In breve
- Mobbing e straining sono etichette medico-legali: conta la violazione dell'obbligo di tutela della salute.
- Ambiente stressogeno: il datore risponde anche senza intento persecutorio, anche solo per colpa.
- Stress lavoro-correlato: rischio da valutare obbligatoriamente nel DVR dal 2010.
- Prova: danno alla salute, condizioni di lavoro, nesso causale; al datore la prova delle misure adottate.
- Rimedi: risarcimento, dimissioni per giusta causa, malattia professionale, segnalazione agli organi di vigilanza.
Oltre il mobbing: la regola dell'art. 2087
«L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.»
Per anni, chi si ammalava per il lavoro doveva dimostrare un disegno persecutorio, il mobbing, con una serie di comportamenti ostili unificati dall'intento di emarginare la vittima. La Cassazione ha superato questa impostazione: mobbing e straining sono nozioni medico-legali che non hanno autonoma rilevanza giuridica e servono solo a descrivere comportamenti contrari all'art. 2087 c.c. (Cass. 2084/2024, 19196/2024, 26923/2025). Ciò che conta è che il fatto, anche isolato, sia illecito e abbia leso beni come la salute psicofisica, la dignità e l'identità del lavoratore (Cass. 29101/2023); l'intensità del dolo e la ripetizione pesano sulla misura del risarcimento, non sul diritto a ottenerlo (Cass. 4664/2024).
Di qui la figura dell'ambiente stressogeno: il datore viola l'art. 2087 quando consente, anche per semplice colpa, che si crei o si mantenga un ambiente di lavoro che danneggia la salute, o quando adotta comportamenti in sé leciti che, per il modo o il contesto, producono un danno (Cass. 3692/2023, 28959/2023, 123/2025, 31367/2025). Sono situazioni tipiche i carichi di lavoro insostenibili e prolungati, l'isolamento o lo svuotamento di mansioni, i conflitti tollerati senza intervenire, i cambi di turno punitivi, le pressioni continue sugli obiettivi.
La prevenzione: la valutazione del rischio stress
Lo stress lavoro-correlato è un rischio che il datore di lavoro deve valutare nel documento di valutazione dei rischi, secondo l'accordo europeo dell'8 ottobre 2004 e le indicazioni della Commissione consultiva permanente, con obbligo in vigore dal 1° agosto 2010 (art. 28, c. 1 e 1-bis, D.Lgs. 81/2008). L'omessa valutazione dei rischi è un reato contravvenzionale del datore, punito con l'arresto o l'ammenda (art. 55). Per la Cassazione, la dimensione organizzativa del lavoro è di per sé un fattore di rischio per la salute, e il datore che tollera una situazione stressogena viola l'obbligo di protezione (Cass. 33639/2022). Il DVR e i suoi aggiornamenti sono quindi i primi documenti da chiedere, anche tramite il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Come si prova e che cosa si ottiene
| Che cosa provare | Con quali strumenti |
|---|---|
| Il danno alla salute | Certificati del medico curante e dello specialista, cartelle, consulenza medico-legale |
| Le condizioni di lavoro o le condotte | Email, ordini di servizio, turni, carichi di lavoro, testimoni, segnalazioni al datore o al RLS |
| Il nesso causale | Cronologia tra fatti e malattia, consulenza tecnica, assenza di altre cause prevalenti |
| L'inadempimento del datore | DVR mancante o generico, mancata risposta alle segnalazioni, misure non adottate |
La responsabilità del datore è contrattuale: al lavoratore spetta la prova del danno, delle condizioni di lavoro nocive e del nesso causale; al datore quella di aver adottato tutte le misure necessarie. Il risarcimento comprende il danno biologico, liquidato con le tabelle, e il danno morale e alla vita di relazione, spiegati nella pagina sul danno biologico. Quando la situazione è intollerabile si possono valutare le dimissioni per giusta causa, che danno diritto all'indennità di preavviso e alla NASpI; la malattia di origine lavorativa si può denunciare all'INAIL come malattia professionale non tabellata, dimostrandone l'origine.
- Curarsi e documentare: rivolgersi al medico e conservare ogni certificato.
- Tenere un diario dei fatti con date, persone presenti e prove.
- Segnalare per iscritto al datore, al responsabile della sicurezza o al RLS.
- Chiedere il DVR e verificare se il rischio stress è stato valutato.
- Valutare con un avvocato e un medico legale l'azione di risarcimento, entro la prescrizione.
Le condotte persecutorie vere e proprie sono trattate nella pagina sul mobbing; la sottrazione di mansioni nella pagina sul demansionamento; gli obblighi generali del datore nella pagina sulla sicurezza sul lavoro.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra mobbing e straining?
Non c'è un persecutore, ma in ufficio il clima è insostenibile e mi sono ammalato: il datore risponde?
Che cosa devo provare in giudizio?
L'azienda non ha mai valutato il rischio stress: che conseguenze ha?
Fonti normative
- Art. 2087 c.c. — Tutela delle condizioni di lavoro
- Art. 28 D.Lgs. 81/2008 — Valutazione dei rischi, compreso lo stress lavoro-correlato
- Art. 55 D.Lgs. 81/2008 — Sanzioni per il datore di lavoro
I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.
Da leggere insieme
- Mobbing, sicurezza e discriminazioniIl mobbing: come si prova e che cosa si ottieneIl mobbing: definizione della giurisprudenza, straining, art. 2087 c.c., come si prova (diario, documenti, testimoni, certificati), danni.
- Contratto, mansioni e stipendioIl demansionamento: quando è illegittimo e che cosa si ottieneDemansionamento (art. 2103 c.c.): quando il datore può assegnare mansioni inferiori, forma scritta, stipendio conservato, reintegrazione nelle mansioni.
- Dimissioni, TFR e fine del rapportoLe dimissioni per giusta causaI casi riconosciuti, la procedura telematica, niente preavviso e indennità a carico del datore, la NASpI, la prova, i rischi se la giusta causa non regge.
- Mobbing, sicurezza e discriminazioniSicurezza sul lavoro: gli obblighi del datore e i diritti del lavoratoreD.Lgs. 81/2008: DVR, RSPP, medico competente, formazione, DPI, patente a crediti e badge di cantiere, rifiuto della prestazione pericolosa, sanzioni e prescrizione.
- Mobbing, sicurezza e discriminazioniLa malattia professionale: riconoscimento INAIL e ricorsoMalattie tabellate e non tabellate, le tabelle del 2023, denuncia entro 15 giorni, opposizione all'INAIL in 60 giorni, prescrizione di 3 anni, danno dal datore.
- Risarcimento del dannoIl danno biologico: come si calcola (tabelle di Milano e di Roma, tabella unica nazionale)Il danno biologico: micropermanenti (art. 139: primo punto 988,45 euro nel 2026), tabella unica nazionale DPR 12/2025, tabelle di Milano e Roma, danno morale, prova.
- Mobbing, sicurezza e discriminazioniLe molestie sessuali sul lavoroArt. 26 D.Lgs. 198/2006: definizione, atti ritorsivi nulli, chi denuncia non può essere punito (c. 3-bis), obbligo del datore; prova agevolata (art. 40), reati.