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ReatoDiritto penale · Reati contro il patrimonio

Il furto tentato

La persona fermata dalla vigilanza dopo le casse del supermercato con la merce nascosta nella borsa, il ladro sorpreso mentre forza la portiera di un'auto: il furto non è stato portato a termine, ma è comunque reato. Questa pagina spiega quando il furto resta tentato e quando è consumato, quanto si rischia, che peso hanno i dispositivi antitaccheggio, quando la desistenza evita la pena e perché, nella maggior parte dei casi, serve la querela.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Tentativo: atti idonei e non equivoci, ma il furto non si compie.
  • Supermercato: se l'azione è sorvegliata e fermata subito, il furto resta tentato.
  • Pena: quella del furto ridotta da un terzo a due terzi.
  • Antitaccheggio: staccarlo è violenza sulle cose, un'aggravante.
  • Querela: di regola necessaria; il risarcimento può estinguere il reato.

Quando il furto è tentato

Art. 56 c.p.

«Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica.»

Il furto si consuma con l'impossessamento, cioè quando l'autore acquista un'autonoma disponibilità della cosa. Per le Sezioni unite, nel supermercato il monitoraggio dell'azione, con apparati automatici o con l'osservazione diretta del personale o delle forze dell'ordine, seguito dall'intervento immediato, impedisce la consumazione: la merce non è mai uscita dalla sfera di vigilanza del negozio (Cass. SU 52117/2014). Il furto è invece consumato se la refurtiva è stata nascosta fuori dal controllo della vittima, anche se l'autore è ancora sul posto (Cass. 2726/2017), e un GPS sul bene sottratto non basta a renderlo tentato (Cass. 18818/2024; si veda la pagina sul tentativo).

Pena, aggravanti e antitaccheggio

IpotesiPena del furto consumatoCon la riduzione per il tentativo
Furto semplice (art. 624)Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multaDa 2 mesi a 2 anni, oltre alla multa ridotta
Con un'aggravante dell'art. 625Reclusione da 2 a 6 anni e multaDa 8 mesi a 4 anni, oltre alla multa ridotta
Con due o più aggravantiReclusione da 3 a 10 anni e multaDa 1 anno a 6 anni e 8 mesi, oltre alla multa ridotta

Il calcolo applica la diminuzione da un terzo a due terzi prevista dall'art. 56. Rimuovere il dispositivo antitaccheggio è violenza sulle cose, aggravante del n. 2 dell'art. 625 (Cass. 2067/2022); la placca non esclude l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede (Cass. 21158/2017); nascondere la merce addosso o nella borsa non è invece mezzo fraudolento (Cass. SU 40354/2013).

Desistenza, querela e vie d'uscita

Chi desiste volontariamente risponde solo degli atti già compiuti, se costituiscono un altro reato (art. 56, c. 3). La desistenza però deve nascere da una libera scelta e non da fattori esterni, come l'essere stato scoperto (Cass. 13104/2024), e deve provarla chi la invoca (Cass. 51383/2023). Il furto è punibile a querela della persona offesa, salvo i casi indicati dall'art. 624, c. 3; se l'autore ripara interamente il danno prima dell'apertura del dibattimento, il giudice dichiara estinto il reato (art. 162-ter; si veda l'estinzione per condotte riparatorie). Per i fatti di minima offensività resta la particolare tenuità del fatto.

  1. Non firmare dichiarazioni sul fatto senza un difensore.
  2. Chiedere copia del verbale e dell'eventuale querela.
  3. Verificare se l'azione era sorvegliata: tentativo o consumazione.
  4. Valutare il risarcimento al negozio prima del dibattimento.
  5. Considerare tenuità del fatto, messa alla prova o riti alternativi.

Domande frequenti

Mi hanno fermato dopo le casse con la merce nella borsa: è furto tentato o consumato?
Se il personale o un impianto di sorveglianza ha seguito l'azione e l'intervento è avvenuto subito, il furto resta tentato, perché la merce non è mai uscita dalla sfera di vigilanza del negozio (Cass. SU 52117/2014). È invece consumato quando la refurtiva è stata sottratta al controllo della vittima, anche se l'autore non si è ancora allontanato (Cass. 2726/2017).
Quanto si rischia per un furto tentato?
La pena del furto diminuita da un terzo a due terzi (art. 56 c.p.). Per il furto semplice, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa, la riduzione porta la reclusione a una forbice da due mesi a due anni; con un'aggravante dell'art. 625, punito da due a sei anni, la forbice diventa da otto mesi a quattro anni. Per fatti di valore modesto può operare la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis).
Staccare la placca antitaccheggio aggrava il furto?
Sì: rimuovere il dispositivo antitaccheggio integra l'aggravante della violenza sulle cose (Cass. 2067/2022). Il semplice occultamento della merce addosso o nella borsa non basta invece per l'aggravante del mezzo fraudolento (Cass. SU 40354/2013).
Il negozio deve fare querela?
Di regola sì: il furto, anche aggravato, è punibile a querela della persona offesa, salvo che la vittima sia incapace per età o infermità o ricorrano le aggravanti del n. 7 dell'art. 625 (esclusa l'esposizione alla pubblica fede) o del n. 7-bis (art. 624, c. 3). Nel supermercato può proporre querela anche la cassiera (Cass. 7193/2023). Con la querela rimettibile, il risarcimento integrale prima del dibattimento estingue il reato (art. 162-ter).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

Da leggere insieme

  • Reati contro il patrimonioIl furto (art. 624 c.p.)Pena da 6 mesi a 3 anni, querela entro 3 mesi salvo aggravanti, le circostanze dell'art. 625, prescrizione, riti alternativi.
  • Il procedimento penaleIl tentativo: quando il reato non è consumatoAtti idonei e diretti in modo non equivoco, pena ridotta da un terzo a due terzi, desistenza volontaria e recesso attivo, esempi di furto e omicidio tentati.
  • Il procedimento penaleLa querela: come si presenta, termini, remissioneChi, quando (3, 6 o 12 mesi), dove e come, differenza con la denuncia, remissione e sue conseguenze, i reati a querela dopo la riforma Cartabia.
  • Il procedimento penaleLa particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.)La particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) dopo Cartabia: pena minima fino a 2 anni, offesa tenue, condotta non abituale, reati esclusi, quando si chiede, casellario.
  • Il procedimento penaleL'estinzione del reato per condotte riparatorie (art. 162-ter c.p.)Nei reati a querela rimettibile: risarcimento integrale prima del dibattimento, offerta reale se la vittima rifiuta, dissenso non vincolante (Cass. 46572/2024).
  • Arresto e misure cautelariL'arresto in flagranza e l'udienza di convalidaL'arresto in flagranza (artt. 380-391 c.p.p.): obbligatorio o facoltativo, flagranza differita, diritti dell'arrestato, le 96 ore, udienza di convalida, direttissimo.
  • Reati contro il patrimonioIl furto in abitazione e il furto con strappoArt. 624-bis c.p.: da 4 a 7 anni, fino a 10 se aggravato; destrezza su telefoni e carte (D.L. 23/2026); arresto obbligatorio, niente bilanciamento, privata dimora.
  • Reati contro il patrimonioLa rapina (art. 628 c.p.)Rapina propria e impropria, pena 3-10 anni e 6-20 aggravata, le aggravanti, arresto obbligatorio e custodia, prescrizione, confini con furto ed estorsione.