreno dodici anni fa e non hanno mai costruito nulla: posso riaverlo?
Quanto devo pagare per riavere il bene?
L'opera è stata costruita, ma metà del terreno è rimasta inutilizzata: che cosa posso fare?
Davanti a quale giudice si chiede la retrocessione?
Fonti normative
- Art. 46 DPR 327/2001 — Retrocessione totale
- Art. 47 DPR 327/2001 — Retrocessione parziale
- Art. 48 DPR 327/2001 — Corrispettivo e prelazione del Comune
- Art. 57 DPR 327/2001 — Procedimenti in corso
- Art. 133 c.p.a. — Giurisdizione esclusiva (lett. g, espropriazioni)
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Espropri e beni pubbliciL'espropriazione per pubblica utilità: procedura e difeseLe fasi del DPR 327/2001: vincolo di 5 anni, pubblica utilità, offerta e accettazione in 30 giorni con acconto dell'80%, decreto; indennità al valore venale.
- Espropri e beni pubbliciL'indennità di esproprio e l'opposizione alla stimaArtt. 32-45 DPR 327/2001: valore venale delle aree edificabili, terreni agricoli dopo Corte cost. 181/2011, cessione volontaria, opposizione alla stima in 30 giorni.
- Espropri e beni pubbliciOccupazione d'urgenza e occupazione senza titolo: l'acquisizione sananteArtt. 22-bis, 42-bis e 50 DPR 327/2001: indennità di occupazione, opera senza esproprio, restituzione o acquisizione con valore venale più 10% e 5% annuo, giudici.
- TAR e Consiglio di StatoTAR o giudice ordinario? Diritti soggettivi e interessi legittimiCome capire se una lite con la PA va al TAR o al giudice ordinario: interessi legittimi e diritti soggettivi, materie esclusive dell'art. 133 c.p.a..
- TAR e Consiglio di StatoIl silenzio della pubblica amministrazione: il ricorso contro l'inerziaTermini del procedimento, silenzio-inadempimento, diffida facoltativa, ricorso ex artt. 31 e 117 c.p.a. entro un anno, commissario ad acta, silenzio-assenso e rigetto, indennizzo e risarcimento.
- TAR e Consiglio di StatoIl ricorso al TAR: termini, procedura, costiSessanta giorni dalla conoscenza, notifica e deposito, i tre vizi, sospensiva collegiale e monocratica, contributo unificato, motivi aggiunti, udienza, appello.
- TAR e Consiglio di StatoL'accesso agli atti amministrativi e l'accesso civicoAccesso documentale (interesse, motivazione, 30 giorni, limiti, controinteressati, ricorso al TAR o al difensore civico), accesso civico semplice e generalizzato (senza motivazione, riesame, ricorso), costi.