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GuidaSocietà e impresa · Contratti commerciali

NDA e accordi di riservatezza

L'accordo di riservatezza, o NDA (non-disclosure agreement), è il contratto con cui chi riceve informazioni riservate si impegna a non divulgarle e a usarle solo per lo scopo concordato: una trattativa per vendere l'azienda, lo sviluppo di un prodotto con un fornitore, un investimento, una consulenza. In Italia non ha una disciplina specifica: è un contratto atipico, regolato dalle norme generali, che si affianca alla tutela legale dei segreti commerciali. Questa pagina spiega che cosa deve contenere, come funziona la penale, quanto può durare e che cosa fare quando viene violato.

Verificato il 23 settembre 2026Lettura: 5 min

In breve

  • Contratto atipico: nessuna forma obbligatoria, ma per iscritto è molto più facile da far valere.
  • Il cuore è la definizione delle informazioni riservate e delle esclusioni.
  • La penale evita di provare il danno, ma il giudice può ridurla se eccessiva.
  • Protegge anche ciò che non è un segreto commerciale, e per i segreti veri è una delle misure richieste dalla legge.
  • Non vieta la concorrenza né le segnalazioni di illeciti protette dalla legge.

A che cosa serve e quando si firma

L'NDA si firma prima di mostrare qualcosa di riservato: il piano di un prodotto a un possibile partner, i conti dell'azienda a un investitore o a chi vuole comprarla, un progetto a un fornitore o a un consulente. Può essere unilaterale, quando solo una parte comunica informazioni, o reciproco, quando si scambiano dati entrambe. In mancanza di una disciplina specifica si applicano le regole generali del contratto: l'autonomia delle parti (art. 1322 c.c.), il dovere di buona fede nelle trattative e nell'esecuzione (artt. 1337 e 1375) e le norme sull'inadempimento.

L'accordo è utile anche quando la legge già protegge l'informazione. Il codice della proprietà industriale tutela come segreti commerciali solo le informazioni segrete, dotate di valore economico e sottoposte a «misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete» (art. 98 c.p.i.): un NDA ben scritto è una di queste misure e aiuta a dimostrarle. Per tutto il resto, ciò che non raggiunge il livello del segreto commerciale, l'NDA è spesso l'unica tutela.

Che cosa deve contenere

ClausolaChe cosa regolaAttenzione a
Informazioni riservateChe cosa è coperto: documenti, dati, campioni, informazioni oraliDefinizioni troppo generiche sono difficili da far valere; meglio indicare categorie e modalità di contrassegno
EsclusioniInformazioni già pubbliche, già note, sviluppate in modo indipendente, ricevute lecitamente da terziChi le invoca deve poterle provare
Scopo e usoUso solo per la trattativa o il progetto indicatiIl divieto di usare le informazioni conta quanto quello di divulgarle
Persone autorizzateDipendenti e consulenti che hanno bisogno di sapereObbligo di vincolarli a loro volta e responsabilità per il loro comportamento
Obblighi di leggeDivulgazione imposta da un giudice o da un'autoritàPreavviso all'altra parte, se consentito
RestituzioneRestituzione o distruzione dei materiali alla fineCopie di sicurezza e dati conservati per legge
Durata, penale, foroQuanto dura l'obbligo, quanto costa violarlo, dove si fa causaLegge applicabile e giudice competente nei rapporti con l'estero

La penale e la durata

Art. 1382, c. 1 e 2, c.c.

«La clausola, con cui si conviene che, in caso d'inadempimento o di ritardo nell'adempimento, uno dei contraenti è tenuto a una determinata prestazione, ha l'effetto di limitare il risarcimento alla prestazione promessa, se non è stata convenuta la risarcibilità del danno ulteriore. La penale è dovuta indipendentemente dalla prova del danno.»

Il danno da violazione della riservatezza è spesso difficile da quantificare: una clausola penale risolve il problema, perché è dovuta senza provare il danno. Chi la predispone dovrebbe prevedere anche il diritto al risarcimento del danno ulteriore, altrimenti il ristoro si ferma alla somma pattuita. La penale non può però essere punitiva: se è manifestamente eccessiva il giudice la riduce ad equità, anche senza una richiesta della parte (art. 1384; Cass. 25061/2025). Quanto alla durata, la legge lascia libere le parti: si usa un termine di alcuni anni per le informazioni di trattativa e una durata legata al permanere del segreto per il know-how vero e proprio.

