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ProceduraDiritto penale · Reati stradali

I lavori di pubblica utilità per guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto droghe

Per chi è imputato di guida in stato di ebbrezza, di guida dopo l'assunzione di stupefacenti o di rifiuto dei test, i lavori di pubblica utilità sono quasi sempre la soluzione migliore: se svolti con esito positivo estinguono il reato, dimezzano la sospensione della patente e fanno restituire l'auto confiscata. Si ottengono una sola volta nella vita e non se si è provocato un incidente. Questa pagina spiega come si chiedono, come si calcola quanto durano, dove si svolgono e che cosa succede alla fine.

Verificato il 24 settembre 2026Lettura: 3 min

In breve

  • Per chi: imputati di ebbrezza, guida dopo droghe o rifiuto dei test, senza incidente provocato.
  • Come: si chiedono al giudice, anche opponendosi al decreto penale; basta non opporsi alla sostituzione.
  • Durata: pena detentiva più ammenda convertita a 250 euro al giorno; un giorno vale due ore.
  • Effetti: reato estinto, sospensione della patente dimezzata, confisca dell'auto revocata.
  • Una sola volta nella vita.

Chi può ottenerli

Art. 186, c. 9-bis, CdS

«Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi è opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilità [...] da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale [...].»

La sostituzione vale per la guida in stato di ebbrezza e per il rifiuto dell'alcoltest (art. 186, c. 9-bis) e per la guida dopo l'assunzione di stupefacenti (art. 187, c. 8-bis). È esclusa quando il conducente ha provocato un incidente; per il rifiuto, però, l'aggravante dell'incidente non si applica e i lavori restano possibili (Cass. SU 46625/2015). Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena una sola volta.

Come si chiedono e quanto durano

  1. Trovare un ente: un ente pubblico o un'associazione di assistenza o volontariato convenzionata con il tribunale, che dichiari per iscritto la disponibilità, l'attività, la sede e gli orari.
  2. Presentare la richiesta: con il decreto penale la sostituzione può essere già disposta se l'imputato non si oppone; altrimenti si chiede con l'opposizione al decreto o nel processo, anche con il patteggiamento.
  3. Calcolare la durata: giorni di arresto più ammenda divisa per 250; ogni giorno equivale a due ore di lavoro.
  4. Svolgere il lavoro: di regola fino a sei ore settimanali, di più su richiesta, mai oltre otto ore al giorno (art. 54 D.Lgs. 274/2000).
  5. Controllo: l'ufficio di esecuzione penale esterna o gli organi indicati dal giudice verificano che il lavoro sia svolto.
EsempioCalcoloOre
Arresto 3 mesi + ammenda 1.000 euro90 + 4 giorni = 94 giorni188 ore
Arresto 6 mesi + ammenda 1.500 euro180 + 6 giorni = 186 giorni372 ore

Per l'ebbrezza l'attività si svolge in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale; per gli stupefacenti può consistere anche nella partecipazione a un programma terapeutico e socio-riabilitativo presso i servizi per le dipendenze.

La fine dei lavori: estinzione, patente e auto

Se il lavoro è svolto positivamente, il giudice fissa una nuova udienza e:

  • dichiara estinto il reato;
  • riduce della metà la sospensione della patente;
  • revoca la confisca del veicolo sequestrato.

La decisione è ricorribile in cassazione, ma il ricorso non sospende l'esecuzione salvo diversa decisione del giudice. Se invece il condannato viola gli obblighi, il giudice, anche d'ufficio, può revocare la sostituzione e ripristinare la pena originaria, la sospensione della patente e la confisca, con il procedimento di esecuzione dell'art. 666 c.p.p.

Altre strade: pene sostitutive e messa alla prova

Accanto a questo beneficio speciale esistono il lavoro di pubblica utilità come pena sostitutiva introdotto dalla riforma Cartabia (si veda la pagina sulle pene sostitutive) e la messa alla prova, che estingue il reato dopo un periodo di lavori e programma di trattamento. Le regole generali sul lavoro di pubblica utilità sono nella pagina dedicata al lavoro di pubblica utilità. La scelta tra le diverse strade dipende da precedenti, tasso accertato, presenza di un incidente e tempi del processo: va fatta con il difensore prima di rispondere al decreto penale.

Domande frequenti

Quanto durano i lavori di pubblica utilità?
Quanto la pena detentiva inflitta, più la conversione dell'ammenda a 250 euro per ogni giorno (art. 186, c. 9-bis). Ogni giorno di lavoro equivale a due ore (art. 54 D.Lgs. 274/2000). Per esempio, con tre mesi di arresto (90 giorni) e 1.000 euro di ammenda (4 giorni) si arriva a 94 giorni, cioè 188 ore. Di regola non si fanno più di sei ore a settimana, ma il condannato può chiedere di farne di più, fino a otto al giorno, per finire prima.
Posso chiederli se ho avuto un incidente?
No, se sei imputato di guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti e hai provocato un incidente: la sostituzione è esclusa (commi 2-bis dell'art. 186 e 1-bis dell'art. 187). Fa eccezione il rifiuto dell'alcoltest: le Sezioni unite hanno escluso che l'aggravante dell'incidente si applichi a quel reato, che quindi resta ammesso ai lavori (Cass. SU 46625/2015).
Che cosa ottengo se li svolgo bene?
Il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, riduce della metà la sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato (art. 186, c. 9-bis). Il reato estinto non pesa come condanna. Il beneficio però si ottiene una sola volta: per un secondo episodio non sarà più disponibile.
Come trovo l'ente dove fare i lavori?
Si cerca un ente pubblico o un'associazione di volontariato o assistenza che abbia una convenzione con il tribunale per i lavori di pubblica utilità, e che dichiari la disponibilità ad accogliere il condannato indicando attività, sede e orari. La dichiarazione si deposita con l'istanza o all'udienza. Per chi guidava dopo aver assunto droghe, il lavoro può consistere anche nella partecipazione a un programma terapeutico presso i servizi per le dipendenze.

Fonti normative

I testi sono quelli vigenti su normattiva.it alla data di verifica della pagina.

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