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GuidaSocietà e impresa · Marchi, brevetti e concorrenza

I segreti commerciali e il know-how

Liste clienti, prezzi praticati, ricette, processi produttivi, codice sorgente, strategie: il patrimonio di molte imprese non è brevettato ma segreto. La legge lo protegge come proprietà industriale, a tre condizioni: che le informazioni non siano note nel settore, che abbiano valore proprio perché segrete e che l'impresa le custodisca con misure adeguate. Chi le sottrae, le usa o le rivela abusivamente, compreso l'ex dipendente o il concorrente che le riceve, può essere fermato con un provvedimento d'urgenza, condannato al risarcimento e, nei casi più gravi, perseguito penalmente. Questa pagina spiega che cosa si può proteggere, come e che cosa fare quando il segreto esce dall'azienda.

Verificato il 23 settembre 2026Lettura: 5 min

In breve

  • Tre requisiti: informazioni non note nel settore, con valore perché segrete, protette da misure adeguate.
  • Vietato acquisirle, usarle o rivelarle abusivamente, anche per chi le riceve sapendo o dovendo sapere.
  • Rimedi: inibitoria e sequestro d'urgenza, risarcimento, riservatezza nel processo; 5 anni per agire.
  • Ex dipendenti: possono usare l'esperienza, non i segreti e i dati organizzati dell'azienda.
  • Reato fino a due anni, aumentato se commesso con strumenti informatici, a querela.

Che cosa è un segreto commerciale

Art. 98, c. 1, c.p.i.

«[...] Per segreti commerciali si intendono le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore, ove tali informazioni: a) siano segrete, nel senso che non siano nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore; b) abbiano valore economico in quanto segrete; c) siano sottoposte [...] a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.»

La definizione, riscritta nel 2018 per attuare la direttiva europea sui segreti commerciali, copre informazioni tecniche e commerciali: formule, processi, disegni, software, prezzi e margini, strategie, liste di clienti e fornitori. Il segreto non deve essere assoluto, ma non deve essere accessibile agli operatori del settore nella sua combinazione specifica; e soprattutto l'impresa deve dimostrare di averlo custodito, perché senza misure di protezione adeguate non c'è tutela. A differenza del brevetto, il segreto non si registra, non scade e non si rivela al pubblico, ma la tutela cessa appena diventa noto e non opera contro chi arriva allo stesso risultato in modo indipendente.

Che cosa è vietato e come si reagisce

Il detentore può vietare a chiunque di acquisire, rivelare o usare in modo abusivo i suoi segreti, salvo che il terzo li abbia ottenuti in modo indipendente. La responsabilità si estende a chi li ha ricevuti da altri sapendo, o dovendo sapere secondo le circostanze, che provenivano da un illecito, e a chi produce, vende, importa o immagazzina merci la cui progettazione o produzione beneficia in modo significativo dei segreti sottratti. Le azioni si prescrivono in cinque anni (art. 99 c.p.i.).

StrumentoA che cosa serveNorma
Descrizione e sequestroAcquisire la prova e bloccare documenti, file e merci, anche d'urgenzaArt. 129 c.p.i.
InibitoriaVietare l'uso e la rivelazione, ordinare il ritiro dal commercio, anche contro gli intermediariArt. 131 c.p.i.
ProporzionalitàIl giudice pesa valore del segreto, misure di protezione, condotta, interessi delle parti e dei terziArt. 124, c. 6-bis c.p.i.
Riservatezza nel processoDivieto di usare o rivelare i segreti per parti, consulenti, testimoni; accesso limitato agli atti e alle udienzeArt. 121-ter c.p.i.
RisarcimentoPerdite e mancato guadagno, benefici ottenuti dal violatore, restituzione degli utiliArt. 125 c.p.i.

Le cause si propongono davanti alle sezioni specializzate del tribunale delle imprese. Quando mancano i requisiti del segreto, resta la concorrenza sleale: per la Cassazione è illecito anche il trasferimento a un concorrente di un complesso organizzato e strutturato di informazioni aziendali, anche non segretate, che vada oltre ciò che un dipendente ricorda della propria esperienza (Cass. 18772/2019), come i tabulati di clienti e distributori (Cass. 14098/2025).

