In breve
- Piena: licenziamento nullo, discriminatorio o orale, in ogni azienda; risarcimento senza tetto, minimo 5 mensilità.
- Attenuata: fatto insussistente o punito dal contratto con sanzione conservativa; massimo 12 mensilità.
- Opzione: 15 mensilità al posto del rientro, da chiedere entro 30 giorni.
- Rientro: se non si riprende servizio entro 30 giorni dall'invito, il rapporto si risolve.
- Contributi: il datore li versa per tutto il periodo.
Quando il giudice ordina la reintegra
«Il giudice, con la sentenza con la quale dichiara la nullità del licenziamento perché discriminatorio [...] ovvero perché riconducibile ad altri casi di nullità previsti dalla legge o determinato da un motivo illecito determinante ai sensi dell'articolo 1345 del codice civile, ordina al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, indipendentemente dal motivo formalmente addotto e quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro.»
| Caso | Tutela | Fonte |
|---|---|---|
| Licenziamento nullo, discriminatorio, orale, per motivo illecito | Reintegra piena: retribuzioni fino al rientro, minimo 5 mensilità, contributi | Art. 18, c. 1-2; art. 2 D.Lgs. 23/2015; Corte cost. 22/2024 |
| Fatto disciplinare insussistente | Reintegra attenuata: massimo 12 mensilità, contributi | Art. 18, c. 4; art. 3, c. 2, D.Lgs. 23/2015 |
| Condotta punita dal contratto collettivo con sanzione conservativa | Reintegra attenuata | Art. 18, c. 4; Corte cost. 129/2024 |
| Motivo oggettivo basato su un fatto inesistente | Reintegra attenuata | Art. 18, c. 7, e Corte cost. 59/2021 e 125/2022; Corte cost. 128/2024 |
| Disabilità o inidoneità, licenziamento prima del termine di comporto | Reintegra (piena nelle tutele crescenti per la disabilità) | Art. 18, c. 7; art. 2, c. 4, D.Lgs. 23/2015 |
La reintegra per nullità vale in ogni azienda e anche per i dirigenti; le altre ipotesi dell'art. 18 si applicano ai datori sopra le soglie di quindici dipendenti nell'unità o nel comune, o sessanta in tutto (art. 18, c. 8). Nella reintegra attenuata il risarcimento, fino a dodici mensilità, si riduce anche di quanto il lavoratore avrebbe potuto guadagnare cercando con diligenza un altro lavoro. Negli altri casi di licenziamento illegittimo spetta solo un'indennità (si veda la pagina sulle tutele contro il licenziamento illegittimo). Per ottenerla occorre impugnare il licenziamento nei termini (si veda l'impugnazione in 60 giorni).
Dopo la sentenza
Il datore invita il lavoratore a riprendere servizio: se non rientra entro trenta giorni dall'invito il rapporto si considera risolto, salvo che abbia chiesto l'indennità sostitutiva. Questa vale quindici mensilità, non è soggetta a contributi, chiude il rapporto e va chiesta entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza o dall'invito, se precedente (art. 18, c. 3; art. 2, c. 3, D.Lgs. 23/2015). Il risarcimento corre fino all'effettiva reintegrazione, quindi il datore che non riammette il lavoratore accumula il debito; per i dirigenti sindacali è prevista anche una somma giornaliera a favore del Fondo adeguamento pensioni (art. 18, ultimo comma). Se il datore revoca il licenziamento entro quindici giorni dalla comunicazione dell'impugnazione, il rapporto riprende senza interruzioni, con le retribuzioni del periodo (art. 18, c. 10; art. 5 D.Lgs. 23/2015). Prima della causa si può valutare anche l'offerta di conciliazione.
- Impugnare il licenziamento per iscritto entro sessanta giorni.
- Depositare il ricorso nei termini chiedendo la reintegra e il risarcimento.
- Decidere presto tra rientro e indennità di quindici mensilità.
- Rispondere all'invito a riprendere servizio entro trenta giorni.
- Verificare il pagamento del risarcimento e dei contributi.
Domande frequenti
In quali casi spetta la reintegra?
Posso rinunciare alla reintegra e chiedere un'indennità?
Il datore mi invita a rientrare: che cosa succede se non torno?
E se il datore non mi fa rientrare?
Fonti normative
- Art. 18 L. 300/1970 — Tutela in caso di licenziamento illegittimo
- Art. 2 D.Lgs. 23/2015 — Licenziamento discriminatorio, nullo e orale
- Art. 3 D.Lgs. 23/2015 — Giustificato motivo e giusta causa
- Art. 5 D.Lgs. 23/2015 — Revoca del licenziamento
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
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