In breve
- Revoca: per ragioni di interesse pubblico nuove o riconsiderate, con motivazione adeguata e indennizzo dei pregiudizi.
- Annullamento d'ufficio: solo se c'è un vizio, un interesse pubblico attuale e un termine ragionevole.
- Più il concorso è avanti, più la motivazione deve essere puntuale.
- I candidati possono impugnare entro 60 giorni e chiedere la sospensione.
- Risarcimento se l'atto è illegittimo; indennizzo se la revoca è legittima ma dannosa.
La revoca del concorso
«Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. [...] Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo.»
La revoca non presuppone un errore: l'amministrazione decide che il concorso non serve più o non si può più fare, per esempio perché sono cambiati il fabbisogno di personale, le risorse finanziarie o l'organizzazione, o perché la legge ha introdotto un diverso canale di reclutamento. Il bando è un atto generale e anche la sua revoca lo è, per cui non serve la comunicazione di avvio del procedimento ai candidati (CGA Sicilia 230/2020). Serve però una motivazione vera: per il Consiglio di Stato la revoca di un concorso fondata su esigenze finanziarie richiede una motivazione analitica e non generica, che tenga conto anche dei pareri del servizio finanziario (Cons. Stato, sez. IV, 2781/2024). Quanto più la procedura è avanzata, quanto più i candidati hanno investito in tempo e spese e hanno superato prove, tanto più l'amministrazione deve spiegare perché il loro affidamento cede di fronte all'interesse pubblico.
L'annullamento del concorso o della graduatoria
L'annullamento colpisce invece un atto illegittimo: una commissione composta in violazione delle regole o con un commissario incompatibile, prove svolte senza anonimato o con tracce trapelate, criteri di valutazione fissati dopo aver visto gli elaborati, requisiti di ammissione non verificati, un bando che contraddice la legge. L'amministrazione può annullare d'ufficio solo se il vizio è sostanziale, se c'è un interesse pubblico attuale e se agisce entro un termine ragionevole, tenendo conto degli interessi dei candidati e dei controinteressati (art. 21-nonies); per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici il limite massimo è di sei mesi, oltre il quale si può annullare solo se il vantaggio è stato ottenuto con dichiarazioni false accertate con sentenza. I vizi formali che non avrebbero cambiato il contenuto dell'atto non giustificano l'annullamento (art. 21-octies, c. 2).
| Aspetto | Revoca | Annullamento d'ufficio |
|---|---|---|
| Presupposto | Interesse pubblico sopravvenuto o rivalutato; fatti nuovi imprevedibili | Illegittimità dell'atto |
| Limiti | Motivazione adeguata; affidamento dei candidati | Interesse pubblico attuale, termine ragionevole, niente vizi solo formali |
| Effetti | Da quel momento in poi | Elimina l'atto illegittimo e quelli che ne dipendono |
| Ristoro | Indennizzo dei pregiudizi | Risarcimento solo se l'annullamento stesso è illegittimo |
L'annullamento può arrivare anche dal giudice, su ricorso di un candidato escluso o di un concorrente che contesta la graduatoria, come spiegato nella pagina sul ricorso contro un concorso pubblico. In entrambi i casi l'amministrazione deve poi rifare correttamente la parte di procedura viziata e riformulare la graduatoria; gli atti non toccati dal vizio, come le prove regolarmente svolte, di regola restano. Per ricostruire che cosa è successo è spesso indispensabile l'accesso agli atti del concorso.
La tutela dei candidati
Chi ritiene illegittima la revoca o l'annullamento può impugnarli davanti al TAR entro sessanta giorni, chiedendo anche la sospensione, o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni. Se il giudice accerta l'illegittimità e il candidato dimostra un danno concreto, per esempio la perdita di una seria possibilità di essere assunto, può ottenere il risarcimento (art. 30 c.p.a.), secondo i criteri spiegati nella pagina su perdita di chance e risarcimento. Se invece la revoca è legittima, spetta l'indennizzo dei pregiudizi subiti, che va chiesto all'amministrazione e, se negato, al giudice. Le regole generali sui poteri di autotutela sono nella pagina su annullamento d'ufficio e revoca.
- Leggere la motivazione e verificare se è specifica o di stile.
- Chiedere l'accesso agli atti che l'amministrazione richiama: pareri, verbali, delibere finanziarie.
- Calcolare il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione o dalla conoscenza.
- Valutare il ricorso con domanda di sospensione, anche insieme ad altri candidati.
- Documentare il danno: posizione in graduatoria, spese, altre occasioni perse.
Lo scorrimento e la validità della graduatoria sono spiegati nella pagina sulla graduatoria; il processo davanti al giudice amministrativo in quella sul ricorso al TAR.
Domande frequenti
L'amministrazione può revocare il concorso dopo le prove scritte?
Il concorso è stato annullato per irregolarità della commissione: perdo il punteggio?
Entro quanto tempo si impugna la revoca o l'annullamento?
Se la revoca è legittima ho diritto a qualcosa?
Fonti normative
- Art. 21-quinquies L. 241/1990 — Revoca del provvedimento
- Art. 21-nonies L. 241/1990 — Annullamento d'ufficio
- Art. 21-octies L. 241/1990 — Annullabilità del provvedimento
- Art. 30 D.Lgs. 104/2010 — Azione di condanna al risarcimento
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- TAR e Consiglio di StatoAnnullamento d'ufficio e revoca: chiedere alla PA di correggersiArt. 21-nonies: annullamento in un termine ragionevole e comunque 6 mesi per autorizzazioni e vantaggi (L. 182/2025); revoca con indennizzo; l'istanza di autotutela.
- Concorsi pubbliciCome si impugna un concorso pubblicoIl ricorso contro un concorso: TAR entro 60 giorni dal verbale o dalla graduatoria sul portale inPA, criteri fissati prima, commissione, voto numerico.
- Concorsi pubbliciGraduatoria, idonei e scorrimentoGraduatorie valide due anni, idonei limitati al 20% dei posti dal 2023, preferenza per lo scorrimento, graduatorie di altri enti e giudice: TAR o giudice del lavoro.
- Responsabilità della PAPerdita di chance e risarcimento nei concorsi e negli appaltiQuando la PA nega illegittimamente un'aggiudicazione o un posto: chance seria, prova della probabilità, utile effettivo invece del 10%, aliunde perceptum, art. 124 c.p.a.
- TAR e Consiglio di StatoIl risarcimento del danno da provvedimento illegittimo davanti al TARAzione di condanna anche autonoma entro 120 giorni, spettanza del bene della vita, colpa della PA e sue scusanti, danno da ritardo, perdita di chance.
- TAR e Consiglio di StatoIl ricorso al TAR: termini, procedura, costiSessanta giorni dalla conoscenza, notifica e deposito, i tre vizi, sospensiva collegiale e monocratica, contributo unificato, motivi aggiunti, udienza, appello.
- Concorsi pubbliciL'accesso agli elaborati propri e altrui nel concorsoArtt. 22-25 L. 241/1990: il candidato vede compito, verbali, griglie ed elaborati dei vincitori; niente privacy dei controinteressati, 30 giorni, silenzio, TAR.