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ProceduraDiritto penale · Reati tributari

Sequestro e confisca nei reati tributari

Nei reati tributari il rischio più immediato non è la condanna, che arriva dopo anni, ma il sequestro: già durante le indagini il giudice può bloccare conti, immobili e quote per un valore pari all'imposta evasa, sia alla società sia, in certi casi, all'amministratore. Alla condanna o al patteggiamento segue la confisca obbligatoria, anche per equivalente. Pagare o rateizzare il debito cambia molto. Questa pagina spiega che cosa si può sequestrare, a chi, quando il sequestro non si fa e come si contesta.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Confisca obbligatoria del profitto con la condanna o il patteggiamento, anche per equivalente.
  • Sequestro preventivo già durante le indagini, per il valore dell'imposta evasa.
  • Prima la società, poi i beni dell'amministratore autore del reato.
  • Denaro sui conti: confisca diretta anche se di origine lecita.
  • Rate regolari: di regola niente sequestro.

Che cosa si confisca e a chi

Art. 12-bis, c. 1, D.Lgs. 74/2000

«Nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti dal presente decreto, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto.»

Poiché la confisca è obbligatoria, il giudice può disporre il sequestro preventivo dei beni confiscabili già durante le indagini (art. 321, c. 2, c.p.p.; si veda la pagina sul sequestro preventivo). Quando il reato è commesso dall'amministratore per la società, il profitto che si trova nella disponibilità della società si confisca direttamente a questa; il sequestro per equivalente colpisce invece i beni personali dell'amministratore, e non quelli della società, salvo che sia uno schermo fittizio (Cass. SU 10561/2014). Se il profitto è denaro, la confisca delle somme sul conto è sempre diretta, anche se il titolare prova che il denaro ha un'origine lecita (Cass. SU 42415/2021).

MisuraQuandoNorma
Confisca diretta o per equivalenteSempre, con condanna o patteggiamentoArt. 12-bis, c. 1
Sequestro preventivoDurante il procedimento, sui beni confiscabiliArt. 321, c. 2, c.p.p.
Niente sequestroDebito in rateizzazione con pagamenti regolari, salvo pericolo di dispersioneArt. 12-bis, c. 2
Confisca allargata dei beni sproporzionatiOltre 200.000 euro di passivi fittizi (art. 2) o di fatture false (art. 8); oltre 100.000 euro di imposta evasa (art. 3) o di debito sottratto (art. 11, c. 1)Art. 12-ter; art. 240-bis c.p.

Come difendersi

La confisca allargata colpisce i beni di valore sproporzionato al reddito di cui il condannato non giustifica la provenienza, e la legge esclude che si possa giustificarli con il reimpiego dell'evasione fiscale, salvo che il debito tributario sia stato estinto (art. 240-bis c.p.). Contro il sequestro si propone la richiesta di riesame, contestando il reato, il calcolo del profitto, la titolarità o la disponibilità dei beni; il sequestro va revocato quando vengono meno i presupposti (art. 321, c. 3, c.p.p.). Pagare o rateizzare il debito è spesso la via più efficace (si veda la pagina sul pagamento del debito tributario); per la responsabilità della società si veda quella sul D.Lgs. 231/2001. Dal 1° gennaio 2027 queste regole confluiscono nel testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024).

  1. Leggere il decreto: reato, importo del profitto, beni colpiti.
  2. Verificare i conti del profitto e l'imposta effettivamente dovuta.
  3. Documentare la titolarità dei beni e i redditi leciti.
  4. Proporre il riesame entro dieci giorni.
  5. Avviare la rateizzazione o il pagamento e chiedere la revoca.

Domande frequenti

La società ha evaso l'IVA: possono sequestrare i miei beni di amministratore?
Sì, ma in un ordine preciso. Il profitto del reato che si trova nella disponibilità della società si sequestra e si confisca direttamente alla società; se non si trova, il sequestro per equivalente colpisce i beni dell'amministratore che ha commesso il reato, mentre non può colpire per equivalente i beni della società, salvo che sia uno schermo fittizio (Cass. SU 10561/2014).
I soldi sul conto provengono da un'eredità: possono confiscarli lo stesso?
Secondo le Sezioni Unite, quando il profitto del reato è denaro la confisca delle somme sul conto è diretta e non per equivalente, e l'allegazione o la prova dell'origine lecita del denaro non la impedisce (Cass. SU 42415/2021). Restano possibili le difese sull'importo del profitto e sulla sua effettiva disponibilità.
Se rateizzo il debito evito il sequestro?
Di regola sì: il sequestro finalizzato alla confisca non è disposto se il debito tributario è in corso di estinzione con la rateizzazione, anche dopo conciliazione o accertamento con adesione, e il contribuente è in regola con i pagamenti. Fa eccezione il concreto pericolo di dispersione della garanzia patrimoniale, desunto dalle condizioni del reo e dalla gravità del reato (art. 12-bis, c. 2, D.Lgs. 74/2000).
Come si contesta un sequestro?
Con la richiesta di riesame al tribunale entro dieci giorni dall'esecuzione o dalla conoscenza del provvedimento, contestando il reato, il calcolo del profitto, la titolarità dei beni o l'assenza di pericolo; in ogni momento si può chiedere la revoca se vengono meno i presupposti, per esempio dopo il pagamento (art. 321, c. 3, c.p.p.).

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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