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ProceduraImmigrazione e cittadinanza · Permesso di soggiorno: dinieghi e ricorsi

Il permesso di soggiorno revocato o negato per una condanna

Una condanna per spaccio, per un furto aggravato, per lesioni, anche patteggiata o non ancora definitiva, può portare al rifiuto del rinnovo o alla revoca del permesso di soggiorno, e poi all'espulsione. La legge elenca i reati che impediscono il soggiorno, ma l'automatismo ha limiti importanti: per chi ha legami familiari in Italia la Questura deve sempre valutare la situazione concreta, e la Corte costituzionale ha escluso alcune preclusioni automatiche. Questa pagina spiega quali condanne pesano, quando serve una valutazione caso per caso e come si impugna.

Verificato il 25 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Reati ostativi: elencati dall'art. 4, c. 3, TUI, anche con condanna non definitiva o patteggiata.
  • Famiglia in Italia: valutazione caso per caso sempre obbligatoria.
  • Automatismi: esclusi per piccolo spaccio non definitivo e contraffazione.
  • Ricorso: TAR per i permessi ordinari, tribunale per quelli familiari.
  • Urgenza: chiedere la sospensiva per evitare l'espulsione.

Le condanne che pesano sul permesso

Art. 4, c. 3, D.Lgs. 286/1998 (estratto)

«[...] Non è ammesso in Italia lo straniero [...] che risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2 e dall'articolo 381, comma 2, lettere m) e m-sexies), del codice di procedura penale, [...] ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e dell'emigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite.»

Con sentenza irrevocabile sono ostative anche le condanne per violazioni del diritto d'autore, contraffazione e commercio di prodotti contraffatti, blocco stradale e alcune violazioni del TULPS (art. 4, c. 3, TUI). Il permesso è rifiutato o revocato quando vengono meno i requisiti per il soggiorno, ma si deve tenere conto dei nuovi elementi favorevoli sopraggiunti (art. 5, c. 5, TUI).

I limiti agli automatismi

SituazioneRegolaFonte
Straniero con legami familiari in ItaliaValutazione obbligatoria di vincoli familiari, legami con il Paese d'origine e durata del soggiornoArt. 5, c. 5, TUI; Corte cost. 202/2013
Permesso per motivi familiari e pericolositàSi valutano anche condanne per i reati degli artt. 380 e 407 c.p.p. e per favoreggiamento dell'immigrazione clandestinaArt. 5, c. 5-bis, TUI
Spaccio di lieve entità (condanna non definitiva) o commercio di prodotti contraffattiNiente automatismo: serve la verifica concreta della pericolositàCorte cost. 88/2023

Il ricorso segue le regole del diniego: TAR entro sessanta giorni per i permessi ordinari, tribunale ordinario per quelli familiari (si veda la pagina sul diniego del permesso di soggiorno). Poiché dopo la revoca può seguire l'espulsione, è importante chiedere subito la sospensiva. Nel processo penale conviene considerare fin dall'inizio le conseguenze sul permesso delle scelte difensive, compreso il patteggiamento, che per i reati elencati è ostativo come una condanna.

  1. Verificare se il reato rientra davvero nell'elenco dell'art. 4, c. 3, TUI.
  2. Documentare famiglia, figli, lavoro, casa e anni di soggiorno.
  3. Rispondere al preavviso di rigetto con questi elementi.
  4. Impugnare davanti al giudice competente e chiedere la sospensiva.
  5. Coordinare la difesa penale con le conseguenze sul permesso.

Domande frequenti

Una condanna patteggiata o non ancora definitiva può far perdere il permesso?
Sì. Tra le condanne che impediscono l'ingresso e il soggiorno la legge include anche quelle non definitive e quelle di patteggiamento per i reati elencati, come quelli in materia di stupefacenti, contro la libertà sessuale o di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, e i reati con arresto obbligatorio in flagranza (art. 380 c.p.p.) o alcuni di quelli con arresto facoltativo (art. 381, c. 2, lett. m e m-sexies) (art. 4, c. 3, TUI). Per alcuni altri reati, come la contraffazione, serve una sentenza irrevocabile.
Ho moglie e figli in Italia: la Questura deve tenerne conto?
Sì, sempre. Dopo la Corte costituzionale 202/2013, per chiunque abbia legami familiari in Italia il rifiuto o la revoca non sono automatici: la Questura deve valutare la natura e l'effettività dei vincoli familiari, i legami con il Paese d'origine e la durata del soggiorno (art. 5, c. 5, TUI). Una motivazione che ignora questi elementi è impugnabile.
Tutte le condanne elencate sono automaticamente ostative?
No. La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l'automatismo per le condanne, anche non definitive, per spaccio di lieve entità e per quelle definitive per commercio di prodotti contraffatti, imponendo di verificare in concreto la pericolosità della persona (Corte cost. 88/2023).
Come si impugna la revoca?
Per i permessi ordinari con ricorso al TAR entro sessanta giorni, chiedendo la sospensiva per evitare l'espulsione nel frattempo (art. 6, c. 10, TUI); per i permessi per motivi familiari davanti al tribunale ordinario (art. 30, c. 6, TUI). Conviene documentare i legami familiari, il lavoro, la durata del soggiorno e l'esito del procedimento penale.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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