Dipendenti ed ex dipendenti

Durante il rapporto il lavoratore non può trattare affari in concorrenza né divulgare o usare notizie sull'organizzazione e sui metodi di produzione dell'impresa (art. 2105 c.c.), e l'obbligo di fedeltà si integra con la correttezza e la buona fede, anche fuori dall'orario di lavoro (Cass. 26181/2024, 28367/2025). Dopo la fine del rapporto, l'ex dipendente può usare presso il nuovo datore le conoscenze e l'esperienza acquisite, purché non violi segreti aziendali o un patto di non concorrenza valido (Cass. 14107/2025). Il patto deve essere scritto, prevedere un corrispettivo ed essere limitato per oggetto, tempo e luogo, con durata massima di cinque anni per i dirigenti e tre per gli altri (art. 2125 c.c.). Per consulenti, fornitori e partner lo strumento è l'accordo di riservatezza, spiegato nella pagina sugli NDA.

Il reato

L'art. 623 c.p. punisce con la reclusione fino a due anni chi, avendo conosciuto segreti commerciali per ragioni del suo stato, ufficio, professione o arte, li rivela o li impiega a profitto proprio o altrui, e chi li rivela o impiega dopo averli acquisiti abusivamente; la pena è aumentata se il fatto è commesso con strumenti informatici, e si procede a querela. Basta che il segreto riguardi anche una sola parte del processo produttivo (Cass. pen. 3211/2023); la nozione penale di segreto commerciale non coincide con quella dell'art. 98 c.p.i. (Cass. pen. 16975/2020), e il profitto può essere anche non patrimoniale (Cass. pen. 39656/2010).

  1. Mappare i segreti: quali informazioni hanno valore perché riservate e chi vi accede.
  2. Proteggerli: accessi, credenziali, registri, marcature, accordi di riservatezza, patti di non concorrenza.
  3. Al sospetto di una fuga, preservare le prove: log, email, copie su dispositivi, senza violare la privacy dei lavoratori.
  4. Agire subito in via cautelare per descrizione, sequestro e inibitoria, chiedendo misure di riservatezza.
  5. Valutare la querela entro tre mesi e l'azione di risarcimento entro cinque anni.

La tutela registrata delle invenzioni è spiegata nella pagina sul brevetto; gli altri atti scorretti tra concorrenti nella pagina sulla concorrenza sleale.

Domande frequenti

L'elenco dei nostri clienti è un segreto commerciale?
Può esserlo, se non è ricostruibile facilmente dall'esterno, ha valore perché riservato e l'azienda lo protegge con misure adeguate: accessi limitati, credenziali, clausole di riservatezza. Anche quando mancano i requisiti del segreto, la Cassazione considera concorrenza sleale appropriarsi di un complesso organizzato di dati aziendali, come i tabulati di clienti e distributori, anche se i nomi erano in parte noti ai dipendenti (Cass. 14098/2025, 18772/2019).
Un nostro ex dipendente lavora ora per un concorrente e contatta i nostri clienti: possiamo impedirlo?
Dipende da che cosa usa. L'ex dipendente può mettere a frutto conoscenze ed esperienza professionale acquisite, se non viola segreti aziendali o un patto di non concorrenza valido (Cass. 14107/2025). Se invece ha portato via dati, liste, offerte o documenti riservati, si può chiedere al tribunale delle imprese, anche in via d'urgenza, di vietarne l'uso, di sequestrare il materiale e di condannare lui e il nuovo datore che ne abbia approfittato sapendo o dovendo sapere (art. 99 c.p.i.).
Che cosa deve fare un'impresa per proteggere il proprio know-how?
La tutela esiste solo se il segreto è custodito con misure ragionevolmente adeguate (art. 98 c.p.i.): classificare le informazioni, limitare gli accessi a chi ne ha bisogno, usare credenziali e tracciamento, far firmare accordi di riservatezza a dipendenti, consulenti e partner, prevedere clausole su restituzione e cancellazione dei dati a fine rapporto e, per le figure chiave, un patto di non concorrenza scritto e retribuito (art. 2125 c.c.).
La sottrazione di segreti aziendali è reato?
Sì. L'art. 623 c.p. punisce con la reclusione fino a due anni chi, avendone avuto conoscenza per il suo lavoro o ufficio, rivela o impiega a profitto proprio o altrui segreti commerciali, e chi li rivela o impiega dopo averli acquisiti abusivamente; la pena è aumentata se il fatto è commesso con strumenti informatici. Si procede a querela, da presentare entro tre mesi dalla conoscenza del fatto.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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