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ProceduraDiritto civile · Il processo civile

La consulenza tecnica d'ufficio

Nelle cause su vizi di costruzione, danni alla persona, contabilità bancarie o responsabilità medica, la decisione dipende spesso da un tecnico: il consulente tecnico d'ufficio, o CTU, nominato dal giudice. La sua relazione pesa moltissimo, e per questo il codice garantisce alle parti il contraddittorio: possono ricusarlo, nominare un proprio consulente, partecipare alle operazioni e commentare la bozza prima del deposito. Questa pagina spiega come si svolge una CTU, che cosa può e non può fare il consulente, come si interviene e chi paga.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Che cos'è: un ausiliario tecnico del giudice, scelto di regola negli albi del tribunale.
  • Nomina: ordinanza con i quesiti; ricusazione almeno 3 giorni prima dell'udienza.
  • Contraddittorio: consulenti di parte e difensori partecipano alle operazioni.
  • Bozza: le parti la ricevono e inviano osservazioni prima del deposito finale.
  • Costi: anticipati dalla parte indicata dal giudice, alla fine di regola a carico di chi perde.

Nomina, operazioni e contraddittorio

Art. 61, c. 1, c.p.c.

«Quando è necessario, il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica.»

FaseRegolaNorma
NominaOrdinanza con quesiti e udienza; più consulenti solo per grave necessitàArt. 191 c.p.c.
RicusazionePer i motivi dell'art. 51, almeno 3 giorni prima dell'udienzaArtt. 63 e 192
GiuramentoIn udienza o con dichiarazione firmata digitalmenteArt. 193
Consulente di parteNomina nel termine assegnato; partecipa a operazioni e udienzeArtt. 194 e 201
Bozza e osservazioniBozza alle parti, osservazioni, deposito finale con valutazione sinteticaArt. 195
Rinnovazione o sostituzioneSempre possibile la rinnovazione; sostituzione per gravi motiviArt. 196

Il consulente è scelto di regola tra gli iscritti nell'albo del tribunale; la scelta di una persona diversa va motivata, e nessun iscritto dovrebbe ricevere più del 10 per cento degli incarichi dell'ufficio (artt. 22-23 disp. att. c.p.c.). Le parti possono assistere alle operazioni con i propri consulenti e difensori e presentare osservazioni e istanze scritte o orali (art. 194). Per le verifiche urgenti o prima della causa si veda la pagina sull'accertamento tecnico preventivo.

Limiti del consulente e costi

La consulenza non è un mezzo di prova a disposizione delle parti: il giudice può chiedere al consulente di valutare fatti già accertati o di accertarli direttamente, quando servono cognizioni tecniche (Cass. 3717/2019). Il consulente però non può accertare fatti principali diversi da quelli allegati dalle parti, salvo quelli rilevabili d'ufficio, pena la nullità (Cass. SU 3086/2022), né svolgere indagini esplorative al posto di chi ha l'onere della prova (Cass. 15774/2018). Il compenso è anticipato dalla parte o dalle parti indicate dal giudice (art. 8 DPR 115/2002), liquidato con decreto motivato e provvisoriamente esecutivo, contro cui si può fare opposizione (artt. 168 e 170), e alla fine segue di regola la soccombenza (art. 91 c.p.c.; si veda la pagina su chi paga le spese di lite).

  1. Leggere i quesiti e valutare subito eventuali motivi di ricusazione.
  2. Nominare un consulente di parte nel termine assegnato.
  3. Partecipare alle operazioni e mettere a verbale osservazioni e documenti già prodotti.
  4. Inviare osservazioni puntuali alla bozza nel termine.
  5. Contestare in causa la relazione finale, chiedendo chiarimenti o rinnovazione.

Domande frequenti

Posso contestare il consulente nominato dal giudice?
Sì, con l'istanza di ricusazione, per gli stessi motivi per cui si può ricusare il giudice, per esempio un interesse nella causa, rapporti con una parte o l'aver già dato consigli nella stessa vicenda (artt. 63 e 51 c.p.c.). L'istanza va depositata almeno tre giorni prima dell'udienza di comparizione del consulente e il giudice decide con ordinanza non impugnabile (art. 192). Anche dopo, per gravi motivi, il giudice può sostituire il consulente o far rinnovare le indagini (art. 196).
Devo nominare un consulente di parte?
Non è obbligatorio, ma è spesso decisivo. Il giudice assegna un termine per dichiarare la nomina (art. 201 c.p.c.); il consulente di parte partecipa alle operazioni e alle udienze in cui interviene il CTU, e può presentare osservazioni e istanze (art. 194). La bozza della relazione viene trasmessa alle parti, che nel termine fissato inviano le loro osservazioni; il CTU le deposita insieme alla relazione finale con una sintetica valutazione (art. 195).
Il CTU può cercare documenti che le parti non hanno prodotto?
Solo in limiti stretti. Non può accertare fatti principali diversi da quelli che le parti hanno allegato a fondamento delle domande e delle eccezioni, salvo quelli rilevabili d'ufficio: altrimenti la consulenza è nulla (Cass. SU 3086/2022). Può acquisire elementi non prodotti solo per fatti accessori e strettamente tecnici, e non può svolgere indagini esplorative per supplire all'onere della prova delle parti (Cass. 15774/2018).
Chi paga la CTU?
Durante la causa il giudice indica quale parte, o quali parti, devono anticipare il compenso (art. 8 DPR 115/2002); il consulente chiede la liquidazione entro cento giorni dalla fine delle operazioni (art. 71) e il giudice la dispone con un decreto motivato, provvisoriamente esecutivo, che le parti possono opporre (artt. 168 e 170). Con la sentenza le spese, compresa la consulenza, sono di regola poste a carico della parte che perde (art. 91 c.p.c.).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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