In breve
- Contributi esteri: si sommano a quelli italiani per il diritto alla pensione.
- Gratis: la totalizzazione internazionale non trasferisce i contributi.
- Unione europea, SEE, Svizzera e Regno Unito: regolamenti 883/2004 e 987/2009.
- Altri Paesi: solo se c'è una convenzione bilaterale.
- Ogni Stato paga la sua quota, calcolata pro rata.
Quali regole si applicano
Nei Paesi dell'Unione europea, dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein, Norvegia), in Svizzera e nel Regno Unito si applicano i regolamenti di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, il n. 883/2004 e il n. 987/2009 che lo attua. Con molti altri Stati l'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali: tra questi Argentina, Australia, Brasile, Canada e Québec, Israele, Isole del Canale e Isola di Man, gli Stati dell'ex Jugoslavia, il Principato di Monaco, Capo Verde, San Marino, la Santa Sede, Tunisia, Turchia, Uruguay, Stati Uniti e Venezuela, mentre con il Messico l'accordo riguarda solo il pagamento delle pensioni e con la Corea del Sud solo il distacco dei lavoratori. Nei Paesi senza accordo i contributi esteri non si possono totalizzare con quelli italiani.
| Paese | Regole | Totalizzazione |
|---|---|---|
| Unione europea, SEE, Svizzera, Regno Unito | Regolamenti 883/2004 e 987/2009 | Sì, periodo minimo di un anno (52 settimane) |
| Paesi con convenzione bilaterale | La singola convenzione | Sì, con periodi minimi e prestazioni previsti dalla convenzione |
| Paesi senza accordo | Solo la legge di ciascuno Stato | No |
Il calcolo e la domanda
La totalizzazione internazionale non sposta i contributi: li considera insieme per stabilire se si ha diritto alla pensione. Se i requisiti si raggiungono con i soli contributi italiani, l'INPS paga una pensione autonoma; altrimenti calcola un importo teorico come se tutti i periodi fossero italiani e lo riduce in proporzione ai periodi italiani, il cosiddetto pro rata, e lo Stato estero fa lo stesso per la sua parte. Per la domanda conviene rivolgersi all'INPS o a un patronato, che indicano l'ente competente e i moduli previsti per ciascun Paese. Per sommare periodi versati in diverse gestioni italiane si usano invece il cumulo, la ricongiunzione o la totalizzazione nazionale (si veda la pagina su riscatto, ricongiunzione e cumulo); sulla legge che regola il rapporto di chi lavora fuori Italia si veda la pagina sui contratti di lavoro all'estero. Contro il rigetto o un calcolo errato si veda la pagina sul ricorso contro l'INPS.
- Raccogliere gli estratti contributivi di ogni Paese.
- Verificare se il Paese è coperto dai regolamenti europei o da una convenzione.
- Controllare i periodi minimi e le prestazioni previste.
- Presentare la domanda all'ente competente, anche tramite patronato.
- Verificare il calcolo di ciascuna quota e ricorrere se è errato.
Domande frequenti
Ho lavorato cinque anni in Germania: quei contributi valgono per la pensione italiana?
E se ho lavorato negli Stati Uniti o in Australia?
Come si calcola la pensione con contributi esteri?
C'è un periodo minimo di lavoro all'estero?
Fonti normative
- Regolamento (CE) 883/2004 — Coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale
- Regolamento (CE) 987/2009 — Modalità di applicazione del regolamento 883/2004
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
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- Autonomi, agenti e collaboratoriLa gestione separata INPSChi deve iscriversi (art. 2, c. 26, L. 335/1995), aliquote e minimale 2026, rivalsa del 4%, riparto tra committente e collaboratore, maternità, malattia, pensione.
- Dimissioni, TFR e fine del rapportoLa NASpI: requisiti, durata, calcolo, decadenza13 settimane nei 4 anni e regola delle 13 dopo dimissioni (art. 3 D.Lgs. 22/2015); 75% fino a 1.456,72 euro, max 1.584,70; -3% dal 6° mese; domanda in 68 giorni.
- Pensioni, INPS e INAILL'indebito INPS: quando si devono restituire le sommePensioni (art. 52 L. 88/1989, art. 13 L. 412/1991), assistenza e NASpI (art. 2033 c.c., Corte cost. 8/2023): quando non si restituisce, trattenute, rate, ricorso.