Dipendenti, concorrenza e segnalazioni

Durante il rapporto di lavoro il dipendente è già tenuto a non divulgare notizie sull'organizzazione e sui metodi di produzione dell'impresa (art. 2105 c.c.), e un obbligo di riservatezza scritto può precisarne il contenuto anche per il periodo successivo. Un accordo che vieta all'ex dipendente di lavorare per concorrenti, invece, non è più un NDA ma un patto di non concorrenza, che deve rispettare i requisiti dell'art. 2125: forma scritta, corrispettivo, limiti di oggetto, tempo e luogo. Nessun accordo di riservatezza, infine, può impedire le segnalazioni di illeciti protette dal D.Lgs. 24/2023: chi segnala nei modi previsti non risponde per la rivelazione di informazioni coperte da obbligo di segreto (art. 20), come spiegato nella pagina sul whistleblowing.

Quando l'NDA viene violato

La prima mossa è raccogliere le prove: quali informazioni sono state consegnate, quando e a chi, e da che cosa risulta l'uso o la divulgazione. Poi si valuta una diffida, che serve anche a fermare chi ha ricevuto le informazioni da chi ha violato l'accordo. Se le informazioni sono segreti commerciali, alla responsabilità contrattuale si aggiungono le azioni del codice della proprietà industriale contro l'acquisizione, la rivelazione e l'uso abusivi, anche verso i terzi che sapevano o dovevano sapere, da esercitare entro cinque anni (art. 99 c.p.i.), con descrizione, sequestro e inibitoria davanti alla sezione specializzata in materia di impresa; chi rivela o impiega a proprio profitto segreti commerciali conosciuti per ragioni del proprio ufficio, professione o arte, o acquisiti in modo abusivo, commette anche il reato dell'art. 623 c.p., procedibile a querela.

  1. Firmare prima di mostrare qualsiasi informazione, non dopo.
  2. Definire con precisione che cosa è riservato e contrassegnare i documenti.
  3. Prevedere una penale ragionevole e il risarcimento del danno ulteriore.
  4. Tenere traccia di che cosa si è consegnato, a chi e quando.
  5. Reagire subito alla violazione con diffida e, se serve, con un ricorso d'urgenza.

La tutela legale del know-how è spiegata nella pagina sui segreti commerciali; lo storno di clienti e dipendenti in quella sulla concorrenza sleale; il giudice competente in quella sul tribunale delle imprese.

Domande frequenti

Un NDA firmato via email o con firma elettronica è valido?
Sì. La legge non prescrive una forma particolare per l'accordo di riservatezza, che è un contratto atipico (art. 1322 c.c.): vale anche se concluso per email o con firma elettronica. La forma scritta, però, è decisiva per la prova, soprattutto per dimostrare quali informazioni erano coperte e che la controparte le ha ricevute.
Se l'altra parte viola l'NDA, devo dimostrare il danno?
Se il contratto prevede una penale, no: la penale è dovuta per il solo fatto dell'inadempimento, senza prova del danno (art. 1382 c.c.). Limita però il risarcimento alla somma pattuita, salvo che l'accordo consenta di chiedere anche il danno ulteriore. Il giudice può ridurla, anche d'ufficio, se è manifestamente eccessiva (art. 1384; Cass. 25061/2025). Senza penale bisogna provare il danno subito.
Per quanto tempo può durare l'obbligo di riservatezza?
La legge non fissa un limite: la durata la decidono le parti. Nella prassi si prevede un periodo di alcuni anni dalla fine della trattativa o del rapporto, e una durata senza limiti per le informazioni che sono veri segreti commerciali, finché restano tali. Conviene scriverlo chiaramente, perché un obbligo senza termine si presta a contestazioni.
Un NDA può impedire a un dipendente di segnalare illeciti?
No. Chi segnala violazioni con i canali e alle condizioni del D.Lgs. 24/2023 non risponde per aver rivelato informazioni coperte da obblighi di segreto, se aveva fondati motivi di ritenere la rivelazione necessaria per svelare la violazione (art. 20), salvi alcuni segreti particolari come quelli professionali forensi e medici. Le rinunce a queste tutele non sono valide, salvo che siano fatte nelle sedi protette dell'art. 2113, c. 4, c.c. (art. 22).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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