Risposta della redazione
Redazione avvocato.co · 2026-10-08 · informazione generale, non è un parere sul tuo caso
Il trattenimento in un centro di permanenza per i rimpatri è una privazione della libertà personale e deve essere convalidato da un giudice in tempi strettissimi. Il questore trasmette gli atti al giudice di pace entro 48 ore; all'udienza devono partecipare un difensore, anche d'ufficio e con patrocinio a spese dello Stato, e l'interessato, anche a distanza. Il giudice decide entro le 48 ore successive, altrimenti il trattenimento cessa. Per i richiedenti protezione internazionale decide invece la sezione specializzata del tribunale.
La convalida autorizza tre mesi, prorogabili di altri tre per gravi difficoltà di identificazione o di documenti, e poi con proroghe di tre mesi fino a ulteriori dodici: in tutto fino a diciotto mesi.
Se tuo fratello ha un passaporto valido e non è espulso per motivi di sicurezza, si possono chiedere misure alternative come la consegna del passaporto, l'obbligo di dimora o l'obbligo di presentarsi periodicamente alla polizia. All'udienza conviene portare passaporto, prove di domicilio e di legami familiari.
Contro il decreto di convalida o di proroga si può proporre ricorso per cassazione entro dieci giorni, depositandolo entro cinque giorni dalla notifica. Nel centro tuo fratello può comunicare anche telefonicamente con l'esterno e presentare reclami ai garanti dei detenuti.
Trovi tutti i dettagli nella guida completa Il trattenimento nel CPR: convalida, proroghe e ricorso: per valutare il tuo caso specifico chiedi a un avvocato.