In breve
- Tre metri tra costruzioni per il codice civile; di più se lo prevede il regolamento; dieci metri tra pareti finestrate.
- Prevenzione: chi costruisce per primo sceglie e condiziona il vicino.
- Vedute dirette a un metro e mezzo dal confine, oblique a settantacinque centimetri.
- Pozzi e fosse a due metri, tubi a un metro.
- Tutela: riduzione in pristino e risarcimento.
La distanza tra costruzioni e la prevenzione
«Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore.»
Il codice fissa il minimo; i regolamenti edilizi possono aumentarlo e, tra pareti finestrate, vale la distanza assoluta di dieci metri del DM 1444/1968 (si veda la pagina sulle distanze del DM 1444). Chi costruisce per primo può scegliere se edificare sul confine, alla metà della distanza prescritta o a distanza minore: nel primo caso il vicino può costruire in aderenza o chiedere la comunione del muro, negli altri può costruire fino al muro pagando il valore del suolo occupato (artt. 875 e 877). Questo meccanismo vale anche quando il regolamento fissa soltanto la distanza tra costruzioni e non quella dal confine (Cass. SU 10318/2016). Le distanze non si applicano alle costruzioni in confine con piazze e vie pubbliche, che seguono le proprie regole (art. 879).
| Opera | Distanza minima dal confine o dal vicino | Norma |
|---|---|---|
| Costruzioni non unite o aderenti | Tre metri tra loro, o la maggiore distanza del regolamento | Art. 873 |
| Muro di cinta o isolato | Non conta se non supera tre metri | Art. 878 |
| Vedute dirette, balconi, terrazze | Un metro e mezzo dal fondo del vicino | Art. 905 |
| Vedute laterali od oblique | Settantacinque centimetri | Art. 906 |
| Nuove costruzioni davanti a una veduta acquisita | Tre metri | Art. 907 |
| Pozzi, cisterne, fosse | Due metri; tubi un metro | Art. 889 |
| Fossi e canali | Pari alla profondità | Art. 891 |
Muri, luci e tutela
Il muro che divide edifici, cortili, giardini od orti si presume comune (art. 880), e il proprietario del fondo contiguo al muro altrui può chiederne la comunione pagando metà del valore del muro e del suolo (art. 874). Le luci, che danno luce e aria senza permettere di affacciarsi, devono avere un'inferriata, una grata fissa e il lato inferiore ad almeno due metri e mezzo dal pavimento al piano terreno e due ai piani superiori (art. 901); un'apertura che non è una veduta si considera luce e il vicino può pretendere che sia messa in regola (art. 902). Per fabbriche, stalle e depositi nocivi o pericolosi vanno rispettate le distanze dei regolamenti o quelle necessarie a evitare danni (art. 890); per alberi e siepi si veda la pagina su alberi e rami del vicino. Chi subisce la violazione delle distanze del codice o dei regolamenti che esse richiamano ha diritto al risarcimento e alla riduzione in pristino (art. 872, c. 2); contro il titolo edilizio del vicino si veda la pagina sul ricorso contro il permesso altrui.
- Controllare il regolamento edilizio e il piano regolatore del comune.
- Misurare distanze e vedute con un tecnico.
- Chiedere al comune gli atti del titolo edilizio del vicino.
- Diffidare il vicino prima che i lavori finiscano.
- Agire in giudizio per la riduzione in pristino e i danni, dopo la mediazione, obbligatoria per le liti sui diritti reali (art. 5 D.Lgs. 28/2010).
Domande frequenti
A che distanza dal vicino posso costruire?
Il vicino ha costruito troppo vicino: che cosa posso chiedere?
Posso aprire una finestra sul lato che guarda il giardino del vicino?
Il muro di cinta conta nelle distanze?
Fonti normative
- Art. 873 c.c. — Distanze nelle costruzioni
- Art. 905 c.c. — Distanza per l'apertura di vedute dirette e balconi
- Art. 872 c.c. — Violazione delle norme di edilizia
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Edilizia e urbanisticaLe distanze tra edifici del DM 1444/1968Art. 9 DM 1444/1968: 10 metri tra pareti finestrate, zone A e C, deroghe solo con piani attuativi, art. 2-bis DPR 380/2001, riduzione in pristino e ricorso al TAR.
- Casa e proprietàAlberi, siepi, rami e radici del vicinoArt. 892 c.c.: 3 metri per l'alto fusto, 1,5 per gli altri, 0,5 per le siepi; estirpazione, rami da far tagliare, radici da tagliare da sé, frutti caduti.
- Casa e proprietàLe liti sui confini tra fondi viciniArtt. 950-951 c.c.: confine incerto, ogni mezzo di prova, mappe catastali come ultima risorsa, termini a spese comuni, recinzione spostata, usucapione della striscia.
- Casa e proprietàLa servitù di passaggio: volontaria, coattiva, per usucapioneLa servitù di passaggio: contratto trascritto, sentenza per il fondo intercluso con indennità (art. 1051 c.c.), usucapione solo se apparente, esercizio, cancello.
- Casa e proprietàL'usucapione: diventare proprietari con il possessoVenti anni di possesso continuo e pacifico, l'usucapione decennale, possesso e detenzione, la prova, la mediazione obbligatoria, i casi tra coeredi e vicini.
- Risarcimento del dannoRumori, fumi e odori dei vicini: le immissioni (art. 844 c.c.)Art. 844 c.c.: normale tollerabilità, perizia fonometrica, inibitoria e opere, danno alla vita familiare, locale sotto casa, condominio, Comune, art. 659 c.p.
- Casa e proprietàRivendicazione e azione negatoria: la difesa della proprietàArt. 948 c.c.: rivendicare il bene da chi lo occupa senza titolo, la prova rigorosa della proprietà (SU 7305/2014), imprescrittibilità; art. 949: negare servitù altrui.
- Edilizia e urbanisticaIl vicino che impugna il permesso di costruire altruiRicorso al TAR contro il permesso altrui: vicinitas e pregiudizio (Ad. plen. 22/2021), 60 giorni dalla piena conoscenza, SCIA del vicino, sospensiva, azione civile.