In breve
- Codice civile: almeno tre metri tra costruzioni, o di più se lo dice il comune.
- DM 1444/1968: dieci metri tra pareti finestrate e edifici antistanti, fuori dai centri storici.
- Inderogabile: prevale sui regolamenti comunali e vale tra vicini.
- Eccezioni: piani particolareggiati, deroghe regionali negli strumenti urbanistici, ricostruzioni.
- Tutela: riduzione in pristino e danni davanti al giudice, ricorso al TAR contro il permesso.
Le regole sulle distanze
«Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri. Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore.»
| Zona | Distanza minima | Fonte |
|---|---|---|
| Qualsiasi zona, nessuna delle pareti finestrata | Tre metri, o la maggiore distanza del regolamento | Art. 873 c.c. |
| Zone A (centri storici) | Non inferiore a quella tra i volumi preesistenti | Art. 9 DM 1444/1968 |
| Altre zone, pareti finestrate | Dieci metri, in ogni caso | Art. 9 DM 1444/1968 |
| Zone C (espansione) | Anche pari all'altezza del fabbricato più alto | Art. 9 DM 1444/1968 |
| Gruppi di edifici in piani particolareggiati o lottizzazioni planivolumetriche | Distanze inferiori ammesse | Art. 9, ultimo comma; Cass. 236/2024 |
La distanza di dieci metri tutela salubrità e sicurezza, non la riservatezza: si applica anche se le pareti si fronteggiano per un solo tratto (Cass. 24076/2018) e anche verso la parte cieca dell'edificio di fronte (Cass. 5017/2018). I limiti del decreto, che trae forza dall'art. 41-quinquies della legge urbanistica, prevalgono sui regolamenti comunali contrari e li sostituiscono automaticamente, anche nei rapporti tra privati (Cass. 29732/2017 e 15458/2016). Le regioni possono derogare solo con previsioni inserite in strumenti urbanistici funzionali a un assetto complessivo e unitario (art. 2-bis DPR 380/2001; Cass. 12712/2024), e chi demolisce e ricostruisce può mantenere le distanze legittimamente preesistenti (c. 1-ter). Per le tolleranze si veda lo stato legittimo.
Come si difende il vicino
Davanti al giudice civile il vicino può chiedere la riduzione in pristino e il risarcimento del danno (art. 872 c.c.): il diritto al ripristino consegue di diritto alla violazione accertata, anche senza una domanda specifica (Cass. 9038/2025), salvo che si tratti di un'opera pubblica, per la quale spetta solo un'indennità (Cass. 26046/2024). Può inoltre impugnare davanti al TAR il permesso di costruire rilasciato in violazione delle distanze (si veda la pagina sul ricorso contro il permesso altrui) e segnalare l'abuso al comune (si veda l'abuso edilizio). Le distanze sono fissate anche dal piano regolatore (si veda la pagina sul piano regolatore).
- Chiedere al comune gli atti del permesso del vicino.
- Far misurare le distanze da un tecnico, con rilievi e foto.
- Verificare la zona del piano e le norme del regolamento edilizio.
- Impugnare il permesso al TAR nei termini, se illegittimo.
- Agire in sede civile per la riduzione in pristino e i danni.
Domande frequenti
Quanto deve distare il nuovo edificio dal mio?
Il comune può prevedere distanze inferiori?
Se demolisco e ricostruisco devo rispettare le nuove distanze?
Il vicino ha costruito troppo vicino: che cosa posso fare?
Fonti normative
- Art. 873 c.c. — Distanze nelle costruzioni
- Art. 872 c.c. — Violazione delle norme di edilizia
- Art. 2-bis DPR 380/2001 — Deroghe in materia di distanze
- Art. 41-quinquies L. 1150/1942 — Limiti inderogabili
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Edilizia e urbanisticaIl vicino che impugna il permesso di costruire altruiRicorso al TAR contro il permesso altrui: vicinitas e pregiudizio (Ad. plen. 22/2021), 60 giorni dalla piena conoscenza, SCIA del vicino, sospensiva, azione civile.
- Edilizia e urbanisticaIl permesso di costruire: quando serve, procedura, silenzio, diniegoIl permesso di costruire (DPR 380/2001): interventi, sportello unico, 60+30 giorni, silenzio-assenso, contributo, decadenza a 1 e 3 anni, annullamento in 6 mesi.
- Edilizia e urbanisticaPiano regolatore e varianti: come si partecipa e come si impugnaL. 1150/1942 e leggi regionali: deposito, osservazioni, approvazione, ricorso al TAR dalla pubblicazione, motivazione delle scelte, vincoli espropriativi e indennità.
- Edilizia e urbanisticaTolleranze costruttive e stato legittimo dell'immobileScostamenti entro il 2% (dal 2 al 6% per le opere fino al 24 maggio 2024), tolleranze esecutive, dichiarazione del tecnico, stato legittimo, sanatoria 36-bis, vendita.
- Edilizia e urbanisticaL'abuso edilizio: l'ordine di demolizione e le sanzioniSanzioni per l'abuso edilizio (DPR 380/2001): demolizione e acquisizione al Comune dopo 90 giorni, sanzione 2.000-20.000 euro, parziale difformità, tolleranze, sanatoria.
- Casa e proprietàLa servitù di passaggio: volontaria, coattiva, per usucapioneLa servitù di passaggio: contratto trascritto, sentenza per il fondo intercluso con indennità (art. 1051 c.c.), usucapione solo se apparente, esercizio, cancello.
- Risarcimento del dannoRumori, fumi e odori dei vicini: le immissioni (art. 844 c.c.)Art. 844 c.c.: normale tollerabilità, perizia fonometrica, inibitoria e opere, danno alla vita familiare, locale sotto casa, condominio, Comune, art. 659 c.p.
- TAR e Consiglio di StatoIl ricorso al TAR: termini, procedura, costiSessanta giorni dalla conoscenza, notifica e deposito, i tre vizi, sospensiva collegiale e monocratica, contributo unificato, motivi aggiunti, udienza, appello.