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GuidaDiritto civile · Successioni ed eredità

I diritti del coniuge superstite: casa, quota, reversibilità

Alla morte del marito o della moglie, il coniuge che sopravvive ha una posizione forte: una quota dell'eredità che il testamento non può togliere, il diritto di continuare ad abitare nella casa familiare e di usarne i mobili, e di regola la pensione di reversibilità. Le quote cambiano secondo chi altro eredita, figli, genitori o fratelli, e alcune regole valgono anche per il coniuge separato e per l'unito civilmente, non per il convivente. Questa pagina spiega che cosa spetta, con o senza testamento, e che cosa succede nei casi di separazione, divorzio e convivenza.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 4 min

In breve

  • Legittima: metà senza figli, un terzo con un figlio, un quarto con più figli.
  • Casa familiare: diritto di abitazione e di uso dei mobili, per tutta la vita.
  • Senza testamento: metà con un figlio, un terzo con più figli, tutto se non ci sono parenti stretti.
  • Separato: stessi diritti se senza addebito; con addebito solo un eventuale assegno.
  • Reversibilità: 60% della pensione, ridotta se ci sono redditi elevati.

La quota riservata dal testamento

Art. 540 c.c.

«A favore del coniuge è riservata la metà del patrimonio dell'altro coniuge, salve le disposizioni dell'articolo 542 per il caso di concorso con i figli. Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. [...]»

ConcorsoLegittima del coniugeSenza testamento (successione legittima)
Solo il coniuge1/2Tutta l'eredità
Coniuge e un figlio1/3 (e 1/3 al figlio)1/2
Coniuge e più figli1/4 (e 1/2 ai figli)1/3
Coniuge e ascendenti1/2 (e 1/4 agli ascendenti)2/3, salvo 1/4 agli ascendenti
Coniuge e fratelli o sorelle1/22/3

Se un testamento o delle donazioni ledono la legittima, il coniuge può chiedere la riduzione (si veda la pagina sull'azione di riduzione). Le quote della successione senza testamento sono fissate dagli artt. 581-583 e spiegate nella pagina sulla successione legittima.

Il diritto di abitazione sulla casa familiare

Oltre alla quota, al coniuge spettano il diritto di abitare la casa che era la residenza della famiglia e di usare i mobili che la arredano, se erano del defunto o in comproprietà (art. 540, c. 2). È un diritto reale, per tutta la vita, che vale anche quando il coniuge concorre con figli o altri eredi; si calcola prima sulla quota disponibile e, se non basta, sulla legittima del coniuge e poi su quella dei figli. Non si applica se la casa era di un terzo, per esempio in affitto o di proprietà di un parente.

Separazione, divorzio, unione civile, convivenza

  • Coniuge separato senza addebito: ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato (artt. 548 e 585).
  • Coniuge separato con addebito: ha diritto solo a un assegno vitalizio, se al momento della morte riceveva gli alimenti dal defunto, non superiore agli alimenti stessi (art. 548, c. 2).
  • Coniuge putativo: se il matrimonio è dichiarato nullo dopo la morte, il superstite in buona fede eredita come coniuge, salvo che il defunto fosse legato da un altro matrimonio valido (art. 584).
  • Ex coniuge divorziato: non eredita, ma se titolare di assegno e in stato di bisogno può ottenere un assegno a carico dell'eredità (art. 9-bis L. 898/1970) e ha diritti sulla reversibilità (si veda la pagina su TFR e reversibilità dell'ex coniuge).
  • Unito civilmente: ha gli stessi diritti successori del coniuge (art. 1, c. 21, L. 76/2016).
  • Convivente di fatto: non è erede, salvo testamento, ma può continuare ad abitare nella casa comune del defunto per due anni o per la durata della convivenza, fino a cinque anni, e per almeno tre se vi abitano figli minori o disabili (art. 1, c. 42, L. 76/2016; si veda la pagina su convivente e successione).

La pensione di reversibilità

Se il defunto era pensionato o aveva i requisiti contributivi, al coniuge spetta la pensione ai superstiti: il 60% della pensione, a cui si aggiunge il 20% per ciascun figlio che ne ha diritto, fino al 100% (art. 22 L. 903/1965). L'importo è ridotto se il superstite ha redditi propri oltre i limiti della tabella F allegata alla L. 335/1995, salvo che nel nucleo ci siano figli minori, studenti o inabili (art. 1, c. 41, L. 335/1995). La domanda va presentata all'INPS. Per il resto della successione si vedano le pagine sull'accettazione dell'eredità e sulla dichiarazione di successione.

  1. Cercare un testamento, anche con il registro generale dei testamenti.
  2. Verificare la quota spettante e l'eventuale lesione della legittima.
  3. Far valere il diritto di abitazione sulla casa familiare nella divisione.
  4. Chiedere la reversibilità all'INPS con i documenti di reddito.
  5. Accettare l'eredità con attenzione ai debiti, anche con beneficio d'inventario.

Domande frequenti

Mio marito mi ha escluso dal testamento: ho diritto a qualcosa?
Sì. Il coniuge è un legittimario: la legge gli riserva la metà del patrimonio se non ci sono figli, un terzo se c'è un solo figlio, un quarto se ci sono più figli, la metà se concorre con i genitori del defunto (artt. 540, 542 e 544 c.c.). Se il testamento lede questa quota, si agisce con l'azione di riduzione. In più spettano sempre il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili.
Posso restare nella casa in cui vivevamo, anche se ci sono i figli di mio marito?
Sì, se la casa era del defunto o comune: al coniuge spettano il diritto di abitazione sulla casa di residenza familiare e di uso sui mobili che la arredano, anche quando concorre con altri eredi (art. 540, c. 2, c.c.). Questi diritti si calcolano prima sulla quota disponibile e poi sulle quote riservate, e durano per tutta la vita del coniuge. Non spettano, invece, sulla casa di proprietà di terzi.
Senza testamento, quanto eredita il coniuge?
La metà dell'eredità se c'è un solo figlio, un terzo se ci sono più figli (art. 581 c.c.); i due terzi se concorre con genitori o fratelli e sorelle del defunto, con almeno un quarto garantito agli ascendenti (art. 582); tutta l'eredità se non ci sono figli, ascendenti, fratelli o sorelle (art. 583). Le stesse regole valgono per l'unito civilmente (art. 1, c. 21, L. 76/2016).
Quanto è la pensione di reversibilità del coniuge?
Il 60% della pensione del defunto, o di quella che gli sarebbe spettata; se hanno diritto anche i figli, si aggiunge il 20% per ciascuno, fino al 100% (art. 22 L. 903/1965). L'importo si riduce se il coniuge ha redditi propri oltre i limiti fissati dalla tabella F allegata alla L. 335/1995, salvo che nel nucleo ci siano figli minori, studenti o inabili (art. 1, c. 41). La domanda si presenta all'INPS.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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