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GuidaLavoro e previdenza · Dimissioni, TFR e fine del rapporto

L'incentivo all'esodo

Quando un'azienda vuole ridurre il personale senza contenziosi, o un lavoratore vuole andarsene a condizioni migliori, la soluzione è spesso una somma in più per lasciare il posto: l'incentivo all'esodo, o buonuscita. È una trattativa in cui contano la forma dell'uscita, che decide se spetta la NASpI, il luogo in cui si firma, che rende definitivo l'accordo, e il trattamento fiscale, più favorevole di quello dello stipendio. Questa pagina spiega come si tassa la buonuscita, perché non paga contributi, quando è del tutto esente e come si imposta la trattativa.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Che cos'è: una somma in più per chiudere il rapporto, oltre a TFR e competenze finali.
  • Tasse: tassazione separata, con l'aliquota del TFR.
  • Contributi: non dovuti, salvo sull'indennità sostitutiva del preavviso.
  • Esente del tutto: l'offerta di conciliazione dopo il licenziamento, per gli assunti dal 2015.
  • NASpI: dipende dalla forma dell'uscita, da decidere prima delle cifre.

Come si tassa

Art. 17, c. 1, lett. a), TUIR (estratto)

«[...] altre indennità e somme percepite una volta tanto in dipendenza della cessazione dei predetti rapporti, comprese l'indennità di preavviso, [...] nonché le somme e i valori comunque percepiti, al netto delle spese legali sostenute, anche se a titolo risarcitorio o nel contesto di procedure esecutive, a seguito di provvedimenti dell'autorità giudiziaria o di transazioni relativi alla risoluzione del rapporto di lavoro»

SommaIRPEFContributi
TFRTassazione separata (artt. 17 e 19 TUIR)No (art. 12, c. 4, lett. a, L. 153/1969)
Incentivo all'esodoTassazione separata con l'aliquota del TFR (art. 19, c. 2)No (art. 12, c. 4, lett. b)
Indennità sostitutiva del preavvisoTassazione separata (art. 17)Sì (art. 12, c. 4, lett. b)
Offerta di conciliazione dopo il licenziamentoEsente (art. 6 D.Lgs. 23/2015)Esente

La buonuscita è imponibile per l'intero, al netto dei soli contributi obbligatori, con l'aliquota calcolata per il TFR, che dipende dal reddito medio del periodo di lavoro e non dallo scaglione dell'anno in cui si incassa (art. 19, c. 2, TUIR). Dal 1° gennaio 2027 il TUIR è sostituito dal nuovo testo unico (D.Lgs. 117/2026): le stesse regole si trovano negli artt. 19, c. 1, lett. a, e 21, c. 4. L'offerta esente dell'art. 6 D.Lgs. 23/2015 vale una mensilità per anno di servizio, da tre a ventisette, e va consegnata con assegno circolare in sede protetta entro il termine per impugnare il licenziamento (si veda la pagina sull'offerta di conciliazione).

Come si imposta la trattativa

La prima scelta è la forma: risoluzione consensuale, dimissioni con incentivo o licenziamento seguito da conciliazione. Da essa dipende la NASpI, che spetta solo a chi perde il lavoro involontariamente e non spetta, di regola, a chi risolve consensualmente, salvo la risoluzione raggiunta nella procedura per i licenziamenti economici dell'art. 7 L. 604/1966 (art. 3 D.Lgs. 22/2015; si veda la pagina su licenziamento e NASpI). La seconda è la sede: l'accordo con le rinunce reciproche diventa definitivo solo se firmato in una sede protetta, come la commissione presso l'ispettorato o la sede sindacale; altrimenti le rinunce restano impugnabili per sei mesi (art. 2113 c.c.; si veda la pagina su rinunce e transazioni). Nel verbale conviene elencare separatamente TFR, ferie, ratei, eventuale preavviso e incentivo, con le date di pagamento.

  1. Decidere la forma dell'uscita e verificare la NASpI.
  2. Calcolare il dovuto: TFR, ferie, ratei, preavviso.
  3. Negoziare l'incentivo, stimando l'effetto fiscale.
  4. Firmare in sede protetta, con voci e date di pagamento distinte.
  5. Controllare il cedolino finale e la tassazione applicata.

Domande frequenti

Quante tasse si pagano sull'incentivo all'esodo?
L'incentivo non si somma allo stipendio dell'anno: è tassato separatamente, sull'importo intero al netto dei contributi obbligatori, con l'aliquota determinata per il TFR, che dipende dal reddito medio degli anni di lavoro (artt. 17, c. 1, lett. a, e 19, c. 2, TUIR). Dal 1° gennaio 2027 le stesse regole si trovano negli artt. 19 e 21 del nuovo testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026).
Sull'incentivo si pagano i contributi?
No: le somme corrisposte alla cessazione del rapporto per incentivare l'esodo, e quelle che hanno origine dalla cessazione, sono escluse dalla base imponibile dei contributi. Fa eccezione l'indennità sostitutiva del preavviso, su cui i contributi sono dovuti (art. 12, c. 4, lett. b, L. 153/1969).
Esiste una buonuscita esentasse?
Sì, per chi è stato assunto dal 7 marzo 2015 e viene licenziato: il datore può offrire in sede protetta, entro il termine per impugnare il licenziamento, un assegno circolare pari a una mensilità per ogni anno di servizio, da tre a ventisette, che non paga né IRPEF né contributi. Accettandolo, il rapporto si chiude alla data del licenziamento e il lavoratore rinuncia a impugnarlo; eventuali somme ulteriori pattuite nella stessa sede seguono il regime fiscale ordinario (art. 6 D.Lgs. 23/2015).
Se accetto la buonuscita perdo la NASpI?
Dipende dalla forma dell'uscita. La NASpI spetta a chi perde il lavoro involontariamente: la risoluzione consensuale di regola la esclude, salvo che sia raggiunta nella procedura di conciliazione per i licenziamenti economici prevista dall'art. 7 L. 604/1966 (art. 3 D.Lgs. 22/2015). Se invece il rapporto cessa per licenziamento, la perdita resta involontaria anche se poi le parti si accordano sulla somma. Conviene chiarire la formula prima di discutere le cifre.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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